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Moderno, versatile ed aperto all’evoluzione, è il cuore della produzione di Terre Cevico, la grande cantina romagnola nata nel 1963 che opera principalmente in Emilia Romagna ma anche con proprie cantine in Veneto, Puglia e Marche. Nuovi mercati e nuovi target di consumo per il vino iconico dell’enologia romagnola |
Indice dell'articolo
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Terre Cevico è un gruppo cooperativo con sede a Lugo (RA). È nato nel 1963 per produrre vino con i propri soci viticoltori presenti sul territorio romagnolo. Negli anni è rapidamente cresciuto in soci ed in valore ed oggi si presenta con i suoi 3616 ettari di vigneto in Romagna, 992 soci viticoltori e cantine associate. Il fatturato consolidato 2024/2025 tocca i 213, 2 milioni di euro, un utile netto di 1, 98 milioni di euro, con un plusvalore per i soci a 8, 3 milioni di euro e patrimonio netto a 78, 5 milioni di euro.
Con questi numeri il Gruppo si posiziona al nono posto tra i 12 top player del vino italiano. Il Gruppo opera principalmente in Emilia Romagna ma anche con proprie cantine in Veneto, Puglia ed adesso anche nelle Marche grazie alla recente acquisizione da procedura concorsuale di Moncaro Terre Cortesi per lungo tempo una delle cooperative vinicole più importanti d’Italia.
A livello internazionale è presente in quasi 90 Paesi del mondo, con una top five composta da Regno Unito, Giappone, Svezia, Germania e USA. Una bella storia di cantina cooperativa che Terre Cevico continua a scrivere con i propri soci.
Nostra intervista a Franco Donati presidente di Terre Cevico
Trebbiano 2.0: la storia di un vino ed un vitigno
Il cuore della sua produzione è il Trebbiano di Romagna. Un vino internazionale, gastronomico, contemporaneo e sostenibile, fiore all’occhiello della viticoltura cooperativa di Terre Cevico. Un vino eclettico in grado di unire tutta la filiera, semplice e mai banale, popolare nella sua diffusione, spina dorsale della viticoltura romagnola, oggi in grado di intercettare le nuove tendenze di consumo.
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| Da sx nella foto: Guido Cavina, Vincenzo De Luca, Franco Donati (presidente Terre Cevico), Valter Bighini, Luca Frulli, Paolo Galassi (Direttore Generale Terre Cevico) e Giovanni Solaroli, giornalista esperto di vino |
Cooperazione, Romagna, Trebbiano, Sostenibilità e Futuro
Di questo si è parlato nel corso dell’annuale incontro con i propri soci viticoltori che si è tenuto in uno dei luoghi simbolo del vino della Romagna: la cantina cooperativa di Alfonsine. Un sito storico e contemporaneo al tempo stesso, dove il Trebbiano è stato il protagonista assoluto della serata. Dimostrando, ancora una volta, di essere un vino aperto all’evoluzione dei consumi pur confermando la sua centralità e versatilità di vitigno moderno e “sociale” nello spirito della Romagna. Un prodotto che continua a dimostrare una grande attualità e un significativo potenziale in parte ancora inespresso.
«Il Trebbiano – ha detto Giovanni Solaroli, ospite dell’evento e autore del volume “Trebbiano. Una storia universale” – è tra i vitigni bianchi più interessanti. Con 14. 000 ettari coltivati pari al 50% della superficie regionale è la varietà più diffusa in Romagna. Per la sua capacità di adattarsi a molteplici declinazioni enologiche è certamente un grande alleato perché consente nelle espressioni di vino fermo ed anche nella versione bollicina romagnola, offrendo in tal modo grandi possibilità di incontro con il gusto e la cucina italiana ed internazionale».
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Trebbiano: un vino in salute aperto all’evoluzione dei consumi
«La valorizzazione del Trebbiano – ha ricordato Paolo Galassi, Direttore Generale di Terre Cevico – è iniziata molti anni fa con il progetto vino convenzionale nel formato brick, divenuto poi Trebbiano da agricoltura biologica ed altre tipologie di formati e presenze crescenti in altri mercati. Il primato di questa categoria di prodotto che ha visto appunto declinare la denominazione da Trebbiano Igt con il marchio “San Crispino” ad una versione di vino biologico. Già allora questo ci ha consentito di attirare l’attenzione dei grandi player della grande distribuzione. Il Trebbiano, per quanto riguarda l’export, lo commercializziamo in 22 Paesi con volumi assolutamente significativi. Ad esempio in Giappone negli ultimi 12 mesi abbiamo venduto un milione di bottiglie di spumante. L’Italia – ha concluso Galassi – oggi vede un trend di crescita importante nel canale ristorazione, siamo a 800. 000 bottiglie vendute per questa categoria di vini con un trend di crescita dell’8%».
Sono intervenuti, presentando il progetto Trebbiano di Terre Cevico: Valter Bighini, enologo responsabile delle cantine; Guido Cavina, Responsabile Agronomico; Luca Frulli, responsabile investimenti Terre Cevico; Vincenzo De Luca, responsabile enologico di Terre Cevico. Ospite Giovanni Solaroli, giornalista, docente e comunicatore AIS, autore del libro “Trebbiano. Una storia universale” (Il Ponte Vecchio editore) che ha fatto una panoramica sul vitigno: il Trebbiano Romagnolo è la varietà più diffusa in Romagna, con 14.000 ettari coltivati pari al 50% della superficie regionale che ne conta complessivamente 28.000 (fonte Consorzio Vini di Romagna). Presenti anche il Sindaco di Alfonsine Riccardo Graziani che ha portato i saluti dell’Amministrazione da lui guidata e Mirco Bagnari per Legacoop Romagna che ha ricordato l’importanza del Trebbiano un «vino onnipresente che deve essere valorizzato seguendo la sua natura, come sta facendo molto bene Terre Cevico».
Trebbiano: dalle bollicine alla mixology
La cantina lughese è leader nel settore delle bollicine, con una produzione annua di oltre 10 milioni di bottiglie. E la crescita comincia a consolidarsi anche nel settore mixology (ad esempio Spritz, Bellini, Negroni, Hugo) dove il Trebbiano rappresenta la base per 16 referenze ormai a rotazione stabile con una produzione annua di quasi due milioni di bottiglie da 0,75 cl. In questo segmento del catalogo Terre Cevico, sono presenti fin dal 2024 le versioni analcoliche o low alcol, i cosiddetti No.Lo,, come proposta, soprattutto per intercettare i nuovi stili di consumo associati in prevalenza, ai consumatori della generazione Z.
«Penso sia nostro dovere come imprenditori e dirigenti cooperatori – ha concluso Franco Donati, presidente di Terre Cevico – comprendere le nuove tendenze di consumo ed evolvere una risposta verso i giovani di oggi che saranno consumatori di domani. Obiettivo è produrre, comunicare e internazionalizzare il Trebbiano e andarne fieri».
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| La cena “Terra e Mare” nel piazzale della cantina di Terre Cevico di Alfonsine con oltre 600 soci viticoltori presenti |
Incontro vincente con il pesce dell’Adriatico
L’incontro di Alfonsine (RA) si è concluso con la cena “Terra e Mare” che ha suggellato il rapporto privilegiato del Trebbiano di Romagna con il pesce dell’Adriatico. Le “Bollicine romagnole” ed i nuovi prodotti a base di Trebbiano hanno incontrato con sicurezza il pesce dell’Adriatico sapientemente cucinato alla “brace” dai Pescatori della Cooperativa di Cesenatico.
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A proposito di Terre Cevico
Il gruppo cooperativo di primo grado 3. 600 ettari di vignette in Romagna, 922 soci tra viti cultori e cantine associate, ha raggiunto con l’annualità di bilancio 22024/2025 un fatturato consolidato di 213, 2 milioni di euro, con un’utile netto di 1, 98 milioni di euro, plusvalore per i soci a 8, 3 milioni di euro e patrimonio netto a 78, 5 milioni di euro.
Significativa è la presenza in 90 Paesi del mondo con un nuovo network altamente specializzato – Galassia – che associa la forza vendita delle aziende controllate, Medici Ermete e Cantine Giacomo Montresor, con un export di vini confezionati che raggiunge soglia 70, 9 milioni.
Il mercato Italia cresce in valore nel canale della grande distribuzione con 55, 8 milioni di euro ed il canale Horeca Vale 16, 3 milioni di euro.
Trebbiano e Sangiovese, i principali vini prodotti e come nel caso del Trebbiano stesso, anche come base spumante per le produzioni di bollicine romagnole, di vini frizzanti e spumanti con una filiera corta, completamente interna al gruppo.
Alla produzione diretta dalla propria base sociale si aggiungono all’assetto produttivo 32 cantine socie conferenti vino : qui si opera su coordinamento del gruppo per la produzione di vini e prodotti enologici dalla forte identità territoriale, come nel caso di Cantina Braschi a Mercato Saraceno (FC), Tenuta Massellina a Castel Bolognese.
Oltre i confini della Romagna, il gruppo controlla aziende come Medici Ermete di Reggio Emilia, Cantine Giacomo Montresor di Verona e Orion Wines, azienda di Lavis (TN) con cantina e vigneti a Masseria Borgo dei Trulli a Maruggio (TA).
Infine è anche presente nelle Marche grazie alla recente acquisizione da procedura concorsuale della Cooperativa vinicola Moncaro Terre Cortesi per lungo tempo tra le cantine più importanti d’Italia in prima linea nella produzione di vini marchigiani: Verdicchio, Rosso Conero, Rosso Piceno e vini biologici.
Infoline
Terre Cevico Soc. Coop Agricola
Via Fiumazzo 72 – Lugo (RA)
Tel +39 0545 284711














