Boise, tra patate gourmet, birre artigianali e il volo dei rapaci

Un itinerario di 48 ore alla scoperta dell’anima più autentica della vibrante capitale dell’Idaho, tra il celebre Potato Trail, birrifici creativi e insolite specialità locali, fino all’emozionante incontro con aquile, falchi e condor al World Center for Birds of Prey. La giornata si chiude tra sapori locali, cocktail davanti al fuoco e atmosfere dal fascino rétro.

 

Le patate sono un autentico simbolo dell’Idaho, tanto da valere allo Stato il celebre soprannome di “Potato State”, orgogliosamente riportato anche sulle targhe automobilistiche. Ma Boise, capitale e anima della Treasure Valley, non si lascia certo racchiudere in questo stereotipo: qui il tubero più amato d’America convive con paesaggi verdi, memoria pionieristica, cultura basca e una vivace scena urbana.

Affacciandosi sulle rive del fiume Boise, si può ancora riconoscere una particolare pista inclinata, una sorta di rampa che a metà Ottocento aiutava i pionieri dell’Oregon Trail a far scendere i carri nella valle in condizioni più sicure.

Dopo settimane di viaggio verso ovest, la nascente comunità di Boise rappresentava per molti una preziosa pausa, quasi un approdo. Anche il nome della città racconta il legame con il paesaggio: deriva dal francese bois, “bosco”, in riferimento alla vegetazione che caratterizzava questa parte della valle.

Non sorprende, dunque, che alcuni pionieri abbiano scelto di fermarsi proprio qui. Oggi Boise è una città dinamica e accogliente, dove il carattere urbano dialoga continuamente con la natura. Il soprannome “City of Trees” ne racconta bene l’identità: parchi, viali alberati e la Boise River Greenbelt, una lunga cintura verde di sentieri e aree naturalistiche che accompagna il corso del fiume, invitano a esplorare la città a piedi o in bicicletta.

È questa la cifra di Boise: un equilibrio sorprendente tra avventura all’aria aperta e atmosfera cittadina, tra eredità pionieristica e cultura contemporanea, con una marcata anima basca che emerge nei quartieri, nelle tradizioni e nella tavola. E proprio a tavola le patate tornano protagoniste con il Potato Trail, un itinerario gastronomico che celebra il prodotto più iconico dell’Idaho attraverso interpretazioni creative, curiose e spesso sorprendenti. Per chi ama scoprire una destinazione anche attraverso i suoi sapori, è un viaggio nel viaggio: decisamente da non perdere.

Garden City, Boise River Greenbelt – Credit: Visit Boise

Primo giorno

Mattina – Dopo il caffè e la colazione al Form & Function – il caffè dello Sparrow Hotel, albergo di design –  si noleggia uno scooter Lime e si parte per esplorare la Boise River Greenbelt, un percorso di 40 km lungo il fiume che collega più di una dozzina di parchi, amato da ciclisti, jogger e persone che escono per una passeggiata.

Ci si ferma e si rende omaggio all’Idaho Fallen Firefighters Memorial e di nuovo all’Anne Frank Human Rights Memorial, che fa parte del Wassmuth Center for Human Rights, dedicato a promuovere il rispetto per la dignità umana e la diversità.

Si osserva un battaglione di oche canadesi volare su uno dei ponti che attraversano il fiume, avvistare scoiattoli e, sorprendentemente, alcuni cervi. Si può aggiungere un tocco di cultura alla giornata visitando l’Idaho State Museum o il Boise Art Museum, che si trovano nelle vicinanze.

Pomeriggio – Boise ospita una delle più importanti comunità basche al di fuori dell’Europa, una presenza che ha lasciato un’impronta profonda nella cultura e nell’identità della città. Molti immigrati arrivarono in Idaho attratti dalla prospettiva di trovare oro e argento, ma finirono per dedicarsi soprattutto alla pastorizia e all’allevamento delle pecore.

Il cuore di questa eredità è il Basque Block, nel centro di Boise, dove si concentrano ristoranti, locali, negozi e istituzioni legate alla cultura basca. Qui si visita il Basque Museum & Cultural Center per conoscere la storia e le tradizioni della comunità e poi fermarsi a pranzo al Basque Market, dove assaggiare una selezione di pintxos e patatas bravas (è la prima fermata del Potato Trail).

Vecchio penitenziario dello stato dell’Idaho

Boise ospita anche l’Old Idaho Penitentiary inaugurato nel 1870. Prima che le porte si chiudessero clamorosamente nel 1973, ospitava alcuni dei criminali più famigerati del West – e persino alcuni australiani, tra cui Jack “Kangaroo” Stanton, incarcerato per furto aggravato nel 1911.

Il complesso conserva ancora oggi l’aspetto austero delle origini: gli edifici sono realizzati in arenaria tagliata a mano, alcuni creati dagli stessi detenuti. Durante la visita si attraversano i blocchi delle celle e alcuni degli ambienti più inquietanti del penitenziario, tra cui “Siberia”, l’area destinata all’isolamento, il braccio della morte e la forca. Per chi ama le atmosfere da brivido, è possibile anche partecipare a uno dei tour paranormali, dedicati alle presunte presenze e alle storie di fantasmi che ancora oggi circondano l’antico penitenziario.

Sera – La Chandlers Steakhouse è un’istituzione di Boise. Si comincia con un 10-Minute Martini, cocktail signature della casa, preparato con una cura che giustifica pienamente l’attesa.Poi è il momento della tavola, con un menu pensato per soddisfare tanto gli amanti della carne quanto quelli del pesce. Per questi ultimi, una particolarità: il pesce fresco arriva quotidianamente direttamente dalle Hawaii, portando nel cuore dell’Idaho sapori e atmosfere dell’Oceano Pacifico.

Secondo giorno

 Mattina – S’inizia la giornata con un caffè e una ciambella Healthy Homer (patata) di Guru Donuts (seconda fermata  del Potato Trail). Se si decide di rinunciare alle patate, fanno uno squisito toast all’avocado. Si raggiunge il Campidoglio con una deviazione attraverso i vivaci murales della Freak Alley Gallery, tra cui uno dedicato a Jimi Hendrix.

L’edificio del Campidoglio dello Stato dell’Idaho ha un paio di cose che lo distinguono.È l’unico negli Stati Uniti riscaldato dall’energia geotermica e ha l’unico sigillo di stato disegnato da una donna. Emma Edwards Green ha utilizzato solo le sue iniziali nella domanda e i poteri forti davano automaticamente per scontato che fosse un uomo. Ci si avventurai all’interno e s’ammirano le numerose bellezze, dalla cupola al sigillo sul pavimento, al Senato e ai reperti. Si può anche entrare nell’ufficio del Governatore. Potrebbe anche capitare di ritrovarsi a scambiare due parole  con il governatore – Brad Little– e sua moglie Teresa.

Pomeriggio –  A pochi passi dal Campidoglio dello Stato, la 10Barrell Brewing Co è un vivace birrificio con ottimo cibo e birra. Si può scegliere i Drunken Nachos o la zuppa di patate e spuntare la terza fermata del Potato Trail. In un altro birrificio, il Bear Island Brewing, si può anche prendere una Idaho Potato Ale (quarta fermata del Potato Trail): un gusto acquisito.

Lungo il tragitto verso il World Center for Birds of Prey, si fa una sosta per la più famosa tra tutte le opzioni a tema patate di Boise: l’Idaho Ice Cream Potato al Westside Drive In (quinta fermata del Potato Trail). È vera stregoneria culinaria, un gelato che sembra una patata al forno e che quasi evoca il momento di Harry ti presento Sally.

Presso il Peregrine Fund’s World Center for Birds of Prey,  ci si relaziona con nasi e becchi dei rapaci, tra cui condor della California, aquile, falchi e sparvieri, oltre a molti altri ambasciatori aviari, che non sopravvivrebbero senza le cure umane. Si può accedere agli Archivi di Falconeria, i più grandi del mondo. Conservano la storia di questo antico sport.

Sera – Per assaggiare i prodotti di agricoltori, allevatori, distillatori, birrai e produttori di formaggio della zona, vale la pena prenotare una cena al Fork, dove tra le proposte da non perdere ci sono anche le patatine fritte dell’Idaho al rosmarino e parmigiano (sesta tappa del Potato Trail).

Dopo cena, ci si sposta alla Tiner’s Alley Tavern, all’interno del boutique hotel The Avery Hotel, per un cocktail davanti al fuoco o una partita a biliardo. Il locale unisce l’atmosfera di un elegante pub inglese al fascino di un edificio storico sapientemente restaurato. A completare l’esperienza gastronomica dell’Avery è lo chef Cal Elliott, che porta la sua creatività sia nella cucina francese dell’Avery Brasserie sia nei piatti dal carattere più informale della Tavern, creando un interessante incontro tra alta cucina e atmosfera da gastropub.

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