Quasi un centinaio di carri e migliaia di pellegrini seguono la Vergine di Grazia ogni seconda domenica di settembre, quest’anno il 14 settembre. L’evento punta ad essere riconosciuto come Festival di Interesse Turistico Internazionale

Dall’alba fino a notte inoltrata del prossimo 14 settembre, la devozione si fonde con la festa popolare. È la “Romería de la Virgen de Gracia“, una celebrazione secolare che ogni seconda domenica di settembre anima San Lorenzo de El Escorial, in Spagna, portando per le strade quasi un centinaio di carri e migliaia di fedeli.
Dalle preghiere del Rosario dell’Aurora alle 6 del mattino, alle jotas e ai salmi religiosi pieni d’emozione, dalle offerte di migliaia di fiori, ai profumi delle grigliate con salsicce, pancetta e costolette; dalle caraffe di vino alla maestria artigiana per creare carri appariscenti e abiti tradizionali che risalgono a centinaia di anni fa e, naturalmente, l’immagine della Vergine.
Sono gli ingredienti del pellegrinaggio della Vergine di Grazia che si celebra a San Lorenzo de El Escorial, con eventi che iniziano settimane prima della seconda domenica di settembre e durano anche un mese dopo. Un appuntamento che coinvolge tutti, unendo il culto mariano al recupero delle tradizioni folcloristiche della Sierra Madrileña. Riconosciuta come Festa di Interesse Turistico Nazionale dal 1988, punta ora a diventare un evento di risonanza internazionale.
E ne avrebbe tutte le caratteristiche, visto che si tratta di una delle più antiche e popolari romerías della Spagna, e che raduna migliaia di persone ogni volta, oltre a quasi tutta la popolazione di San Lorenzo de El Escorial. La protagonista assoluta è la Vergine di Grazia, patrona del borgo.
La sua storia, a metà tra leggenda e realtà, si perde nel tempo e risale a ben prima del monumentale Monastero di Filippo II. Sembra infatti che l’immagine originale, ritrovata da pastori in una grotta, nella parte alta della Herrería, fu distrutta durante la Guerra Civile, come centinaia di altre, ma nel 1941 lo scultore Mariano Benlliure – autore tra le altre opere della statua equestre del Re Alfonso XII che presiede lo stagno del Retiro a Madrid – ne realizzò una nuova, oggi venerata nel suo Santuario e portata in trionfo durante la processione. Realizzata in tempo record, fu intronizzata nella Parrocchia di San Lorenzo il 7 settembre 1941 e oggi viene venerata durante tutto l’anno nel suo Santuario in calle Floridablanca a San Lorenzo de El Escorial.

La vigilia della festa
Le settimane che precedono l’evento, trasformano il paese. Balconi, finestre e vetrine si riempiono di decorazioni e simboli, in una gara di allestimenti che culmina con premi modesti, ma molto ambiti. Cento euro per il vincitore non sono molti, ma il titolo dura fino all’anno successivo e viene ostentato con orgoglio. Inoltre si vince un “cimborrio” di ceramica che ricorda, ovviamente, uno degli elementi dell’onnipresente Monastero. Trattandosi di una celebrazione mariana, non può mancare la Novena alla Vergine che ha luogo nel suo Santuario, così come un’esposizione fotografica che ricorda le Romerías di ieri e di oggi e, per prepararsi alla sfilata dei carri fino all’eremita de La Herrería, si tengono lezioni di jotas e rondón.
Tra le novità c’è la “Ruta de Tapas Romeras“, che dal primo al 10 settembre offre un percorso gastronomico in nove locali, con proposte a tema al prezzo di 1,50 euro come l’empanada de matanza o gli spiedini serrani, solo per citarne alcuni.
Il venerdì è poi il giorno dell’Offerta dei Fiori, un momento toccante che si svolge nella Plaza de la Constitución, ai piedi del maestoso Monastero Reale. Centinaia di persone, le “peñas”, gruppi di anziani, autorità, pellegrini e pubblico, partecipano ciascuno con il proprio contributo di fiori, tra cui abbondano rose, garofani, margherite, peonie, gerbere, e anche grandi ortensie e colorati oleandri, in un corteo che dura ore e si conclude con il canto dell’Inno alla Vergine e le prime danze di gruppo. L’attesa può essere resa più leggera grazie ai numerosi bar e terrazze della piazza e dei dintorni. Alla fine si intona l’Inno della Vergine di Grazia che scrisse Guillermo Fernández-Shaw e che Francisco Alonso mise in musica, e si balla il primo rondón dei molti che riempiono il fine settimana.

Momento di festa
La parte gastronomica in questa festa è piuttosto semplice, ma non meno gustosa: paella, chorizo e morcilla alla piastra, empanadas, hornazos, spiedini morunos, costolette, panini di ogni tipo… Il tutto ben annaffiato con vino, sangria o birra. Da anni – e quest’anno a maggior ragione, alla luce degli incendi di agosto in buona parte della Spagna – è proibito accendere fuochi a terra e utilizzare barbecue a carbone o a legna; consentiti solo fuochi elettrici o a gas a fiamma chiusa, previa autorizzazione. Non è neanche permesso fumare o usare candele per illuminare i carri.
Dopo il pasto e la relativa siesta, circa alle 17:30, nelle tribune installate nella spianata dell’Eremo, i Dulzaineros della Reale Confraternita interpretano Jotas Serranas e il tradizionale Rondón, a cui si aggiungono le Rondallas delle “Peñas”. Poi, verso le 19:30, inizia il Corteo di Ritorno che accompagna l’Immagine della Vergine al suo Santuario a San Lorenzo de El Escorial. Tutte le “Peñas” con i loro carri sfilano davanti all’Eremo. Le Autorità consegnano i Premi e i Trofei assegnati dalla Giuria.
La festa è finita ma il lavoro dei pellegrini continua fino al giorno dopo, il lunedì, che è festivo a San Lorenzo de El Escorial, quando ci si deve preoccupare di ripulire tutto il parco (il Bosque de La Herrería, Paesaggio Pittoresco dal 1961), affinché il luogo, parte della Rete Natura 2000, torni a risplendere, con le sue querce, i frassini e i castagni secolari, in attesa della festa del prossimo anno.









