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Dai primi corner aperti nel 2002 ai Babbi Café, il legame tra l’azienda italiana e il Giappone si consolida con la terza edizione del Gran Premio Babbi, ospitata al Conrad Hotel di Tokyo. Protagonista la Pasta Pistacchio Babbi, ingrediente d’elezione per una sfida tra creatività e innovazione che ha premiato il pastry chef Keisuke Shibano con un viaggio in Italia alla scoperta dell’azienda e della sua tradizione. |
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Oltre vent’anni di intesa, costruiti attorno a una comune cultura del gusto, alla ricerca dell’eccellenza e al rispetto per la materia prima. È su queste affinità che si fonda il legame tra Babbi e il Giappone, rinnovato nella cornice del Conrad Hotel di Tokyo, dove è andata in scena la finale della terza edizione del Gran Premio Babbi.
Dedicato ai professionisti della pasticceria giapponese, il concorso celebra il talento e la sensibilità creativa dei pastry chef, chiamati a interpretare la Pasta Pistacchio Babbi attraverso preparazioni capaci di coniugare precisione tecnica, ricerca e innovazione. Un ingrediente d’elezione che diventa il punto di partenza per esplorare nuove armonie di gusto e valorizzare l’identità contemporanea dell’arte dolciaria.

Babbi e Giappone, una storia di gusto e affinità
Da oltre vent’anni, Babbi e il Giappone condividono una visione della pasticceria in cui qualità delle materie prime, ricerca e cultura del gusto si intrecciano in un dialogo continuo. Il Gran Premio Babbi rappresenta l’ultima espressione di questa intesa, costruita dall’azienda romagnola insieme al partner storico Sun-Eight Trading attraverso tappe che ne hanno consolidato la presenza nel Paese del Sol Levante: dai primi corner Babbi, inaugurati nel 2002, all’apertura del primo Babbi Café a Tokyo, fino al sostegno al Team Giappone in occasione della Coppa del Mondo di Pasticceria. Un percorso che trova nel concorso un punto d’incontro naturale, celebrando la creatività dei professionisti e una comune sensibilità per l’eccellenza artigianale e l’innovazione dolciaria.
“Il Giappone è uno dei mercati più esigenti e raffinati al mondo per la pasticceria – afferma Gianni Babbi, direttore marketing e comunicazione Babbi – e per questo è un interlocutore ideale per Babbi. Con il Grand Premio non vogliamo solo promuovere un prodotto, ma condividere una cultura del gusto fatta di qualità, ricerca e rispetto per la materia prima, valori che sentiamo profondamente vicini a quelli dei pasticceri giapponesi. Il viaggio in Italia sarà per il vincitore l’occasione di scoprire da dove nasce tutto questo”.
Sei pastry chef, un solo ingrediente di qualità
Arrivato alla terza edizione, il “Gran Premio Babbi” è ormai un appuntamento di riferimento per il settore. Nel corso dell’estate ha coinvolto numerosi pastry chef provenienti da tutte le regioni del Giappone; al termine delle selezioni, i sei migliori sono approdati alla finale di Tokyo, dove si sono sfidati dal vivo davanti ad una giuria di esperti con creazioni originali, tutte con la Pasta Pistacchio Babbi come protagonista assoluta.
Le proposte hanno interpretato l’ingrediente in modi molto diversi, mettendone in luce versatilità, carattere e potenziale creativo: una giornata che ha confermato come la qualità della materia prima possa diventare fonte di ispirazione e strumento di espressione personale per chi lavora ogni giorno in pasticceria.

Il vincitore: Keisuke Shibano e il viaggio in Italia
A conquistare la giuria con la propria interpretazione è stato Keisuke Shibano, giovane pasticcere giapponese che si è aggiudicato il titolo. L’ambito premio consiste in un’esperienza in Italia, con una visita alla sede Babbi per conoscere da vicino la storia, i valori e la cultura dell’azienda romagnola: un viaggio che chiude idealmente il cerchio tra i due Paesi.
“Il Babbi Grand Premio – ha dettoPierpaolo Colombo, direttore generale Babbi– è arrivato alla terza edizione e questo dice molto di quanto il progetto sia sentito dai professionisti giapponesi. Vedere sei pasticceri di altissimo livello confrontarsi con la stessa materia prima, e ottenere risultati così diversi, è la dimostrazione che un ingrediente eccellente non limita la creatività: la libera. Il talento di Keisuke Shibano ci ha colpiti e siamo molto felici di accoglierlo in Italia”.

Il Giappone a tavola con l’Italia: qualche numero
L’Italia gode da tempo di grande considerazione sulle tavole giapponesi. Nel 2024 l’export agroalimentare italiano verso il Giappone è cresciuto del 14%, superando 1,9 miliardi di euro: tra i prodotti più richiesti ci sono ortofrutta trasformata (193 milioni di euro), vino (184 milioni) e olio extravergine di oliva (130 milioni, +56%), secondo i dati diffusi da Coldiretti. Crescono in maniera esponenziale anche i consumi più golosi: per l’Agenzia ICE, cioccolato e preparazioni a base di cacao registrano un +19,1 per cento.
Ad orientare le scelte del consumatore giapponese sono qualità, autenticità e origine certificata, criteri tutelati dall’Accordo di partenariato economico tra Unione europea e Giappone, in vigore dal 2019, che garantisce protezione ad oltre 260 prodotti europei a indicazione geografica. Un’attenzione per gli ingredienti, la stagionalità e l’identità gastronomica che avvicina le due culture e aiuta a capire perché un’azienda che ha fatto della materia prima il proprio punto di forza abbia trovato in Giappone un interlocutore così naturale.

La storia di Babbi è la storia di una famiglia
Nel cuore della Romagna, terra ricca di tradizioni e cultura gastronomica, nel 1952 Attilio Babbi fondò l’azienda dolciaria Babbi, specializzata nella produzione di coni, cialde e ingredienti per maestri gelatieri. Grazie all’uso di materie prime di assoluta genuinità e alla freschezza degli ingredienti, Babbi divenne rapidamente un punto di riferimento per i gelatieri artigianali. Qualche anno più tardi, con l’intuizione di sfruttare i mesi invernali, Nonno Attilio avviò la nuova linea dolciaria dedicata alla produzione di “specialità uniche e irripetibili”.
Con un’attenzione costante alla qualità e all’artigianalità, nacquero i celebri Wafer Viennesi e i Waferini, oggi apprezzati in tutto il mondo. Dopo anni di esperienza nel settore, Attilio Babbi consolidò l’azienda, affiancato dal figlio Giulio, che contribuì a espandere la rete commerciale anche al di fuori della Romagna.
Negli anni, la tradizione familiare si è arricchita grazie ai nipoti Carlo, Gianni e Piero e oggi, la quarta generazione – Andrea, Carlotta, Chiara, Filippo e Paolo – continua a portare avanti con passione l’eredità familiare. Scegliere Babbi significa scegliere 70 anni di esperienza, passione e artigianalità. Ogni prodotto è il risultato di una continua ricerca e innovazione, senza mai perdere di vista le radici della tradizione, in un mercato in costante evoluzione.
Un marchio amato in Italia e nel mondo
Oggi Babbi non è solo sinonimo di bontà gourmet in Italia, ma un marchio riconosciuto a livello internazionale, presente in oltre 80 paesi. Negli anni, Babbi ha compiuto passi significativi a livello globale: nel 2002 ha aperto i primi corner in Giappone, seguiti nel 2006 dall’inaugurazione di Babbi Helado Italiano a Barcellona, la prima filiale estera dell’azienda, che ha appena compiuto 20 anni. Il percorso di espansione è proseguito con l’apertura del Babbi Café a Cesena nel 2017, il locale flagship dell’azienda, e nel 2019 con l’inaugurazione di Babbi GmbH – ad Augsburg – seconda filiale – e del Babbi Café a Kyoto.
Ad agosto 2025 è stata inoltre inaugurata la prima filiale Babbi in Medio Oriente, Babbi Middle East General Trading L.L.C., con sede a Dubai (UAE), segno dell’inizio di una nuova fase di espansione e consolidamento internazionale che proietta Babbi verso traguardi sempre più ambiziosi e un posizionamento ancora più forte nei mercati globali.
Curiosità: A giugno 2025 Babbi ha aperto anche un nuovo corner shop in Cina sull’isola di Hainan all’interno dell’esclusivo Haitang Bay Duty Free Shop, uno dei più importanti poli del luxury shopping internazionale: un passo significativo nel percorso di crescita del brand sul territorio e conferma dell’apprezzamento per l’eccellenza delle Specialità Dolciarie Babbi anche oltre confine.









