Radicchio di Verona Igp, l’oro rosso conquista la tavola: a Zevio ecco il Radicchio d’Argento 

Il 10 ottobre, la XXVI edizione del concorso gastronomico celebra uno dei tesori della pianura veronese, tra creatività dei giovani chef, eccellenze certificate e nuove visioni della cucina sostenibile. Un appuntamento che intreccia cultura del gusto, identità del territorio e turismo enogastronomico, nel segno di un prodotto simbolo della tradizione italiana.

Il Radicchio di Verona Igp, con le sue sfumature rosso rubino e il carattere inconfondibile che lo rende uno dei protagonisti della tavola d’autunno e d’inverno, torna a raccontare l’identità gastronomica della pianura veronese. Sabato 10 ottobre, a Santa Maria di Zevio, negli spazi di Ca’ Scapin 1935, si celebra la XXVI edizione del concorso gastronomico interregionale “Radicchio d’Argento 2026”, dedicato a uno dei prodotti più emblematici dell’agricoltura locale.

Il fiore d’inverno Igp protagonista in tavola tra sostenibilità e diversità bioculturale

Da ventisei anni, la manifestazione costruisce un dialogo tra sapere contadino e creatività culinaria, valorizzando il radicchio come ingrediente d’elezione per interpretazioni capaci di coniugare memoria, ricerca e nuove sensibilità gastronomiche. Un percorso che abbraccia anche la formazione professionale, la sostenibilità e la promozione turistica, mettendo in luce il legame profondo tra eccellenze agroalimentari e cultura del territorio. Il tema scelto per questa edizione, “Il fiore d’inverno Igp protagonista in tavola tra sostenibilità e diversità bioculturale”, invita inoltre a riflettere sul ruolo dei prodotti certificati nella salvaguardia del patrimonio culturale della cucina italiana.

A promuovere l’iniziativa è l’Associazione Pro Loco Carpanea di Casaleone, in collaborazione con il Consorzio per la Tutela del Radicchio di Verona Igp e la Confraternita del Radicchio Igp di Verona, con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Verona e della Camera di Commercio di Verona.

Il programma è stato presentato ufficialmente nella Sala Consiliare del Comune di Zevio, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo e imprenditoriale, delle associazioni, della ristorazione e della comunicazione: un’occasione per ribadire il valore di una manifestazione che mette al centro il dialogo tra filiera produttiva, cultura gastronomica e promozione del territorio.

Le parole della presidente del Consorzio per la Tutela del Radicchio di Verona Igp

Nel corso dell’incontro, Cristiana Furiani, presidente del Consorzio per la Tutela del Radicchio di Verona Igp, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di far conoscere e apprezzare questo prodotto anche oltre i confini regionali, rafforzandone la presenza sulle tavole italiane e valorizzandone l’identità attraverso una narrazione capace di unire qualità, origine e tradizione.

«Il Radicchio di Verona Igp rappresenta un’eccellenza della nostra agricoltura, un prodotto che merita di essere sempre più conosciuto e apprezzato non soltanto in Italia, ma anche all’estero. La sua versatilità in cucina permette di realizzare piatti di grande qualità, capaci di interpretare sia la tradizione sia le nuove tendenze gastronomiche. Per questo riteniamo fondamentale coinvolgere i giovani chef, che rappresentano il futuro della ristorazione. Il concorso Radicchio d’Argento costituisce un’importante occasione per stimolare la loro creatività e promuovere una maggiore conoscenza delle caratteristiche e delle potenzialità del nostro radicchio».

Sabato 10 ottobre: cultura, territorio e gastronomia

Il programma prenderà avvio alle ore 9.30 con l’accoglienza delle Confraternite enogastronomiche veronesi e nazionali, seguita da un itinerario turistico guidato alla scoperta di Zevio, con visite al Castello Visconteo e al Museo dell’Accademia Maria Callas.

Alle ore 11.30, presso Ca’ Scapin 1935, in via Cà Sentieri 14 a Santa Maria di Zevio, si terrà il convegno-tavola rotonda dedicato al tema “Il fiore d’inverno Igp protagonista in tavola tra sostenibilità e diversità bioculturale”.

Un momento di confronto che vedrà la partecipazione di esperti, rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, della gastronomia e della comunicazione, per approfondire il rapporto tra agricoltura, ambiente, alimentazione, identità territoriale e nuove opportunità di sviluppo.

Tra i relatori figurano Cristiana Furiani, presidente del Consorzio per la Tutela del Radicchio di Verona Igp; Domenico Brisigotti, presidente di Coop Italia; Alessandra Baruzzi, presidente nazionale Lady Chef; Francesco Occhi, giornalista e storico del territorio; Alessandro Chiarini, direttore del pastificio Avesani; fra Marco Asselle, che approfondirà il rapporto tra spiritualità francescana, ambiente, lavoro e cucina; ed Enzo Gambin, direttore di AIPO Verona.

Previsti inoltre gli interventi di Lamberto Funghini, impegnato nella comunicazione radiofonica enogastronomica da Roma, e la partecipazione speciale di Maddalena Fossati, presidente della Commissione per la Cucina Italiana Unesco. A moderare l’incontro sarà il giornalista Andrea Marcato, di Verde a Nord Est TV.

Nel programma trova spazio anche un particolare omaggio a San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della morte (1226–2026), con la presentazione fuori concorso di un piatto a lui dedicato, a testimonianza del legame tra cultura alimentare, spiritualità e rispetto della natura.

Il Radicchio d’Argento premia i giovani talenti della cucina

A partire dalle ore 13.00 entrerà nel vivo il XXVI Concorso Gastronomico Interregionale “Radicchio d’Argento”, che vedrà protagonisti giovani chef provenienti da istituti alberghieri regionali e nazionali.

I concorrenti saranno chiamati a interpretare il Radicchio di Verona Igp attraverso preparazioni originali, nelle quali tradizione e innovazione dovranno trovare un equilibrio capace di esaltare le caratteristiche organolettiche e la versatilità di questo prodotto.

Una giuria tecnica valuterà le proposte gastronomiche sulla base di gusto, presentazione estetica, creatività, capacità di innovazione e rispetto della tradizione culinaria.

Le preparazioni saranno accompagnate da altre eccellenze agroalimentari locali e da vini selezionati delle cantine veronesi, contribuendo a raccontare il patrimonio di sapori della pianura scaligera.

Il Radicchio di Verona Igp diventa così non soltanto l’ingrediente principale di una competizione gastronomica, ma anche uno strumento di promozione culturale ed economica. Un prodotto capace di creare collegamenti tra agricoltori, ristoratori, operatori turistici, scuole alberghiere e comunità locali, rafforzando l’attrattività di un territorio che punta sempre più sul turismo enogastronomico e sostenibile.

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