Fino al 27 marzo 2027, Londra ospita Multiplied Wonders: Italian Renaissance Woodcuts, la prima mostra nata dal progetto di ricerca e catalogazione della Fondazione Giorgio Cini, dedicata alla ricchezza espressiva e alla straordinaria diffusione della xilografia italiana del Rinascimento. |
Dieci anni di ricerca, studio e catalogazione hanno restituito nuova centralità a uno dei capitoli più affascinanti dell’arte del Rinascimento: la xilografia italiana. Avviato dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, con la curatela di Laura Aldovini, David Landau e Silvia Urbini, il progetto ha dato vita a un Atlante destinato a colmare una significativa lacuna negli studi storico-artistici, oggi accessibile anche attraverso un archivio online.
Da questo straordinario patrimonio di conoscenze nasce Multiplied Wonders: Italian Renaissance Woodcuts, la mostra che il British Museum di Londra ospita dall’8 ottobre 2026 al 21 marzo 2027. Curata dagli stessi studiosi che hanno guidato l’Atlante, l’esposizione traduce il lavoro di ricerca in un percorso attraverso la ricchezza visiva, la varietà tecnica e la forza comunicativa delle xilografie rinascimentali italiane.
L’appuntamento londinese segna una prima assoluta: mai prima d’ora era stata allestita una mostra di tale ampiezza dedicata a questi materiali, capaci di raccontare come l’immagine incisa su legno abbia contribuito a trasformare la circolazione delle idee e la diffusione della cultura figurativa nel Rinascimento.

Le xilografie
La rivoluzione tipografica della fine del XV secolo ha reso possibile una diffusione delle immagini fino ad allora senza precedenti. La tecnica più usata era la xilografia, ottenuta dalla stampa di un blocco di legno intagliato. Particolarmente adatta all’illustrazione dei libri, la xilografia è inizialmente legata soprattutto al mondo dell’editoria e del commercio librario. Ben presto, però, alcuni protagonisti del settore ne intuiscono le potenzialità: una tecnica capace di adattarsi a formati diversi e di veicolare soggetti tanto sacri quanto profani.
Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento si afferma così anche un vero e proprio mercato della stampa d’arte. A intercettare questa nuova domanda sono alcuni dei maggiori artisti dell’epoca, tra cui Raffaello, Tiziano e il Parmigianino, che si servono delle stampe per ampliare la propria fama ben oltre il contesto locale.
Arrivano a concepire xilografie di straordinaria complessità tecnica, capaci di attirare l’attenzione del pubblico anche per la qualità e la maestria della loro esecuzione.
Le stampe diventano anche uno strumento fondamentale di circolazione delle idee e dei modelli artistici. Permettono agli artisti di città diverse di conoscere e confrontarsi con le innovazioni dei loro contemporanei, anche quando non avevano mai avuto modo di incontrarli. La diffusione delle immagini attraverso la stampa contribuisce quindi in modo decisivo ai profondi cambiamenti che caratterizzano l’arte italiana nel pieno Rinascimento.
L’Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento
L’Atlante rintraccia, studia e cataloga le xilografie italiane su fogli sciolti e le relative matrici, dai primi esemplari noti dell’inizio del Quattrocento fino al 1550 circa; rientrano nel censimento anche carte da gioco, carte geografiche, fogli volanti e bandi illustrati, e le xilografie incluse o incollate in libri e manoscritti.
L’archivio digitale, in costante aggiornamento e in collegamento con i principali musei, archivi, biblioteche e database nazionali e internazionali del settore, è consultabile attraverso diverse chiavi di ricerca nel portale della Fondazione Giorgio Cini dedicato agli archivi.
Nel 2021 il progetto ha beneficiato di un prestigioso riconoscimento da parte della Getty Foundation di Los Angeles nell’ambito del programma The Paper Project: Prints and Drawings Curatorship in the 21st Century, che supporta progetti di formazione, curatela, catalogazione di materiali grafici. Nel 2022 l’Atlante è stato inoltre sostenuto dall’International Fine Prints Dealers Association (IFPDA) a favore delle attività di ricerca e catalogazione.
La mostra al British Museum
Lo sconfinato patrimonio grafico del British Museum comprende anche centinaia di xilografie italiane del Rinascimento: una quantità e una qualità tali da consentire l’organizzazione di una mostra ricca e articolata, capace di restituire l’evoluzione della produzione e della tecnica, gli stili nei diversi ambiti geografici della Penisola e le diverse funzioni a cui queste opere furono destinate.
La mostra è costruita come un viaggio lungo l’Italia alla scoperta della produzione xilografica, in tre capitoli dedicati alle principali scuole stilistiche del Rinascimento italiano — quella veneta, quella tosco-romana e quella emiliana. Il capitolo finale, The woodcut in everyday life, è invece un affondo sulle tipologie e le funzioni delle stampe: una parte significativa della produzione xilografica, infatti, travalicava gli ambiti più canonici dell’incisione — quelli della devozione e della cultura umanistica, con i loro temi sacri e mitologici — per rispondere alle più svariate esigenze della vita dell’uomo rinascimentale, dalla storia alla geografia, dal gioco alla decorazione. Infine, un focus nella mostra è dedicato alle stampe di dimensioni monumentali.
Il catalogo, pubblicato in inglese, guida il visitatore attraverso le xilografie conservate al British Museum, e nei testi rimanda alle schede pubblicate nel database dell’Atlante per le opere esposte.









