La storica cantina di Costigliole d’Asti conquista il Wine Hospitality Award 2026 per il miglior progetto di mobilità e accessibilità. Un riconoscimento alla visione di Mariuccia Borio, che interpreta l’ospitalità del vino come un’esperienza autentica, inclusiva e aperta a tutti, dove il piacere della degustazione incontra il valore dell’accoglienza. |
Una cantina in cui il vino diventa un’esperienza da vivere senza ostacoli, tra spazi privi di barriere architettoniche e strumenti digitali pensati per essere accessibili anche alle persone non vedenti. È questa la filosofia dell’accoglienza che ha portato Cascina Castlèt, realtà vitivinicola di Costigliole d’Asti guidata da Mariuccia Borio, a conquistare il Wine Hospitality Award 2026 nella categoria Best Wine Mobility & Accessibility Project.
Il riconoscimento, assegnato nei giorni scorsi nell’ambito della nona edizione della Milano Wine Week, premia una visione dell’ospitalità enologica in cui inclusione e accessibilità diventano parte integrante dell’identità aziendale. Per Cascina Castlèt, accogliere significa infatti aprire le porte del mondo del vino a tutti, offrendo a ogni visitatore l’opportunità di scoprire da vicino i luoghi della produzione e di vivere un’esperienza di degustazione e conoscenza senza ostacoli.
In questa direzione si inserisce la progettazione dei nuovi ambienti della cantina, concepiti fin dall’inizio per superare le barriere architettoniche. L’intera area di più recente realizzazione è accessibile anche in sedia a rotelle, consentendo alle persone con difficoltà motorie di esplorare gli spazi produttivi e di partecipare pienamente al percorso di visita.

L’impegno di Cascina Castlèt si estende inoltre al mondo digitale
Il sito internet aziendale è stato progettato per essere fruibile anche dalle persone con disabilità visive. Una scelta che riflette una concezione dell’accoglienza capace di andare oltre i confini fisici della cantina, perché l’incontro con il vino e con la sua cultura comincia ben prima di varcarne la soglia.
«Quando abbiamo progettato i nuovi spazi, non volevo che qualcuno dovesse fermarsi davanti a una scala o rinunciare a vedere una parte della cantina – racconta Mariuccia Borio – Per me era una questione molto semplice: se invitiamo le persone a conoscere il nostro lavoro, dobbiamo fare in modo che possano farlo davvero. Lo stesso vale per il sito internet, che spesso è il primo incontro con la nostra azienda. Non abbiamo fatto queste scelte pensando di ricevere un premio, ma perché ci sembravano le scelte giuste. E mi auguro che un giorno non ci sia più bisogno di premiare l’accessibilità, perché sarà diventata una cosa normale».
Per Cascina Castlèt, azienda profondamente legata alla storia vitivinicola del Monferrato, l’ospitalità è da sempre un’occasione per condividere il lavoro in vigna e in cantina, raccontare i vini e costruire relazioni con le persone che arrivano da ogni parte del mondo. A ritirare il riconoscimento, durante la cerimonia al Milan Marriott Hotel, è stata Mariuccia Borio, premiata da Federico Gordini, presidente di Milano Wine Week, e da Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato.

Due parole sulla Cascina Castlèt
Oltre trenta ettari di vigneto che raccontano una visione diventata realtà. Cascina Castlèt nasce da un’idea semplice e ambiziosa: coltivare nel rispetto della natura, guardando al futuro con consapevolezza e innovazione. L’azienda si trova a Costigliole d’Asti, tra le colline al confine tra Langa e Monferrato, un territorio storicamente vocato alla viticoltura. Qui, l’imprenditrice vitivinicola Mariuccia Borio ha trasformato un sogno in progetto, dando vita a una realtà che coniuga radici profonde e visione contemporanea.
L’azienda accoglie gli ospiti in un wine shop con ampi spazi dedicati alla degustazione, confermando una vocazione all’ospitalità e all’enoturismo. I vini Cascina Castlèt sono oggi presenti nei principali mercati internazionali: da New York a Tokyo, da Oslo a Sydney, fino alle Antille Olandesi.
Vitigni e vini
Da generazioni, la famiglia Borio coltiva vitigni autoctoni — Barbera, Moscato, Uvalino, Nebbiolo — espressione autentica del territorio. Accanto a questi, nel tempo, l’azienda ha scelto di confrontarsi anche con varietà internazionali come Cabernet Sauvignon e Chardonnay, in un dialogo costante tra tradizione e innovazione.
Nascono così i vini di Cascina Castlèt: etichette dalla forte personalità, caratterizzate da nomi evocativi come Passum, Policalpo, Avié, Litina, Goj, Ataj, Uceline e Iollarum. Ogni nome racchiude una storia, un frammento di memoria familiare e un legame profondo con il territorio.
La cantina riflette questa duplice anima: da un lato gli spazi storici, interrati, con grandi botti in rovere; dall’altro un moderno ambiente di affinamento, dove barrique, tonneaux e tecnologie avanzate accompagnano l’evoluzione dei vini.
Cascina Castlèt e la sostenibilità
La sostenibilità rappresenta un elemento centrale del progetto: Cascina Castlèt produce energia pulita attraverso un impianto fotovoltaico e utilizza un sistema di fitodepurazione naturale per il trattamento delle acque reflue. Ogni scelta è orientata a coniugare rispetto per l’ambiente e innovazione tecnologica in tutte le fasi produttive.
Infoline
Cascina Castlet
Strada Cascinotto, 6 – Costigliole d’Asti (AT)
Tel.: +39 0141 966651
Mail: info@cascinacastlet.com









