Dal cuoppo alle montanarine, un viaggio tra crocchè, pasta cresciuta, mozzarella in carrozza e frittatine di pasta: la tradizione popolare partenopea torna protagonista nella proposta del pizzaiolo Tre Spicchi Gambero Rosso, partendo da una delle sue espressioni più popolari, antiche e conviviali: la friggitoria. |
A Firenze, Mario Cipriano ha fatto della pizza napoletana un autentico ambasciatore della sua terra. Una passione premiata dai Tre Spicchi del Gambero Rosso, che gli ha permesso di portare nel cuore del capoluogo toscano non soltanto una pizza di grande personalità, ma anche il gusto, i profumi e l’anima di Napoli.
Ma il racconto della tradizione partenopea, da Cipriano Pizzeria, va ben oltre il disco di pasta. Accanto alla pizza trovano spazio alcune delle espressioni più autentiche e popolari della gastronomia campana: dalla pizza a ruota di carro al panuozzo, fino al mondo irresistibile della friggitoria.
È qui che la cucina si fa memoria, gesto quotidiano e convivialità. Sono sapori semplici, immediati, nati nelle strade e nelle case di Napoli, capaci ancora oggi di evocare un’identità gastronomica inconfondibile. Perché raccontare Napoli significa anche riscoprire quel patrimonio popolare fatto di ricette, profumi e tradizioni che si tramandano e si condividono.
E tra le icone più autentiche di questo universo c’è il cuoppo: un piccolo cono di carta paglia, apparentemente semplice, che custodisce un’esplosione di gusto. Un simbolo dello street food partenopeo e, insieme, un concentrato di storia, convivialità e cultura popolare che da Napoli arriva fino a Firenze.

Il cuoppo, un piccolo racconto della Napoli popolare
La storia del cuoppo è profondamente legata alla cultura popolare. Come racconta Amedeo Colella, storico e divulgatore della napoletaneità, già ospite di Cipriano nella serata “In Taverna da Mario”, già nell’Ottocento, nelle vie della città, la figura del friggitore era una presenza familiare.
Nelle botteghe si preparavano fritti semplici e golosi, serviti caldi e pensati per essere consumati immediatamente. Per chi non poteva pagare subito esisteva anche la formula dell’“oggi a otto”: si consumava sul momento e il conto veniva saldato otto giorni dopo. Un piccolo dettaglio che racconta bene quanto la friggitoria fosse parte della vita quotidiana: il cono di carta diventava così un contenitore pratico, economico e popolare, ben prima che si cominciasse a parlare di street food.
È proprio questo patrimonio che trova spazio da Cipriano Pizzeria. Nel menu, accanto alla pizza napoletana, sono presenti crocchè classico, pasta cresciuta, mozzarella in carrozza, frittatine di pasta e montanarine, oltre ad alcune preparazioni disponibili anche in versione gluten free. Il cuoppo diventa così più di una semplice selezione di fritti: è un altro modo per raccontare la stessa Napoli da cui nasce la pizza di Mario Cipriano. Una cucina fatta di preparazioni immediate, gesti antichi e ricette che continuano a essere parte della vita quotidiana della città.

La tradizione come punto di partenza
Nel lavoro di Mario Cipriano, la tradizione rappresenta un punto di partenza. La pizza, il panuozzo e la friggitoria appartengono a mondi diversi, ma condividono una stessa storia. Alcune preparazioni vengono mantenute nella loro identità più riconoscibile; altre diventano spazio di interpretazione, senza perdere il legame con la cultura da cui provengono.
“Napoli non è fatta solo di pizza, anche se la pizza resta il simbolo più conosciuto della nostra città – racconta Mario Cipriano – C’è un mondo intero di sapori e preparazioni che appartiene alla cucina popolare e alla vita quotidiana dei napoletani. Il cuoppo è uno di questi: è semplice, immediato, conviviale. Portarlo a Firenze, insieme alle altre specialità della nostra tradizione, per me significa condividere un pezzo della mia storia e della città da cui provengo”.
Da Napoli a Firenze
A Firenze, Cipriano ha così costruito una proposta che parte dalla sua Napoli e dialoga con la città che lo ha accolto. La pizza resta il cuore del suo lavoro, ma intorno al lievitato più amato prende forma un racconto più ampio, fatto anche di fritti, impasti e preparazioni popolari.
Da Cipriano Pizzeria, accanto alla pizza, c’è dunque anche questo: un altro volto della tradizione partenopea, fatto di crocchè, frittatine e montanarine. Perché per raccontare Napoli non basta fermarsi alla pizza.









