Biella e biellese, viaggio nella “biellezza” tra natura, arte e cultura

A un’ora da Milano e Torino, il Biellese conquista con paesaggi sorprendenti, tesori culturali e atmosfere autentiche.  Un paese esoterico, un  Santuario Mariano tra le montagne, antiche fabbriche trasformate in cittadelle creative, la Serra morenica più lunga d’Europa

Benvenuti nella “Biellezza”!  Non è un errore, ma un gioco di parole. Biella con il suo territorio ricco e variegato può essere davvero un’espressione di “Bellezza”. E dunque  i turisti più esigenti ed esperti  saranno conquistati dalla varietà di emozioni ed esperienze da vivere  nel biellese.

Il fascino del biellese tra cultura e natura

A un’ora da Milano e Torino e non lontano da Svizzera e Francia, il Biellese è autentico, si svela piano, non grida ma sussurra. Per cominciare,  tutti conoscono la sua tradizione tessile che ha costruito ricchezza e patrimoni. Un tempo, lungo il torrente Cervo, ai piedi di Biella, le ore erano scandite da un suono monotono e ricorrente. Era il suono dei telai che lavoravano la lana e rappresentavano la  fortuna di questo territorio.

Forza dell’acqua, presenza di legname in quantità, competenza nella filatura e tessitura costituivano il segreto della fortuna del biellese, che era esplosa nel corso dell’800, quando alcuni imprenditori locali ebbero l’intuizione di introdurre negli opifici, per lo più mulini e cartiere  che già sfruttavano la caduta dell’acqua, telai meccanici per lavorare la lana.

L’attività manifatturiera divenne industria vera e propria dopo il 1817, quando Pietro Sella introdusse le prime macchine per le lavorazioni laniere nel lanificio di famiglia a Vallemosso e diede inizio a quello che diverrà nell’arco di pochi decenni il “sistema di fabbrica”.

Nacquero allora, nell’arco di 50 anni circa, le famose aziende biellesi come Piacenza, Cerruti,  Rivetti, Zegna, che hanno dato enorme prestigio al tessile made in Italy. Così Biella ha meritato il titolo Unesco di Città Creativa per l’Artigianato e le Arti Popolari (Crafts & Folk Art).

Alla scoperta di Biella e provincia

Un itinerario nella provincia di Biella, provincia relativamente giovane, costituita solo nel 1992, lega proprio le fabbriche della lana ed è una delle nuove forme di turismo specializzato che cerca nel territorio i segni dell’uomo e delle sue trasformazioni.

Massima espressione di utilizzo degli opifici industriali è senz’altro la Cittadellarte di Michelangelo Pistoletto ricavata dall’ex lanificio Trombetta che espone una collezione permanente di arte povera e ospita periodicamente mostre, convegni, concerti, e spettacoli.

Alcune fabbriche nacquero volutamente fuori Biella, per valorizzare con la loro presenza interi paesi. E’ il caso dell’azienda Ermenegildo Zegna, nata per volere di questo intelligente imprenditore a Trivero.

Oasi Zegna. Rododendri

Senza dimenticare quell’opera geniale che é l’Oasi Zegna, un vero progetto paesaggistico voluto dal vecchio Ermenegildo negli anni ’50:  500.000 conifere, migliaia di rododendri importati dall’Olanda, la costruzione di una strada panoramica con la collaborazione di uno degli architetti paesaggisti più famosi al mondo.Fu così trasformata la montagna brulla alle spalle di Trivero in un parco meraviglioso di 100 chilometri quadrati a disposizione gratuita della collettività.

Sembra essere questa la vocazione degli imprenditori lanieri biellesi che univano senso degli affari, attenzione al territorio e filantropia verso i lavoratori. Un secolo prima di Zegna, i Piacenza di Pollone avevano creato il Parco della Burcina, anche questo un magnifico polmone verde ricco di svariati esemplari di specie esotiche, come azalee, ortensie, camelie, magnolie, oltre a conifere e platani, castagni e faggi, abeti e cipressi

Biella è cultura, storia e natura

Il Piazzo è la parte alta della città, un suggestivo borgo medievale (fondato nel XII Secolo) che regala scorci impagabili sull’ambiente circostante:  raggiungibile con la funicolare o con antiche “Rive”, scalinate spesso acciottolate così come l’intero borgo, ricco di piazze pittoresche e palazzi nobiliari.

Spostiamoci nella valli intorno alla città, per scoprire  paesaggi scenografici, dove scorrono  i torrenti e appaiono all’improvviso   borghi misteriosi come Rosazza, costruita in stile neogotico ed esoterico per merito di un ricco mecenate tornato dall’America. Oppure appare il magnifico  Santuario mariano di Oropa tra le montagne.

Qui non solo momenti di spiritualità, ma anche momenti di convivialità presso il famoso Ristorante Croce Bianca della Famiglia Ramella, che dal 1946  rappresenta una storia di ospitalità e ristorazione profondamente legata al territorio biellese. In tavola vive la tradizione piemontese, perfetta per questa stagione autunnale: Polenta concia d’Oropa, Maccagno, paletta biellese, agnolotti, trota, Fassone, funghi porcini e i dolci della tradizione.

Ricetto di Candelo: un borgo fortificato tardo-medievale

Andiamo oltre a scoprire il Ricetto di Candelo, una struttura fortificata tardo-medievale, realizzata dalla comunità contadina locale, senza alcun intervento feudale, su un fondo in origine di proprietà dei nobili Vialardi di Villanova e poi riscattato dai candelesi.

Mentre anticamente  il ricetto doveva fornire protezione alle cose più preziose della comunità, ossia i prodotti della terra, come granaglie e vino, oggi offre un contesto pittoresco per vivere in pieno le tradizioni.

La Serra Morenica più lunga d’Europa

Su tutto fa da sfondo la famosa  Serra morenica, la più lunga d’Europa, un’imponente dorsale di origine glaciale che si estende per circa 25 km tra il Biellese e il Canavese. Oltre a contemplarla mentre si passeggia o si viaggia in macchina, la Serra invita a viverla attivamente, con itinerari di trekking,  gravel bike, cicloturismo, passeggiate naturalistiche e attività di birdwatching.

Una mostra da non perdere: “Divisionismo 1900 – 1930. Il segno dell’avanguardia in Italia”

A Biella, a Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero, dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027, arriva la grande mostra “Divisionismo 1900 – 1930. Il segno dell’avanguardia in Italia”. Con oltre 150 opere, l’esposizione propone una rilettura del Divisionismo concentrata sulla sua evoluzione nel XX secolo, quando si afferma come uno dei linguaggi più radicali e innovativi della ricerca d’avanguardia, con artisti come Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Vittore Grubicy de Dragon, Emilio Longoni, Plinio Nomellini, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Leonardo Dudreville e Guido Marussig.

Nelle due sedi espositive sarà possibile scoprire rari capolavori del Divisionismo toscano, romano, veneto, ligure, piemontese e lombardo, allestiti in ordine tematico e visuale, con un’attenzione particolare agli aspetti formali del primo trentennio del ventesimo secolo.

Infoline

Tutte le info: www.atl.biella.it       www.fondazionebiellezza.it.

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