Val Mivola d’autunno: un viaggio lento tra borghi, vigne e sapori autentici delle Marche

Quando l’autunno accende le colline e l’aria profuma di mosto, la Val Mivola svela la sua anima più autentica. Nove comuni tra l’entroterra e il mare di Ancona compongono un itinerario slow fatto di vendemmie, feste di paese, pani fragranti, antichi legumi e borghi medievali da esplorare senza fretta.

Tra il Misa e il Nevola, dove le colline marchigiane scivolano dolcemente verso il mare, nove comuni compongono il paesaggio della Val Mivola: Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti e Trecastelli. Un mosaico di vigne, borghi fortificati, strade di campagna e piazze raccolte che, con l’arrivo dell’autunno, ritrova il ritmo lento delle stagioni.

È allora che la Val Mivola cambia volto. Le colline si accendono di sfumature dorate, l’aria si riempie del profumo del mosto e nelle cantine si celebra il tempo della vendemmia. Nei borghi, le piazze tornano a riempirsi di voci, tavole imbandite e feste di paese, mentre antiche ricette, vini del territorio e prodotti della terra raccontano una cultura contadina ancora profondamente radicata.

Seguire questo paesaggio in autunno significa lasciarsi guidare dai sensi: entrare in una cantina, assaggiare il vino nuovo, fermarsi davanti a un forno dove il pane è appena uscito, perdersi tra vicoli medievali e sedersi a una tavola apparecchiata per la festa. Qui il viaggio ha il sapore delle cose vere e il tempo sembra dilatarsi, invitando a scoprire, passo dopo passo, l’anima più autentica delle Marche.

Pane Nostrum – Salone Nazionale dei Lievitati

Senigallia al profumo di lievito

Dal 9 all’11 ottobre 2026, invece, Senigallia ospita Pane Nostrum – Salone Nazionale dei Lievitati. Tra il Foro Annonario, Piazza Manni e il centro storico, tre giorni interamente dedicati a panificatori, pizzaioli, pasticceri, ristoratori, operatori del settore, aziende, maestri e appassionati che si incontrano per formarsi, confrontarsi, scoprire nuove idee e guardare al futuro dei lievitati. Organizzato da Confcommercio Marche Centrali e CIA Provincia di Ancona, il salone unisce l’anima professionale a quella dedicata al grande pubblico: da un lato masterclass, show cooking e incontri con i maestri panificatori pensati per il settore B2B, dall’altro un’area dedicata a tutti gli appassionati dove degustare e acquistare pane, pizze e dolci lievitati preparati da panificatori, pizzaioli e pasticceri provenienti da tutto il Paese.

Tra gli appuntamenti più amati c’è la “Temporary Bakery“, un vero e proprio forno a vista dove osservare da vicino le tecniche di panificazione, oltre ai momenti di approfondimento su temi di attualità come le farine alternative e i lieviti naturali. Con decine di migliaia di visitatori a edizione, Pane Nostrum è ormai un appuntamento fisso per chi ama il buon pane e per chi ne fa il proprio mestiere. Tra un lievitato e l’altro, si può approfittare per fare una visita di Senigallia, celebre per la sua meravigliosa Spiaggia di Velluto, uno degli arenili più belli dell’Adriatico per la sabbia finissima. Il centro storico merita una passeggiata sotto i Portici Ercolani, lungo il fiume Misa, e una visita alla Rocca Roveresca, imponente fortezza rinascimentale.

Corinaldo: il pozzo della polenta. @ ph Sergio Ramazzotti

A Corinaldo Halloween e la Festa delle Streghe

E ancora il 24, 25, e il 30, 31 ottobre, Corinaldo, uno dei borghi più belli d’Italia, famoso per le sue imponenti mura medievali, si trasforma per Halloween con la Festa delle Streghe, storica manifestazione che avvolge in un’atmosfera spettrale i vicoli e le piazze del borgo. Taverne con piatti tipici, spettacoli di arte varia, laboratori per bambini, tunnel della paura, immersi in un ambiente illuminato da fiaccole e tante zucche, trasportano chi vi partecipa in un mondo magico e fantastico.

Durante la manifestazione si elegge anche “Miss Strega”, non certo la più brutta, ma la strega più bella del terzo millennio. Grazie alla collaborazione con Radio Arancia Network, poi, Radio Halloween con musica a tema andrà on air per tutto il centro del paese. L’evento si conclude con suggestivi spettacoli pirotecnici.

Il borgo di Corinaldo merita una visita anche fuori dai giorni di festa: le mura poligonali, lunghe quasi un chilometro e tra le meglio conservate dell’Italia centrale, si percorrono a piedi tra torri e torrioni, mentre la scenografica scalinata della Piaggia, con i suoi 109 gradini e il leggendario Pozzo della Polenta, taglia in due il centro storico fino al Teatro Goldoni e al Santuario di Santa Maria Goretti.

Il Castello di Piticchio. @Franco Simoncini

E poi il borgo di Piticchio, uno dei meravigliosi castelli di Arcevia, accoglie il 6, 7 e 8 novembre 2026 la tradizionale Festa d’Autunno, tre giornate dedicate alla tradizione, al buon cibo e al divertimento, con animazione, musica e piatti tipici da gustare nelle suggestive cantine del castello.

Nata per riscoprire i borghi dell’entroterra e i piatti della tradizione contadina — un modello poi imitato anche da altri paesi vicini — la Festa d’Autunno è legata alla tradizione di San Martino e anima le vie e le piazze del castello con stand gastronomici a base di polenta, tagliatelle, arrosto di maiale, cinghiale in umido, baccalà e dolci tipici, accompagnati dai vini del territorio, musica dal vivo, dj set, animazione per i più piccoli e i fuochi d’artificio che chiudono la domenica sera.

L’evento è organizzato dall’Associazione “Amici di Piticchio” con il patrocinio del Comune di Arcevia e il sostegno dell’Unione dei Comuni Val Mivola. Il castello di Piticchio, che sorge a pochi chilometri da Arcevia in direzione di Serra de’ Conti, conserva mura quattrocentesche con quattro torri e un camminamento di ronda percorribile lungo tutto il perimetro: tra i vicoli si affacciano la chiesa di San Sebastiano, con tele di Ercole Ramazzani, e il curioso Museo del giocattolo che custodisce oltre 4.500 pezzi d’epoca— giochi in latta, legno e ghisa, tra cui automobiline, bambole e giochi meccanici.

Un cesto di cicerchia

Serra de’ Conti e la Festa della Cicerchia

Infine, nel cuore delle terre del Verdicchio, dal 27 al 29 novembre 2026 Serra de’ Conti chiude la stagione autunnale con la Festa della Cicerchia, manifestazione enogastronomica che si tiene ogni anno nell’ultimo fine settimana di novembre. La festa celebra la cicerchia, legume povero che per secoli ha fatto parte della cultura alimentare locale. Piccola e preziosa “perla di terra marchigiana”, la cicerchia ha una storia antichissima: le tracce del suo consumo risalgono a 10.000 anni fa, quando Egizi, Babilonesi e Romani la portavano già in tavola.

Rimasta un alimento popolare in Europa fino al Medioevo e al Rinascimento, in Italia è stata per secoli una fonte importante di proteine per le comunità montane. La Festa della Cicerchia è dunque l’occasione per riscoprire questi sapori della memoria. Per tre giorni le cantine del centro storico aprono le porte, tra vicoli e piazze illuminati da ceri e foconi, per far degustare la cicerchia in tutte le sue declinazioni — dalla celebre zuppa in pagnotta alla polenta di farina di cicerchia, dalle creme (con salsiccia e pancetta, funghi o crostini) alle cresce farcite — accanto ad altri piatti della tradizione marchigiana come vincisgrassi, stoccafisso, tagliatelle con l’anatra e porchetta, il tutto innaffiato da Verdicchio, visciola e vin brulé.

Il programma affianca da sempre alla gastronomia musica dal vivo, spettacoli itineranti, artigiani che rimettono in scena antiche lavorazioni — terracotta, ferro battuto, ricami — e spazi espositivi dedicati ai produttori locali, oltre a un momento culturale con l’apertura straordinaria del Museo delle Arti Monastiche. Il borgo di Serra de’ Conti, cinto da mura medievali con dieci torrioni e la suggestiva Porta della Croce, ospita appunto nell’ex Monastero di Santa Maria Maddalena il Museo delle Arti Monastiche “Le Stanze del Tempo Sospeso”, un percorso teatrale audioguidato tra i segreti della clausura.

Serra de Conti in autunno

Val Mivola d’autunno

La Val Mivola in autunno si attraversa di borgo in borgo, tra vendemmie, sagre e tradizioni che qui si tramandano ancora oggi. Un’occasione concreta per scoprire nove comuni delle Marche fuori dai circuiti più battuti, un piatto tipico e una festa di paese alla volta.

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