Olio dei Colli di Bologna, la nuova Igp celebra gli extravergini di Palazzo di Varignana

Claterna e Stiffonte conquistano la nuova Indicazione Geografica Protetta, raccontando nei profumi e nei sapori dell’extravergine il ritorno di una tradizione olivicola secolare. Un riconoscimento europeo che valorizza il patrimonio agricolo delle colline bolognesi e il progetto di rinascita dell’olivo firmato Palazzo di Varignana.

Le colline bolognesi ritrovano il gusto della propria storia, tra uliveti recuperati, cultivar autoctone e una tradizione olearia che guarda al futuro. A raccontare questo patrimonio di sapori sono Claterna e Stiffonte, i due oli extravergini di Palazzo di Varignana che, a partire dalla campagna olearia 2026/2027, si fregiano della nuova Igp Olio dei Colli di Bologna, riconoscimento europeo che consacra l’identità e la qualità della produzione olivicola del territorio.

Per Palazzo di Varignana si tratta di un traguardo dal valore particolare, che premia un percorso iniziato nel 2015 con un ambizioso progetto di rigenerazione agricola. Da allora, il recupero dei terreni e delle colture storiche ha progressivamente ridisegnato il paesaggio collinare, restituendo all’olivo un ruolo da protagonista.

Nuovi impianti, ricerca sulle varietà locali e una visione della sostenibilità che abbraccia l’intera tenuta, dalle coltivazioni al resort, hanno accompagnato questa rinascita. Un impegno condiviso con gli altri produttori del territorio, che oggi trova nella nuova Indicazione Geografica Protetta un riconoscimento concreto e restituisce prestigio a una cultura dell’extravergine dalle radici secolari.

Il riconoscimento, ufficializzato dall’Unione europea nel settembre 2026, porta invece a 46 il numero dei prodotti Dop e Igp dell’Emilia-Romagna e sancisce così il valore di una produzione profondamente legata alla storia agricola del territorio.

Palazzo di Varignana Piante di ulivo

La zona di produzione

La zona di produzione comprende le colline della Città metropolitana di Bologna a sud della via Emilia, caratterizzate da condizioni climatiche e ambientali peculiari. Il disciplinare prevede sia oli monovarietali sia multivarietali ottenuti dalle cultivar ammesse e identifica un profilo caratterizzato da fruttato da medio a intenso, equilibrio tra amaro e piccante, note vegetali e un elevato contenuto di biofenoli e polifenoli.

L’iter verso il riconoscimento è stato avviato nel 2021 dalla Rete Olio extra vergine di oliva Colli di Bologna, nata nel 2017 per valorizzare la produzione olivicola locale e della quale fanno parte anche realtà riconducibili al progetto agricolo di Palazzo di Varignana, sviluppato oggi su circa 900 ettari, di cui 450 ettari dedicati agli uliveti, con un piano di crescita che porterà a 550.000 olivi piantati entro il 2027.

«L’Igp Olio dei Colli di Bologna rappresenta un riconoscimento importante per un territorio che negli ultimi anni ha riscoperto e rilanciato una vocazione agricola molto antica – afferma Carlo Gherardi, fondatore di Palazzo di Varignana – Quando abbiamo avviato il nostro progetto agricolo abbiamo scelto di recuperare terreni, colture e paesaggi che rischiavano di essere progressivamente abbandonati. L’olivo è diventato uno degli elementi centrali di questo percorso. Vedere oggi due nostri extravergini entrare nella nuova IGP dà ulteriore valore a un lavoro che per noi significa rigenerare il territorio, restituendogli produttività, identità e prospettive per il futuro. Un riconoscimento come questo può inoltre contribuire a rendere ancora più riconoscibili i Colli bolognesi, rafforzando il legame tra produzione agricola, paesaggio e turismo e offrendo nuove occasioni per conoscere il nostro territorio attraverso le sue eccellenze».

Palazzo di Varignana – Pandesco e Cabianca, i due extravergini biologici

La campagna olearia 2026/2027

Il riconoscimento arriva mentre è ancora in corso la nuova campagna olearia. Dopo una primavera caratterizzata da una buona disponibilità idrica e da una fioritura abbondante, le alte temperature e la siccità di fine estate hanno richiesto una particolare attenzione agronomica.

La raccolta procede quindi in modo progressivo e viene calibrata sulle differenti epoche di maturazione delle cultivar, individuando per ciascuna il momento più adatto a preservare freschezza, componente aromatica e contenuto in biofenoli. La scelta di raccolte precoci e mirate, anche a fronte di rese inferiori, risponde a un’impostazione produttiva orientata alla qualità e alla longevità degli oli.La campagna 2026/2027 dà vita a una collezione di sette extravergini Palazzo di Varignana, espressione delle diverse cultivar e delle aree nelle quali si sviluppano gli uliveti della tenuta.

Claterna, ottenuto esclusivamente da olive della cultivar Ghiacciola

A portare per la prima volta il marchio Igp Olio dei Colli di Bologna spicca Claterna, ottenuto esclusivamente da olive della cultivar Ghiacciola, varietà autoctona del territorio: un olio che esprime un profilo intenso e marcatamente vegetale, caratterizzato all’olfatto da note fresche di erbe aromatiche, foglia di pomodoro e timo, mentre al palato la trama balsamica si accompagna a un amaro ben definito e a un piccante deciso e persistente.

Stiffonte ottenuto da olive della cultivar Correggiolo

L’altro Igp Olio dei Colli di Bologna è Stiffonte, da cultivar Correggiolo: quest’olio presenta sentori di carciofo e mandorla fresca, con una componente vegetale elegante e un equilibrio preciso tra amaro e piccante.

Palazzo di Varignana | Stiffonte, Claterna e Brisighella Dop

Gli altri Evo che danno vita alla collezione Palazzo di Varignana

A questi due extravergini si affiancano gli altri oli che compongono la collezione Palazzo di Varignana: Pandesco Bio, monocultivar di Maurino, si muove su un registro delicato, con richiami di mandorla fresca e note verdi e un gusto pulito ed equilibrato. Vargnano, ottenuto da Nostrana, offre un fruttato ampio, attraversato da sfumature agrumate ed erbacee e da una struttura morbida e persistente. Brisighella Dop, da Nostrana di Brisighella e da olive raccolte precocemente, richiama la foglia d’olivo, l’erba appena tagliata e il pomodoro, con una chiusura netta e saporita. Completano la collezione i due multivarietali: Cabianca Bio, dal fruttato medio, con note di oliva verde ed erbe di campo e una trama equilibrata di amaro e piccante, e Lafonte, dal carattere più marcatamente vegetale, con richiami di cardo e carciofo e una buona persistenza gustativa.

Alla collezione si aggiunge infine Aurum, l’edizione limitata ottenuta da una selezione di olivi secolari di proprietà, lavorata separatamente per preservarne freschezza, complessità aromatica e capacità di evoluzione: proposto in una bottiglia in vetro blu serigrafata, decorata con il motivo del celebre mosaico romano di Claterna, oggi conservato a Palazzo Bentivoglio, quest’olio rappresenta l’espressione più rara della produzione di Palazzo di Varignana.

Tag: