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Patrimonio Unesco dal 1993 e tra le città più antiche al mondo, conserva un paesaggio unico, abitato senza soluzione di continuità fin dalla preistoria, che nel tempo ha conquistato viaggiatori e registi, trasformandosi in uno dei set cinematografici più suggestivi d’Italia. |
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Matera, gioiello della Basilicata e Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1993, è oggi una delle destinazioni più affascinanti d’Italia e del mondo. La sua storia racconta una straordinaria metamorfosi: da quella che negli anni Cinquanta venne definita la “vergogna nazionale” per le condizioni di degrado dei Sassi, a simbolo internazionale di rinascita, cultura e resilienza. Un percorso che l’ha portata a diventare Capitale Europea della Cultura 2019 e, nel 2026, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, confermandone il ruolo di città capace di trasformare il proprio passato in una visione di futuro.
Tra le città più antiche del mondo, Matera vive così un sorprendente equilibrio tra memoria e contemporaneità. Il suo patrimonio millenario, racchiuso nei Sassi e nel Parco delle Chiese Rupestri, dialoga con un nuovo dinamismo culturale e turistico, facendo della città lucana un laboratorio di sostenibilità, innovazione e identità.
E poi c’è la sua bellezza, quella che non ha bisogno di essere raccontata. Di giorno, la luce mediterranea scivola sulle case di tufo e accende la pietra di sfumature dorate, evocando paesaggi lontani e antichi. Quando cala la sera, invece, Matera cambia volto: le piccole luci che punteggiano i Sassi trasformano la città in un immenso presepe di pietra, sospeso tra terra e cielo, mentre la luna ne illumina i profili. È in questo dialogo tra roccia, luce e silenzio che Matera rivela tutta la sua magia: una città nata dalla storia, ma proiettata verso il futuro.

Matera: un set cinematografico unico al mondo
La bellezza e il fascino straordinario che contraddistinguono Matera l’hanno resa nota in Italia e all’estero, tanto da essere scelta come set cinematografico da famosi registi come Mel Gibson in “The Passion”, Pier Paolo Pasolini ne “Il Vangelo Secondo Matteo”, Cyrus Nowrasteh, in “Christ The Lord: Out of Egypt”, Timur Dekmambetov nel remake di “Ben-Hur” e Cary Fukunaga nel sequel di 007 “No time to die” con Daniel Craig nei panni dell’agente segreto più famoso del cinema.
La città lucana ha attratto, e attrae, anche grandi maestri della scultura, come documenta il Museo di Scultura Contemporanea, e della fotografia, con Henry Cartier-Bresson, Mario Cresci e Franco Pinna.
Matera: simbolo di ospitalità sostenibile
A Matera la natura e l’uomo sono protagonisti assoluti di storia, paesaggio e tradizioni, affiancati da interessanti testimonianze del sacro, come le oltre 150 chiese rupestri che, con gli splendidi affreschi bizantini, costituiscono l’omonimo parco regionale e, poco lontano dalla città, la Cripta del Peccato Originale, nota anche come la “Cappella Sistina” della pittura parietale rupestre.

La cucina di Matera
Molto interessante anche la cucina lucana. Un’esplosione di gusti autentici, profumi intensi e colori vivaci che ha conquistato le tavole in Italia e nel mondo. Ogni piatto racconta una storia, unendo antiche tradizioni culinarie con i sapori genuini della terra. Dal dolce al salato, l’enogastronomia lucana offre un viaggio sensoriale che non dimenticherai.
I Sassi ed il Parco delle chiese rupestri sono Patrimonio Unesco
Come già ricordato dal 1993 il vasto quartiere dei Sassi, cuore della città antica, e il Parco delle chiese rupestri, sono divenuti Patrimonio Mondiale Unesco che li ha definiti «una delle strutture urbane organizzate più incredibili mai create al mondo, un capolavoro assoluto dell’ingegno e della capacità di adattamento».
La Città dei Sassi è oggi il luogo ideale per ritrovare la dimensione più viva della conoscenza e godere appieno di un paesaggio umano e culturale unico al mondo in cui ciascuno può riconoscere qualcosa di sé e sentirsi immediatamente bene accolto.
Esperienza di grande suggestione è attraversare le strette vie dei Sassi, in cui le case si sovrappongono l’una all’altra aprendosi e dischiudendosi su cortili, scalinate, vicoli, piazze; e poi superare il torrente Gravina per addentrarsi nel sorprendente Parco delle chiese rupestri, con oltre centocinquanta luoghi di culto scavati nella roccia, ritrovandosi immersi in un “affresco di pietra” custodito da un profondo silenzio. Perché Matera è una di quelle città che “le forze dello spirito non lasciano mai” (Tahar Ben Jelloun).
I Sassi Barisano e Caveoso
I Sassi di Matera sono costituiti da due grandi anfiteatri naturali scavati nella roccia, il Sasso Barisano, a nord ovest, con palazzi e case tradizionali, e il Sasso Caveoso, a sud, dove visibile è la presenza delle grotte.
Il nucleo più antico dell’abitato è il quartiere della Civita, il centro della città storica eretto intorno alla Cattedrale, che domina il paesaggio animato dei Sassi. Con il trascorrere delle ore il colore e l’atmosfera dell’antica Matera mutano sensibilmente: durante il giorno i raggi del sole abbagliano le bianche rocce di calcarenite; mentre la notte, quando la luce della luna brilla sui Sassi, si vive l’incantevole sensazione d’essere parte di un immenso presepe costellato da una miriade di piccole luci.

Itinerario a piedi per il centro storico di Matera
Il centro storico di Matera si presta a un piacevole itinerario a piedi, con luoghi di interesse che vanno oltre i celebri rioni dei Sassi. Un’area molto suggestiva è il cosiddetto Piano, la zona pianeggiante di sviluppo urbano più recente, che incornicia il margine superiore dei Sassi.
Si può iniziare la visita da Piazzetta Giovanni Pascoli, dedicata al poeta romagnolo, il quale qui insegnò latino e greco fra il 1881 e il 1882. Nota ai materani come “Piazza del Liceo”, qui si trova Palazzo Lanfranchi (XVII sec.), la prima grande costruzione del Piano, dapprima seminario e poi sede del liceo classico della città. Oggi l’edificio ospita il Museo Nazionale d’Arte medievale e moderna della Basilicata che, tra le varie sezioni, presenta un’importante pinacoteca di opere di scuola napoletana e un’ampia selezione di dipinti di Carlo Levi, tra i quali spicca, per dimensioni e qualità pittorica, il famoso pannello “Lucania ’61”, lungo 18 metri.

Tra musei e vedute panoramiche
Da Piazza Pascoli, continuando lungo il centro storico di Matera, si può ammirare uno scenario unico, una straordinaria veduta del Sasso Caveoso e del prospiciente altopiano murgico. Percorrendo via Ridola, si raggiunge il Museo Archeologico Nazionale, ospitato nell’ex convento barocco di santa Chiara (XVII sec.) e istituito nel 1911, quando il medico archeologo locale, Domenico Ridola, cui il Museo è intitolato, donò allo Stato le sue collezioni, frutto di importanti ricerche effettuate nel territorio materano: nel museo sono, infatti, conservati ed esposti significativi reperti dell’area materana e lucana, straordinaria testimonianza delle numerose stratificazioni susseguitesi in questa zona dal Paleolitico a oggi.
Continuando lungo via Ridola, ancora nel centro storico di Matera, svoltando a destra, si raggiunge Piazza del Sedile, dopo aver oltrepassato la Chiesa del Purgatorio e quella di San Francesco di Assisi: la prima, costruita nel XVIII secolo, è l’unica della città con una facciata curvilinea, con teschi, scheletri e numerosi rimandi alla morte e alla penitenza; la seconda, invece, è una chiesa medievale, costruita nel XIII secolo, ma completamente rimaneggiata nel Settecento, in stile rococò, come oggi è possibile ammirare.
Piazza del Sedile, situata in posizione centrale tra i due Sassi, Caveoso a sud e Barisano a nord, era il cuore politico ed economico della città nel XVI sec., sede dell’omonimo Palazzo del Sedile, allora palazzo comunale, oggi sede del Conservatorio di musica intitolato al musicista materano, Egidio Romualdo Duni.

La cattedrale: un altro simbolo di Matera
Percorrendo via Duomo, sempre nel centro storico di Matera, si apre sulla sinistra un panorama unico del Sasso Barisano, scenario incantevole e singolare, soprattutto al calar del sole. Si giunge, così, in Piazza Duomo, dove svetta la Cattedrale della città, costruita in stile romanico-gotico nel XIII secolo e dedicata ai due patroni di Matera, S. Eustachio e la Madonna della Bruna. Costruita interamente in blocchi di tufo (precisamente calcarenite), è suddivisa all’interno in tre navate che, quasi completamente rimaneggiate fra XVII e XVIII secolo, si presentano oggi in stile barocco.
Si possono ammirare, però, ancora alcuni elementi della originaria decorazione della struttura medievale, quali l’affresco raffigurante il giudizio universale attribuito a Rinaldo da Taranto (inizi XIV sec.) e quello della Madonna della Bruna (XIII sec.), collocato su un imponente altare barocco, accuratamente intarsiato, di manifattura napoletana.
La cattedrale è dotata di vari altari e cappelle su entrambi i lati: da non perdere è quella cosiddetta “del presepe” perché ospita un pregevole presepe in pietra del XVI secolo, realizzato dall’artista di Montescaglioso, Altobello Persio.
Di fianco alla cattedrale, in via Riscatto, laddove nel 1514 si consumò l’uccisione del Conte di Matera, Giancarlo Tramontano, è ubicato il Museo Diocesano (Mata), inaugurato nel 2011, articolato in tre ampie sale, in cui sono esposte opere di arte sacra, in particolare argenti provenienti dal tesoro della cattedrale.









