Dal 28 ottobre il Museo Nazionale dell’Automobile (Mauto) di Torino inaugura la nuova stagione espositiva con tre mostre che rileggono la storia dell’auto attraverso gli sguardi della fotografia, della Pop Art e dell’arte contemporanea, trasformando il mito della quattro ruote in un originale racconto di immagini, cultura e creatività. |
Dal prossimo 28 ottobre il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (Mauto) inaugura una nuova stagione dedicata al dialogo tra arti visive e cultura dell’automobile, presentando tre progetti espositivi che condividono una medesima prospettiva: indagare il ruolo dell’automobile quale soggetto culturale, dispositivo dello sguardo e motore di trasformazione dell’immaginario contemporaneo.

Serie limitata. Paesaggi mobili in fotografia
A cura di Philippe Séclier e Lorenza Bravetta
Catalogo della mostra edito da Atelier EXB (Paris) e pubblicato in italiano e inglese
Con Serie limitata. Paesaggi mobili in fotografia – visitabile dal 28 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 – il Mauto di Torino presenta una mostra che offre un panorama completo di fotografie, video e sculture, riunendo il lavoro di 40 artisti attraverso fotografie, video e sculture, che raccontano l’automobile come protagonista della cultura visiva degli ultimi centocinquant’anni. Il percorso è arricchito da una selezione di eccezionali supercar prodotte in serie limitata, dagli anni Ottanta ai primi decenni del XXI secolo, che amplia la riflessione sul rapporto tra serialità ed esclusività, mostrando come anche nell’industria automobilistica la produzione limitata diventi espressione di ricerca, innovazione e unicità.
Il progetto sviluppa una riflessione sul principio della serialità: variazioni, accumulazioni, ripetizioni, frammentazioni e dissezioni dell’immagine diventano strumenti attraverso cui leggere il rapporto tra automobile, architettura, città, paesaggio e design. Dalla fascinazione delle avanguardie storiche per la macchina fino alla progressiva democratizzazione dell’automobile nella seconda metà del Novecento, la mostra ripercorre l’evoluzione di un soggetto che ha accompagnato le trasformazioni della società contemporanea e che la fotografia ha saputo interpretare come simbolo di progresso, libertà, consumo, desiderio e identità.
Gerald Laing. Full Speed
A cura di Elena Geuna
Catalogo della mostra edito da Skira
Dal 28 ottobre 2026 al 7 marzo 2027 la Project Room del Museo Nazionale dell’Automobile presenta Gerald Laing. Full Speed, la prima mostra monografica italiana dedicata all’artista britannico Gerald Laing (1936–2011), a cura di Elena Geuna, realizzata in collaborazione con The Estate of Gerald Laing.
Figura di spicco della Pop Art inglese che negli anni Sessanta fu parte della straordinaria scena newyorkese accanto ad Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Robert Indiana, Gerald Laing è stato uno degli artisti che meglio hanno interpretato il rapporto tra arte, velocità, tecnologia e cultura dell’immagine.
La mostra propone una rilettura della pratica artistica di Laing con opere dal forte impatto visivo, molte delle quali mai esposte prima in Italia. Con esplosive campiture di colore e insolite inquadrature cinematografiche, i soggetti – dragster, piloti e auto da corsa – testimoniano quanto l’automobile sia icona culturale e sinonimo di progresso.
Un progetto che restituisce al pubblico italiano una figura fondamentale della storia dell’arte del secondo Novecento, facendo del MAUTO il luogo ideale per riflettere sul dialogo tra Pop Art e cultura automobilistica.
Convergenze 2026
Un dialogo con artisti e Collezioni in collaborazione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Giunge alla seconda edizione Convergenze, il progetto che inserisce opere d’arte contemporanea all’interno del percorso permanente del Museo, costruendo relazioni inedite tra la collezione automobilistica e la ricerca artistica contemporanea. Curato da Lorenza Bravetta e Giacinto Di Pietrantonio, il progetto nasce dalla volontà di attivare nuove chiavi di lettura del patrimonio del MAUTO, affidando agli artisti il compito di generare connessioni inattese tra opere, oggetti, architettura e memoria.
Per il secondo capitolo il progetto si sviluppa in collaborazione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, che presenta una selezione di lavori inseriti lungo il percorso permanente. Le opere dialogano con la collezione del Museo attorno al tema del paesaggio, costruendo corrispondenze visive e concettuali che invitano il pubblico a ripensare il rapporto tra forma e significato, movimento e territorio, tecnica e immaginazione.
Accanto alle opere provenienti dal MAXXI, il progetto comprende lavori affidati ad Alain Bublex, Erik Kessels e Francesco Jodice, che vanno ad arricchire il patrimonio di arte del Museo, affiancandosi a quelli già realizzati negli anni da Cristian Chironi, Robert Kuśmirowski, Paul Etienne Lincoln e Marina Caneve.
Con Convergenze il Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile conferma la volontà di fare della propria collezione un organismo dinamico, aperto all’interpretazione degli artisti e capace di generare nuove narrazioni attraverso il confronto con il contemporaneo.









