Dopo i successi delle tappe francesi, al Museo Civico San Domenico di Forlì si possono ammirare per la prima volta in Italia oltre 200 scatti di Letizia Battaglia che ne raccontano la vita e l’opera. Ne esplorano l’intero percorso creativo attraverso fotografie, libri, giornali e riviste provenienti dal suo archivio, e ne testimoniano la varietà dei suoi interessi e la continuità del suo impegno civile.
Fino all’11 gennaio 2026 al Museo Civico San Domenico di Forlì si possono ammirare gli “scatti” della grande fotografa siciliana Letizia Battaglia. La prima tappa italiana (dopo i due appuntamenti di Tours e Arles) di un racconto composto da oltre 200 fotografie tra vita privata e impegno professionale e civile. Una mostra che esplora l’intero percorso creativo di Letizia Battaglia (1935 – 2022) attraverso fotografie, libri, giornali e riviste provenienti dal suo archivio, testimoniando la varietà dei suoi interessi e la continuità del suo impegno civile.
L’esposizione ideata e prodotta da Camera – Centro Italiano per la Fotografia e dal museo Jeu de Paume di Parigi, con la collaborazione dell’Archivio Letizia Battaglia, è organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì col Comune di Forlì.
Presentata nel 2024 al Jeu de Paume di Tours e al festival internazionale Rencontres d’Arles nel 2025, per la tappa forlivese il progetto è stato aggiornato e arricchito arrivando a comprendere alcune fotografie inedite, 22 riviste con cui la fotografa ha collaborato e delle quali in alcuni casi è stata anche fondatrice ed editrice, nonché un docufilm sulla sua vita.
Come scrive Walter Guadagnini in catalogo “La fotografia di Battaglia, sostanzialmente, non è spiegabile solo per via fotografica, poiché è il risultato di una serie di tensioni che confluiscono nell’apparecchio e nel gesto della mano, ben oltre il dato professionale. È certamente una fotografia d’azione, che nasce però prima di tutto dal binomio parola e immagine […]. Si tratta di una fotografia che non prevede ambiguità di interpretazione e che si pensa sempre unita al testo, in modo tale da raggiungere chi guarda nella via più diretta possibile”.
Domenica di Pasqua. La tradizionale corsa in cui gli uomini seguono il Cristo Risorto. Ribera, 1984 © Archivio Letizia Battaglia – Letizia Battaglia
Letizia Battaglia: gli esordi
Letizia Battaglia esordisce tra Palermo e Milano all’inizio degli anni Settanta, realizzando reportages sull’evoluzione dei costumi per diverse riviste italiane, per le quali scriveva gli articoli e scattava le fotografie. Il periodo più noto del suo lavoro inizia qualche anno dopo, a Palermo, sua città d’origine dove torna a vivere definitivamente nel 1974. Inizia qui la sua storica collaborazione con il quotidiano L’Ora, segnata dalle sue fotografie sui tragici eventi di mafia che hanno insanguinato il capoluogo siciliano per più di un decennio. Immagini divenute drammaticamente celebri, nelle quali la cronaca si unisce alla denuncia, in una coraggiosa interpretazione del lavoro di fotoreporter, peraltro realizzato da una donna all’interno di un mondo prevalentemente maschile.
A fianco di questi scatti che hanno reso Letizia Battaglia una fotografa nota in tutto il mondo, la mostra vuole però mettere in luce anche il suo desiderio di ritrarre Palermo e la Sicilia nella varietà della loro anima: così documenta e racconta con amore e gioia la miseria e la nobiltà, la bellezza dei volti, le tradizioni e le feste religiose, restituendo anche un importante resoconto della vita in un ospedale psichiatrico.
L’arresto del boss mafioso Leoluca Bagarella. Palermo, 1979 © Archivio Letizia Battaglia – Letizia Battaglia
I suoi “scatti” icone di un territorio ferito e fiero
Le sue immagini non sono solo scatti rubati alla vita di tutti i giorni, diventano icone e simboli di un territorio ferito e fiero, intriso di contraddizioni, dove la violenza convive con la grazia, e il dolore con una struggente vitalità.
Vincitrice nel 1985 del prestigioso premio di fotografia umanista W. Eugene Smith, Letizia Battaglia si è aperta al mondo – dall’Unione Sovietica agli Stati Uniti, dalla Turchia all’Islanda – mantenendo però salda la propria poetica, che lei stessa descrive in questi termini: “La fotografia diventa o, meglio, è la vita raccontata: m’infilo in una fotografia che è il mondo, cioè, io divento il mondo e il mondo diventa me”.
Dalla metà degli anni Ottanta in poi, Letizia Battaglia ha affiancato all’attività di fotografa un diretto impegno politico e civile: assessore nella giunta di rinnovamento guidata da Leoluca Orlando nel capoluogo, consigliere regionale, ha fondato riviste, una casa editrice e, nel 2017, il Centro Internazionale di Fotografia nei Cantieri Culturali alla Zisa, tutti impegni che offrono una nuova prospettiva sulla sua storia e produzione.
Letizia Battaglia muore a Palermo il 13 aprile 2022. Lo straordinario patrimonio frutto della sua opera e della sua vita fa ormai parte della storia della fotografia e della società italiana e il Museo Civico San Domenico è orgoglioso di ricostruire e riportare al pubblico gli indimenticabili scatti di questa rigorosissima artista, che già in passato aveva intessuto un legame con Forlì e le sue attività culturali.
Casa Professa. La sposa ricca inciampa sul velo. Palermo, 1980 © Archivio Letizia Battaglia – Letizia Battaglia
Orari di visita
Dal martedì al venerdì: 9.30-19.00
Sabato, domenica e giorni festivi: 9.30-20.00
24 e 31 dicembre: 9.30-13.30
1 gennaio: 14.30-20.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Chiuso il lunedì e il 25 dicembre
Apertura straordinaria: Lunedì 5 gennaio 2026 (9:30 – 20:00)









