Hui Milano, il fascino di “The Fan Code” tra tradizione orientale e visioni contemporanee

Presentata alla Milano Fashion Week, la collezione Spring/Summer 2027 di Hui Milano prende ispirazione dal ventaglio circolare per raccontare un Oriente in continua trasformazione. Un dialogo elegante tra memoria, identità femminile e linguaggi contemporanei, dove la tradizione cinese si rinnova attraverso la moda.

In occasione della Milano Fashion Week, Hui Milano ha presentato “The Fan Code”, la collezione Spring/Summer 2027 che è partita da un elemento della cultura orientale – il ventaglio circolare – per sviluppare una riflessione più ampia sulla cultura cinese, sul rapporto tra memoria e contemporaneità e sul ruolo delle donne nella trasmissione e trasformazione della tradizione.

Il ventaglio rappresenta per Hui un primo indizio, un segno attraverso cui avvicinarsi a una cultura che non si esaurisce nei suoi simboli più riconoscibili. “The Fan Code” non ne ha ricostruito forme e significati, ma ha utilizzato quella traccia per guardare oltre l’oggetto e interrogarsi su ciò che la cultura cinese continua a esprimere attraverso le persone, i gesti e le pratiche quotidiane.

A introdurre la collezione è stata una performance nel cuore di un antico cortile italiano: una donna occidentale entra in relazione con una trama di fili rossi che attraversavano lo spazio, evocando memoria, tempo e connessioni tra Oriente e Occidente.

Il ventaglio: la chiave di questo percorso

Il ventaglio è diventato la chiave di questo percorso: attraverso il movimento, la performer seguì e attraversò i fili, trasformando il gesto in una progressiva scoperta. Quando l’ultimo filo venne aperto e il ventaglio si dispiegò, la musica iniziò a cambiare e apparve la prima modella, dando inizio alla sfilata.

Uno dei temi centrali della collezione è stato il rapporto tra donne, memoria e trasmissione culturale. Hui Milano ha guardato in particolare alle donne Miao di Guizhou, che attraverso tessitura, ricamo, tintura e cucito hanno tramandato nel tempo memorie collettive, identità e conoscenze.

È stato proprio nel gesto della creazione che la tradizione, per Hui, ha continuato a vivere: non come patrimonio immobile da preservare nella sua forma originaria, ma come materia capace di evolversi.

L’Oriente non si rivela tutto in una volta. Si dispiega gradualmente.

Hui racconta una donna orientale che non è  una figura simbolica legata al passato, ma una protagonista attiva di questo processo, libera di ereditare, modificare, conservare o scegliere nuovamente.

Una visione che ha riflesso il percorso creativo di Huizhou Zhao, fondatrice e designer del brand e ambasciatrice del China Style in Italia, il cui lavoro si è sviluppato negli anni intorno al dialogo tra cultura cinese e sistema moda internazionale.

I  riferimenti alla cultura cinese in “The Fan Code”,  sono stati tradotti in un vocabolario moda contemporaneo. Motivi, colori, immagini storiche, texture e tracce del lavoro manuale sono stati frammentati, ricomposti e inseriti in nuove proporzioni e silhouette.

La collezione ha messo in relazione seta stampata, materiali traslucidi e tessuti più strutturati, alternando morbidezza e costruzione, trasparenza e copertura, movimento e rigore.

L’heritage non è stato riprodotto fedelmente, ma interpretato attraverso un sistema di forme e materiali capace di portarlo nel presente. È stata questa la prospettiva di Hui Milano sull’Oriente contemporaneo: una cultura non definita una volta per tutte, ma ancora in movimento, capace di conservare le proprie radici mentre continua a produrre nuovi significati.

Un continuum sulla cultura cinese

Il ventaglio è stato soltanto il primo indizio. Il vero codice di “The Fan Code” si è sviluppato lungo il continuum della cultura cinese e nelle persone che ancora oggi la vivono, la reinterpretano e contribuiscono a trasformarla.

La collezione ha lasciato volutamente aperta la lettura, affidandola a una successione di tracce – un colore, un motivo, un gesto, un tessuto, una silhouette – che hanno costruito progressivamente un’immagine dell’Oriente contemporaneo. Per Hui Milano, la tradizione non è stata qualcosa da osservare da lontano, ma una lingua viva, che ha continuato a essere creata, indossata e interpretata.

“The Fan Code” è nata così da una domanda più che da una risposta: cosa resta della cultura quando smette di essere un’immagine del passato e torna a essere materia del presente?

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