Sette etichette, sette espressioni del territorio e una storia vitivinicola che affonda le radici nell’Oltradige: con l’introduzione delle Uga (Unità Geografiche Aggiuntive), Cantina Girlan valorizza le identità pedoclimatiche, le vocazioni storiche e le sfumature di un mosaico di vigneti, inaugurando una nuova stagione per la Doc Alto Adige nel segno dell’origine e dell’autenticità. |
Dall’annata 2024, la Doc Alto Adige si arricchisce di una nuova geografia del vino. Il Consorzio Vini Alto Adige ha introdotto 86 Unità Geografiche Aggiuntive (Uga), tasselli di un sistema di zonazione pensato per raccontare con maggiore precisione la ricchezza e la complessità del territorio vitivinicolo altoatesino.
Riportate in etichetta, queste indicazioni identificano vini legati a specifiche aree di produzione e ottenuti nel rispetto di rigorosi requisiti di origine e qualità delle uve, mettendo in luce le peculiarità di ogni terroir.
È un’evoluzione che apre un nuovo capitolo per la denominazione, offrendo a produttori e appassionati una chiave di lettura più profonda del paesaggio viticolo altoatesino. Dalle differenze pedoclimatiche alle vocazioni storiche dei singoli areali, le Uga restituiscono valore alle sfumature che rendono ogni zona unica, componendo un mosaico di identità, microclimi e tradizioni capace di esprimere tutta la straordinaria diversità dei vini dell’Alto Adige.

Il pensiero dell’enologo Gerhard Kofler
“L’origine ha sempre rivestito un ruolo centrale nella filosofia produttiva di Cantina Girlan. I 230 ettari di vigneto coltivati dai 200 soci della cantina nelle aree più vocate dell’Alto Adige rappresentano un patrimonio di territori e identità che da oltre cinquant’anni ci impegniamo a valorizzare. Attraverso la conoscenza approfondita delle caratteristiche pedoclimatiche dei diversi areali e un costante lavoro di selezione delle parcelle più vocate, diamo vita a vini capaci di esprimere in modo autentico il legame tra vitigno e terroir, interpretando ogni zona nella sua unicità con caratteristiche distintive per ogni etichetta”.
È proprio in questo percorso di valorizzazione dell’origine che si inserisce il nuovo progetto con cui Cantina Girlan celebra alcune delle zone vitate più vocate e rappresentative dell’Alto Adige. Il progetto riunisce sette vini provenienti dalle Uga Mazon, Girlan, Girlan-Gschleier ed Eppan-Berg, territori dalla forte identità che, grazie alle loro peculiari caratteristiche geologiche, climatiche e paesaggistiche, danno vita a espressioni enologiche distintive e riconoscibili.
“Le Uga – afferma Oscar Lorandi, presidente di Cantina Girlan – riconoscono ufficialmente un approccio che perseguiamo da tempo: valorizzare ogni vigneto secondo la sua specifica vocazione. Le sette etichette che diventano vini UGA nascono infatti da aree di particolare pregio, che da sempre interpretiamo attraverso vinificazioni dedicate e un’attenta lettura enologica delle loro peculiarità pedoclimatiche. L’introduzione della menzione UGA in etichetta ci permetterà di rafforzare ulteriormente il racconto dell’identità territoriale e di evidenziare il profondo legame tra vino, vitigno e terroir”.
I vini Uga di Cantina Girlan
Girlan, Girlan-Gschleier ed Eppan-Berg nel comune di Appiano, Mazon nel comune di Egna: sono queste le quattro Unità Geografiche Aggiuntive che ricadono nel mosaico dei vigneti Girlan. All’interno della Uga Girlan si trovano la maggior parte dei vigneti della Cantina: su suoli argillosi, sabbiosi e ricchi di minerali, tra i 400 e 500 metri di altitudine, non lontano da Bolzano e immersi nella quiete sul Monte di Mezzo fra San Michele e la piana dell’Adige, vengono allevate diverse varietà.
Tra quelle ammesse, quattro etichette riporteranno anche il simbolo di questa Uga: Curlan Chardonnay Riserva e Curlan Pinot Noir Riserva della linea Solisti, Chardonnay e Sauvignon della linea Flora.
La piccola Uga Girlan-Gschleier si trova su una collina morenica a 450 metri di altitudine, caratterizzata da terreni calcarei, ghiaiosi e argillosi. Una delle poche esposte a sud è anche patria esclusiva del vitigno Schiava. Qui Cantina Girlan, dal 1975, ottiene uno dei suoi vini più identitari, da viti con più di 110 anni, una Schiava corposa e intensa che si distacca completamente dai vini più leggeri che in Alto Adige si ricavano solitamente da questa varietà.
Sempre nel comune di Appiano si trova anche la Uga Eppan-Berg, sul versante occidentale della conca di Bolzano, ai piedi della catena montuosa della Mendola. È caratterizzata da vigneti in quota, buona esposizione solare e suoli calcarei e dolomitici, elementi che favoriscono vini di struttura, freschezza e marcata impronta minerale.
Tra le uve autorizzate è presente anche il Pinot Bianco, che sarà il vitigno protagonista del vino di Cantina Girlan che, a partire dalla fine del 2027, verrà commercializzato con l’identificazione di questa Uga.

La Uga Mazon ed il Pinot Noir
Nel comune di Egna, infine, si trova la Uga Mazon, uno dei territori da sempre considerati tra i più vocati alla coltivazione del Pinot Noir non soltanto dell’Alto Adige, ma dell’intero panorama vitivinicolo italiano. I suoi terreni argillosi e ricchi di calcare, la delicata esposizione alla luce grazie alla presenza della cresta montuosa del Parco naturale Monte Corno, l’arieggiamento portato con regolarità dal pomeridiano vento l’Ora che arriva dal Lago di Garda, sono alcuni dei fattori che conferiscono alle uve una morbidezza e un’eleganza uniche. Cantina Girlan possiede 12 dei 66 ettari presenti in questa Uga, a un’altitudine tra i 310 e i 460 metri, e in particolare la vigna Ganger, un vero e proprio cru monopole, dal quale si ricava l’omonima Riserva di Pinot Noir che ora riporterà in etichetta anche il nome e il simbolo della Uga Mazon.
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