La cantina di proprietà di Stefano Bariani si trova a Brisighella, a 400 metri sul livello del mare. Si compone di cinque ettari e undici di bosco, quest’ultimo indispensabile al benessere dell’agro-ecosisitema. I vini top prodotti sono principalmente quelli bianchi tra cui Fiorile, Tera’ e Ciarla
Fondo San Giuseppe è una tenuta nata nel 2008 che si trova a Brisighella (RA), in via Tura, a 400 metri sul livello del mare. Il proprietario è Stefano Bariani assieme alla moglie Mariagrazia Rizzati. I vigneti si trovano nella sottozona di Valpiana, un altopiano esposto a nord completamente circondato dai boschi e ricchissimo di biodiversità. La tenuta si compone di cinque ettari e undici di bosco. Quest’ultimo indispensabile al benessere dell’agro-ecosisitema. I terreni sono limo argillosi, calcarei, con scheletro marnoso e ricchi in sostanza organica.
Stefano dopo importanti esperienze lavorative nel Nord Italia decise di mettersi in proprio per applicare la filosofia produttiva che da sempre fa parte del suo Dna. «Dopo anni di lavoro presso altre cantine – racconta Stefano Bariani – ho deciso di mettermi in proprio, per poter esprimere il mio sentimento, la mia visione, come produttore, come vignaiolo. Ho scelto Brisighella perché ritengo sia un borgo collocato in una valle ancora integra, con una importante biodiversità, dove la natura è rimasta intatta, con il fiume e le colline, gli ulivi e i tanti boschi».
Stefano Bariani: da sempre sono un fautore dell’agricoltura biologica ed il vino è un frutto spontaneo della terra
«Filosoficamente – prosegue Bariani – mi sento vicino al movimento dei vini naturali e personalmente intendo il vino come frutto spontaneo della terra, intaccato il meno possibile dagli interventi tecnici dell’uomo. Fondo San Giuseppe è 100% certificato biologico. Ero già convinto della bontà di questo metodo quando ero studente di agraria e intuivo l’impatto distruttivo dell’industria dei fitofarmaci sull’ambiente e sulla salubrità dei prodotti agricoli. Già allora ero un difensore dell’agricoltura di inizio ottocento, quando l’industria dei concimi e degli antiparassitari non era ancora nata e gli agricoltori-artigiani sapevano interpretare la terra attraverso un sapere che si tramandava da millenni».

I vitigni ed i vini più rappresentativi
Le varietà coltivate più rappresentate sono: Albana, Trebbiano, Riesling renano, Chardonnay, Marsanne (un vitigno a bacca bianca originario della Francia sud orientale), Albana nera e Centesimino un vitigno a bacca nera autoctono delle colline di Faenza.
Il cuore della sua produzione sono i vini bianchi di qualità tra cui il “Fiorile“, un Albana secco, che si presenta al naso con note di agrumi, albicocca e sentori minerali che gli derivano dai terreni limoso-calcarei. In bocca ha freschezza, ma anche una parte tattile dovuta ai tannini che gli provengono dalla buccia. Fiorile è un vino del territorio dove l’Albana – il vitigno autoctono a bacca bianca per eccellenza della Romagna – si esprime senza interferenze, non domata né nel colore né nella sua spiccata acidità.

Di buon livello anche il “Tera’” a base di uve 100% Trebbiano. Si presenta con un colore giallo paglierino con un ampio spettro aromatico che ricorda l’erba fresca tagliata, il gelsomino e una nota minerale. In bocca dimostra eleganza, con un corpo non opulento ma con freschezza e mineralità ben equilibrate.
Il terzo vino bianco di punta è il “Ciarla” a base di Riesling Renano. Ha colore giallo paglierino di buona intensità. In bocca è fragrante, con un equilibro fra grassezza e freschezza. «Ciarla in dialetto significa parla – dice Bariani – ed è quello che chiedo ad un vino; di parlare di sé, di svelarsi, di rivelare il territorio da cui proviene ed i sentimenti, le intenzioni del produttore».

Dal 2015 anche vini rossi di grande struttura
Poi una decina di anni fa ha iniziato a cimentarsi nella produzione di vini rossi in un vigneto, Ronco di Rio Brola, nella Valle di Acerreta a Modigliana. Nacque così il “Ca’ Bianca”, un Sangiovese Superiore identificativo del territorio di provenienza. Ha un colore rosso rubino tendenzialmente tenue, una struttura non opulenta, una bella sapidità e mineralità. Al naso presenta sentori di frutta rossa come prugna e marasca e si percepiscono, anche in giovane età, note di liquirizia. È un vino che per sua natura presenta assonanze espressive maggiormente vicine ai vini della Borgogna rispetto a quelli di Bordeaux. Sempre nell’ambito dei rossi ha una buona espressività anche il “Modigliana” il secondo vino prodotto nel vigneto Ronco di Rio Brola.
Le uve vengono raccolte manualmente nella terza decade di ottobre e solo le più idonee andranno a realizzare questo vino elegante con una struttura olfattiva complessa che presenta già al primo assaggio note di piccoli frutti rossi come ribes, visciola e lampone, che lasciano in seguito spazio a sentori di cuoio, liquirizia e sottobosco. Al palato si esprime volutamente con austerità dove dominano: sapidità, tannicità e freschezza che conferiscono al vino un carattere di un’intrigante durezza. È un vino che per sua natura beneficerà di una lunga maturazione in bottiglia e che gli piace ricordare stilisticamente alcune espressioni tradizionali di Nebbiolo.
Dalla prossima primavera anche un rosé
L’ultimo vino in avanzata fase di maturazione nelle vasche d’acciaio (sarà pronto per la prossima primavera) è l’Ésor, un rosè a base di uve chardonnay per il 90% e moscato rosa per il restante 10%. Il nome Ésor è letteralmente il contrario di rosè. La piacevole una piacevole tonalità rosa-ramata gli è conferita dal moscato rosa. Al naso presenta sentori fruttati di mela Golden, di agrumi e note spiccatamente minerali. La bocca è intensa, di buona struttura e sostenuta da una acidità viva e presente.

Ulteriori info
Via Tura 7/a – Brisighella (RA)
Stefano Bariani
Cell. +39 392 98 87 690 –
Email: info@fondosangiuseppe.it
Mariagrazia Rizzati
Cell. +39 328 43 33 271
Email: info@fondosangiuseppe.it









