Dall’8 novembre 2026 al 4 aprile 2027, il Museo del Paesaggio di Verbania, sulle rive del Lago Maggiore, ospita un viaggio nell’universo artistico di Aldo Damioli, dove la pittura concettuale rilegge la tradizione e intreccia memoria, immaginazione e nuove prospettive espressive. |
Sulle rive del Lago Maggiore, la pittura si fa viaggio, memoria e interpretazione del mondo. Dall’8 novembre 2026 al 4 aprile 2027, le eleganti sale di Palazzo Viani Dugnani, sede del Museo del Paesaggio di Verbania, accolgono Il Grand Tour della pittura, la mostra dedicata ad Aldo Damioli, a cura di Elena Pontiggia.
Un itinerario nell’universo creativo dell’artista, dove la riflessione concettuale incontra il fascino della tradizione pittorica, dando vita a un dialogo tra passato e contemporaneità. Attraverso una personale rilettura della storia dell’arte e dei suoi linguaggi, Damioli invita a esplorare nuovi orizzonti visivi, trasformando la pittura in uno spazio di confronto tra realtà e immaginazione, memoria culturale e sensibilità contemporanea. Un Grand Tour ideale che, nella suggestiva cornice del Lago Maggiore, intreccia arte, paesaggio e ricerca espressiva.

Il percorso espositivo con circa 40 opere
L’esposizione presenta circa quaranta opere del maestro milanese (nato nel 1952), considerato tra i maggiori esponenti di una pittura concettuale che affonda le sue radici nella lezione di Giorgio de Chirico e di Salvo. Sulle rive del Lago Maggiore, da sempre tappa fondamentale dei viaggi di formazione di aristocratici ed artisti europei tra Settecento e Ottocento, arriva la mostra che si configura come un viaggio ad ampio raggio tra Occidente e Oriente: propone anche le opere più recenti del pittore, emblema di una stagione a sé stante nella sua ricerca artistica.
Nelle sale di Palazzo Viani Dugnani si snoda l’evoluzione espressiva dell’artista: dall’ esordio influenzato dalla Pop Art inglese, dall’ironico ciclo delle Pizze degli Anni Ottanta, quando un oggetto banale diventa estetico e viene catapultato nel mondo della preistoria, alle famose Venezie New York, ciclo avviato nel 1992.
“L’idea era quella di rappresentare New York con uno spirito canalettiano, sereno, lontano dalla realtà caotica della metropoli; così Venezia New York è un non luogo virtuale – spiega Aldo Damioli -. I palazzi restano fedeli a sé stessi ma l’atmosfera è completamente differente, placida. Il mio Grand Tour della pittura prosegue esplorando altre città con un doppio viaggio, geografico e stilistico. Per le città cinesi l’approccio è quasi taoista, essenziale. Parigi non è quella odierna dell’overtourism ma ci riporta agli anni Sessanta e Settanta, a una Ville Lumière che non esiste più: quella di Yves Montand e degli esistenzialisti di Sartre. Poi la mia città, Milano. Amo dipingerla di notte, quando non è ingombra di auto, quando queste sono solo due occhi che illuminano il buio. In mostra anche una Venezia che è un omaggio al Canaletto e ai vedutisti, un panorama di Torino, lo stadio di San Siro che diventa un reperto storico vista la sua imminente demolizione”.
L’arte di Damioli offre un’immagine pulita di tutto l’accidentale e propone un totale controllo della composizione. “Il risultato è un mondo pacificato, dove è sempre domenica. Con quanto sta accadendo in Italia e nel mondo – conclude l’artista – l’invito a una riflessione, a guardare le cose in modo contemplativo”.
Le parole della curatrice Elena Pontiggia
“Damioli ha un lungo percorso alle spalle, anche se la sua pittura non accenna a diventare prevedibile, tanto meno ripetitiva. Il tema del viaggio, della metamorfosi di un motivo ambientato di volta in volta in epoche e in luoghi diversi, è già adombrato nei suoi primi lavori. Anche il particolare senso del tempo, che in Damioli non si limita mai al presente ma si estende dal passato al futuro, uscendo dal ‘qui e ora’ per muoversi fra tutte le epoche, si avverte già nelle sue prime opere. Con la maturità si approfondisce La dimensione concettuale del suo lavoro: a prima vista sembra rientrare nell’alveo di una pittura tradizionale, ma in realtà si carica di significati ironici, paradossali e surreali che la tramutano in una ricerca mentale. Quello che vediamo è solo una metà del quadro; l’altra metà sono i pensieri che l’opera suggerisce”.
Con un segno nitido e ad alta definizione l’artista milanese costruisce le sue forme mentali. Damioli appartiene alla famiglia dei pittori-architetti: che sono tali non perché dipingono degli edifici, ma perché edificano delle forme. Il cuore della sua pittura, anzi della sua operazione concettuale, consiste nel dare ordine a cose, figure, spazi.

Le opere di maggior rilievo presenti in esposizione
Tra le opere di maggiore rilievo del percorso espositivo al Museo del Paesaggio spiccano le celebri vedute (due anche molto recenti, realizzate nel 2025) in cui Damioli dipinge una New York travestita da Venezia, o una Serenissima con le sembianze di Manhattan. Con un velo di ironia. L’ironia, in effetti, è la vera musa di Damioli e lo ha sempre accompagnato fin dalla stagione giovanile.
“La città dei grattacieli, quella che secondo certe enfatiche definizioni è ‘la city che non dorme mai’ – sono sempre parole di Pontiggia -, inaspettatamente si popola di canoe, battelli e vele, come se il tempo feriale si fosse trasformato in un indefinito e infinito tempo libero. Così le Venezie New York, dove si vivono perenni domeniche, sono anche una satira del nostro mondo concitato, in cui non abbiamo tempo per nulla, se non per una corsa contro il tempo”.
Da queste metamorfosi urbane alle più recenti vedute delle città italiane e del mondo, indipendenti da paragoni e sovrapposizioni dove la pittura di Damioli nasce spesso da viaggi autentici, ricreati dal pensiero.
“Per questo, alla fine, assistiamo a un voyage autour de ma chambre, per parafrasare il titolo di Xavier de Maistre – conclude Pontiggia-. Quello che interessa all’artista non sono tanto gli scorci, i motivi insoliti, le prospettive inattese, le luci diverse, i giochi di linee e le scacchiere geometriche che pure attirano il suo sguardo e costellano la sua pittura, ma la pittura stessa. La vera meta dell’artista è la pittura come modo di interrogare la realtà senza obbligarla a rispondere“.
Gli eventi collaterali alla mostra
Le visite guidate a Il Grand Tour della pittura e alle collezioni permanenti del Museo del Paesaggio di Verbania, con la storica dell’arte Ilaria Macchi. Si tengono al sabato, una volta al mese, sempre alle 15.30, nelle seguenti date: 19 dicembre 2026, 9 gennaio, 20 febbraio e 20 marzo 2027. I laboratori per bambini dai 5 anni in su, ispirati alle vedute di Aldo Damioli. Sono in programma sabato 19 dicembre 2026 e sabato 20 marzo 2027, alle ore 15.
Organizzazione, sponsor e patrocini
La mostra è realizzata con il sostegno e il patrocinio della Città di Verbania e della Fondazione Comunitaria del VCO – Ente Filantropico. L’iniziativa è cofinanziata dall’Unione Europea, attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato italiano, mediante il Fondo di Rotazione, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni, nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia-Svizzera.
Infoline
Il Grand Tour della pittura di Aldo Damioli
A cura di Elena Pontiggia
8 novembre 2026 – 4 aprile 2027
Museo del Paesaggio di Verbania, Palazzo Viani Dugnani, via Ruga 44
Aperto dal giovedì alla domenica, ore 10-18 fino al 28 febbraio 2027.
Dal 1° marzo 2027 aperto tutti i giorni, ore 10-18, chiuso il martedì.
Prezzi 8,00 euro intero – 5,00 euro ridotto
Il biglietto di ingresso è comprensivo di visita alle collezioni permanenti (Gipsoteca Troubetzkoy – Pinacoteca – collezione Arturo Martini) e alla mostra.
Visite guidate con Ilaria Macchi, ore 15.30 dei giorni 19 dicembre 2026, 9 gennaio, 20 febbraio e 20 marzo 2027.
Laboratori per bambini dai 5 anni in su, ore 15: sabato 19 dicembre 2026 e sabato 20 marzo 2027.









