| Dal 14 maggio al 27 giugno, la seconda personale di Ilaria Sagaria curata da Valentina Rippa. Il titolo “Tutto ciò che tace”, ripreso dall’omonima serie, si estende all’intera mostra come chiave di lettura del linguaggio estetico dell’artista. |
Maja Arte Contemporanea presenta “Tutto ciò che tace“, la seconda personale di Ilaria Sagaria (Salerno, 1989) negli spazi di via Monserrato 30 a Roma. La mostra riunisce una selezione di venti fotografie realizzate tra il 2019 e il 2025, appartenenti a diversi cicli di lavoro – tra cui “Piena di grazia” e “Crisalidi” – insieme a un nucleo di opere inedite che dà il titolo all’esposizione. Il percorso espositivo si sviluppa per accostamenti e risonanze, in una sequenza in cui le immagini tra di loro si richiamano, generando connessioni sottili e stratificate.

I lavori di Sagaria nascono da un’urgenza interiore
Alla base della ricerca di Ilaria Sagaria vi è un processo che nasce da un’urgenza interiore: il bisogno di dare espressione a stati emotivi e pensieri che, attraverso un tempo di sedimentazione e approfondimento teorico, si traducono in racconto visivo. In questo senso, ogni scatto diventa un autoritratto, anche quando il soggetto non coincide con l’artista stessa.
Ciascuna immagine è il frutto di una costruzione attenta – dall’ambientazione agli abiti, dagli oggetti alla scelta dei volti – a cui l’artista sottrae progressivamente gli elementi della messa in scena per lasciare affiorare una dimensione più essenziale. La formazione pittorica si riflette nell’uso della luce e del colore, così come nei rimandi alla storia dell’arte, che attraversano il lavoro senza mai tradursi in citazioni esplicite.
Come osserva Valentina Rippa, «i dettagli acquistano una centralità assoluta […], elementi minimi si caricano di valore simbolico e sembrano trattenere una memoria latente». È nel dettaglio – nel “punctum” – che l’immagine può “ferire”, attivando risonanze intime e non del tutto traducibili.

Il titolo della mostra: “Tutto ciò che tace”
Il titolo “Tutto ciò che tace”, ripreso dall’omonima serie, si estende all’intera mostra come chiave di lettura del linguaggio estetico dell’artista. Il silenzio ne è la condizione percettiva: si manifesta in gesti sospesi e tracce che affiorano senza imporsi, aprendo uno spazio di relazione.
Nelle opere esposte, natura, paesaggio e figura umana si offrono come presenze vive, sospese tra dimensione onirica e memoria archetipica. Il femminile, in particolare, emerge come spazio di trasformazione, in equilibrio tra fragilità e consapevolezza, tra adolescenza e maturità.
Il lavoro di Ilaria Sagaria apre una soglia: non chiude il senso, lo sospende, lasciando allo sguardo il tempo di sostare, nel silenzio. La mostra segna un nuovo capitolo nella collaborazione tra l’artista e la galleria, iniziata nel 2023 con la partecipazione alla residenza “Una Residenza tutta per sé”, promossa da Maja Arte Contemporanea in collaborazione con i collezionisti Umberto Morera e Anna Maria Balsano Morera, e proseguita con la doppia personale inaugurata nel dicembre dello stesso anno.

Note biografiche
Ilaria Sagaria (Salerno, 1989) vive e lavora a Milano. Dopo i diplomi in pittura e fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha lavorato tra Napoli e Monaco di Baviera. Le sue opere sono state esposte in gallerie, musei e Istituti Italiani di Cultura in Italia e all’estero, e presentate in numerosi festival internazionali, tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Verzasca Photo Festival, il Format Festival nel Regno Unito e il Centre de la photographie Genève. Nel 2021 ha realizzato una mostra personale alle Gallerie degli Uffizi, dove è tornata nel 2023 con una donazione alla collezione permanente degli autoritratti.
Vincitrice di numerosi premi, tra cui Portfolio Italia (2021), New Talent Prize (2023) e il Premio Portfolio del Festival Fotografico Europeo (2024), affianca alla ricerca artistica l’attività di insegnamento nelle discipline visive e audiovisive.









