Polinesia francese: Tainui Atea è la più grande area marina protetta del mondo

Nel cuore del Pacifico meridionale si trova l’area marina protetta più vasta del pianeta. In questo modo le Isole di Tahiti vengono riconosciute tra  le destinazioni maggiormente impegnate nel turismo sostenibile e nella conservazione degli oceani

Nel cuore del Pacifico meridionale, la Polinesia francese custodisce un oceano di straordinaria ricchezza. Per preservare questo patrimonio naturale unico, il territorio ha istituito Tainui Atea, oggi riconosciuta come la più grande Area Marina Protetta del mondo. Questa iniziativa di portata storica colloca Le Isole di Tahiti in prima linea tra le destinazioni impegnate nel turismo sostenibile e nella conservazione degli oceani.

Tainui Atea: un oceano protetto di quasi 5 milioni di km²

Istituito nel 2018, Tainui Atea è il nome attribuito all’Area Marina Gestita che abbraccia quasi l’intera Zona Economica Esclusiva della Polinesia francese, portando sotto tutela quasi 5 milioni di km² di oceano. Nel 2025, in occasione della terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani (UNOC 2025), quest’area ha raggiunto un traguardo storico: Tainui Atea è stata ufficialmente designata Area Marina Protetta (AMP), diventando la più estesa mai creata su scala globale. Questo riconoscimento rafforza la strategia di conservazione della Polinesia francese a tutela della biodiversità marina, degli ecosistemi oceanici e delle risorse da cui dipendono le comunità locali.

Misure concrete per la protezione dell’oceano

La trasformazione di Tainui Atea in Area Marina Protetta è accompagnata da misure concrete per la salvaguardia degli ambienti marini:

  • Divieto di sfruttamento dei fondali marini, al fine di preservare gli ecosistemi degli abissi ancora in gran parte inesplorati e divieto all’uso di Dispositivi di Aggregazione dei Pesci (FAD) alla deriva
  • Rafforzamento degli obiettivi di conservazione e la gestione sostenibile delle risorse marine.

Queste misure contribuiscono direttamente alla protezione di numerose specie iconiche del Pacifico e alla salvaguardia di ecosistemi fondamentali per l’equilibrio dell’oceano.
Tainui Atea si avvale di un piano di gestione per il periodo 2023–2037, la cui governance coinvolge diversi soggetti: il governo della Polinesia francese, lo Stato francese, le associazioni dei pescatori, nonché le parti interessate in ambito ambientale e culturale. Ogni anno, questo consesso esamina le azioni intraprese e definisce gli orientamenti futuri, garantendo una protezione coordinata e sostenibile di questa vasta area marittima.

Una rete di Aree Marine Protette locali

All’interno di Tainui Atea, la Polinesia francese sta sviluppando progressivamente una rete di Aree Marine Protette (AMP) locali, calibrate sulle specificità di ciascun arcipelago. I progetti attualmente in corso riguardano le AMP delle seguenti isole: Gambier, Australi “Rāhui Nui no Tuha’a Pae”, della Società occidentali, Marchesi “Te Tai Nui A Hau”

Queste aree locali consentono di attuare misure di protezione specifiche, in connessione con le pratiche tradizionali, la pesca locale e la salvaguardia delle lagune e delle barriere coralline.

L’Accordo BBNJ: proteggere oltre le acque della Polinesia francese

L’Accordo BBNJ (Biodiversity Beyond National Jurisdiction) è un trattato adottato sotto l’egida delle Nazioni Unite ed entrato in vigore il 17 gennaio 2026, dopo la ratifica di oltre 80 Stati. Questo strumento giuridico internazionale consente per la prima volta di istituire Aree Marine Protette in acque internazionali, riconosciute dunque al di là delle giurisdizioni nazionali, segnando un passo decisivo per la governance degli oceani su scala globale e sulla tutela delle specie migratorie. Per la sua estensione, la sua governance condivisa e i chiari obiettivi di conservazione, Tainui Atea rappresenta un riferimento concreto per l’attuazione dei principi BBNJ nel Pacifico.

Le Isole di Tahiti, la prima destinazione al mondo ad integrare un’Area Marina Protetta nella propria strategia turistica complessiva.

Proteggendo quasi 5 milioni di km² di oceano attraverso Tainui Atea, la Polinesia francese ha raggiunto un traguardo significativo, diventando la prima destinazione a fare della conservazione marina non un vincolo, ma un pilastro strategico per lo sviluppo del turismo. Un modello in cui preservazione e attrattività turistica procedono all’unisono: lagune preservate, biodiversità protetta, esperienze culturali autentiche e turismo sostenibile.

L’iniziativa pone, inoltre, la comunità locale al centro di un sistema di gestione responsabile, condiviso e adattivo, coinvolgendola attivamente nella valorizzazione di quel rapporto di conoscenza e rispetto dell’oceano che da sempre è parte integrante della cultura polinesiana.

“Il nostro oceano è la nostra identità. Proteggendo questo patrimonio, arricchiamo l’esperienza dei viaggiatori e garantiamo benefici duraturi per le nostre isole. Questi progressi consolidano il ruolo delle Isole di Tahiti come protagonista della protezione degli oceani nel Pacifico”, ha affermato Vaihere Lissant, Chief Executive Officer di Tahiti Tourisme.

Questo impegno si inserisce pienamente nel Piano per il Turismo Sostenibile 2030, in cui la protezione degli ecosistemi marini rappresenta una leva centrale per un turismo responsabile e resiliente, radicato nelle realtà dei territori: rafforza la consapevolezza locale, sostiene le attività nei diversi arcipelaghi e consolida il posizionamento internazionale delle Isole di Tahiti come destinazione sostenibile.

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