Un nuovo indirizzo per l’arte contemporanea prende vita nel cuore di Bologna. Il 28 ottobre il fotografo Paolo Gotti apre le porte di Garage Gallery, uno spazio espositivo informale e multifunzionale che supera i confini della galleria tradizionale. Un luogo dove immagini, visioni e suggestioni di viaggio si incontrano, trasformando la fotografia in un racconto di luoghi, culture e orizzonti lontani. |
Mercoledì 28 ottobre, dalle 18.30 alle 21, Bologna accoglie Garage Gallery, il nuovo spazio espositivo nato dalla visione e dalla sensibilità artistica del fotografo bolognese Paolo Gotti. A inaugurarlo sarà una mostra antologica che attraversa oltre cinquant’anni di ricerca fotografica, un affascinante viaggio per immagini attraverso geografie, volti e culture che hanno segnato il suo percorso creativo.
Una selezione degli scatti più emblematici della sua lunga carriera compone un racconto visivo intenso e suggestivo, in cui la fotografia si fa linguaggio universale, strumento di esplorazione e testimonianza dell’incontro con l’altro. Un itinerario tra memoria, sguardi e orizzonti lontani, capace di restituire non soltanto la bellezza dei luoghi attraversati, ma anche la profondità delle esperienze umane che li abitano.

Paolo Gotti fotografo dei cinque continenti
Laureato in Architettura e diplomato al Centro di studi tecnico-cinematografici di Firenze, Paolo Gotti si avvicina professionalmente alla fotografia negli anni Settanta. In questo periodo avvia un percorso poliedrico che lo vede spaziare con successo tra grafica (OSC – Organizzazione Servizi Congressuali di Bologna e Irma Records), still life e pubblicità (Rowntree Mackintosh), allestimenti (Helena Rubinstein, Sinudyne, Mondial Cinz), stringendo collaborazioni di rilievo con realtà profondamente diverse tra loro, da eccellenze territoriali a grandi multinazionali.
Nel 1974 affronta il suo primo grande viaggio in Africa, attraversando il Sahara fino al Golfo di Guinea a bordo di una vecchia Land Rover. Da questa esperienza prende forma una ricerca destinata a svilupparsi negli anni successivi e a portarlo a fotografare nei cinque continenti oltre 70 paesi tra cui Niger, Cina, Haiti, Brasile, Messico-Guatemala, Nepal, Indonesia, USA, Canada, Thailandia, Malesia, Yemen, Venezuela, India, Cile, Bolivia, Islanda, Australia, Colombia, Cuba.
Nel suo sterminato archivio convivono migliaia di immagini realizzate in scenari tra loro lontanissimi: dai deserti africani alle metropoli asiatiche, dalle foreste dell’America Latina ai ghiacciai del Nord Europa, fino al racconto del sottosuolo: nella miniera d’oro di Obuasi in Ghana, nel 1974, spingendosi fino a 2000 metri di profondità; e nei cantieri dell’Alta Velocità tra Bologna e Firenze, incaricato dal Consorzio Alta Velocità Emilia Toscana (CAVET) per documentare l’avanzamento dei lavori e realizzare i calendari aziendali fotografici dal 1997 al 2003. Ne risulta un patrimonio fotografico che attraverso reportage, ritratti e paesaggi di straordinaria forza, restituisce non solo la varietà dei luoghi attraversati, ma anche le persone, le storie e le atmosfere incontrate lungo il cammino.

Il lavoro di Gotti: il viaggio come strumento di interpretazione del mondo
Il lavoro di Gotti si distingue per uno sguardo capace di coniugare la dimensione documentaria con una particolare attenzione alla composizione, alla luce e alla relazione con i soggetti fotografati. Il viaggio non è inteso soltanto come spostamento geografico, ma come strumento di conoscenza e interpretazione del mondo.
A questa ricerca si affianca, da oltre trent’anni, la realizzazione dei suoi calendari fotografici: un appuntamento che, nel tempo, ha trasformato il suo archivio visivo in molteplici storie e percorsi tematici, raccolte di immagini curiose e sorprendenti, capaci di restituire la varietà del mondo attraverso la suggestione del cabinet de curiosités e di accompagnare il pubblico anno dopo anno. Completa questo percorso la produzione di video che “animano” le sue serie fotografiche, offrendo nuove modalità di fruizione e lettura delle immagini.
Le mostre ed i progetti
Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi progetti e mostre personali e collettive, presentando a Bologna e in altre città serie fotografiche dedicate alle sue esplorazioni: Segni e culture, a cura di Almerico de Angelis (con testo critico di Michele Bonuomo), Institut Français de Naples, Napoli; Da Bologna per l’Unicef, Aeroporto G. Marconi, Bologna; Fuoco, Rocca di Cento, Ferrara; Stories.
Viaggio tra fotografia e letteratura, Teatro Duse, Bologna; Alle origini della terra, Centro San Domenico, Bologna; Finestre sul mondo, MUG – magazzini generativi, Bologna; Cina 1978, Galleria Minerva, Padova; I AM THE EARTH, a cura di Anna Caterina Bellati, Fondazione Marchesani, Venezia. Nel 2019 ha ricevuto l’importante riconoscimento del Premio UVA dell’Università di Verona come Senior Photographer. Le sue mostre e le sue immagini fotografiche sono state pubblicate negli anni su testate importanti tra cui Vogue, Elle, Il Fotografo, Arte, Sette, Io donna, D di Repubblica, Il Giornale dell’Arte, Arte, L’Espresso, Panorama, Amica e Chi.
L’obiettivo di Garage Gallery
Garage Gallery nasce dall’esigenza di dare una nuova forma e una nuova possibilità di incontro all’ampio archivio fotografico costruito da Gotti nel corso degli anni: luogo informale e multifunzionale, lontano dai modelli tradizionali della galleria d’arte. Un ambiente in cui la fotografia possa essere osservata, scoperta e discussa, mettendo in relazione immagini appartenenti a momenti diversi della ricerca dell’autore.
La mostra inaugurale sarà quindi l’occasione per entrare nell’universo fotografico e artistico di Paolo Gotti e, attraverso le immagini, una parte della storia personale e professionale di un autore che ha trasformato il viaggio in una forma di conoscenza.









