| Ogni sera serve piatti vibranti e originali arricchiti da prodotti freschi dell’orto biologico all’interno del Resort. In un contesto raffinato ed accogliente si può godere del perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione. Accolti il nuovo Restaurant Manager Giuseppe Laboragine e il nuovo Sommelier Andrea Cuccureddu |

Con l’apertura della nuova stagione di Castiglion del Bosco, A Rosewood Hotel, anche il Ristorante Campo del Drago – Due Stelle Michelin – torna a creare e portare a tavola la sua visione contemporanea della Toscana e la filosofia del “cerchio perfetto”.
Il nome del ristorante onora il Brunello di Montalcino Cru, sottolineando sin da subito il legame con il territorio. La sua filosofia attraversa i sapori della cultura gastronomica toscana – proposti in chiave contemporanea grazie all’identità culinaria personale e professionale dell’Executive Chef Matteo Temperini e del Pastry Chef Michael Boivin.

La cucina di Temperini: ingredienti rigorosamente naturali
La cucina dello Chef Temperini non è oggi solo tecnica, ma anche un atto di responsabilità verso la terra, che si realizza attraverso il rispetto e l’integrità della materia prima, seguendo il ritmo delle stagioni, privilegiando grassi nobili, erbe selvatiche e prodotti del bosco. La missione è quella del “cerchio perfetto“: l’utilizzo integrale dell’ingrediente per azzerare gli sprechi, trasformando ogni scarto in valore.
Gli ingredienti rigorosamente stagionali sono coltivati nell’orto della proprietà – che ha ricevuto quest’anno la certificazione Biologica – e sono il centro e cuore dei menu proposti che rappresentano il territorio, la luce dorata delle colline, il ritmo lento della Val d’Orcia. Guida attenta e creativa del Ristorante Campo del Drago, lo Chef Matteo Temperini ha creato quest’anno tre menu.
Menu dellOrto
Il Menu dell’Orto, l’invito dello Chef a partecipare alla vita quotidiana del borgo, di cui ogni giorno Matteo e la brigata si prendono cura per portare sulla tavola di Campo del Drago il pensato, coltivato e tecnicamente cucinato – come il “Risotto di Asparagi Bianchi di Bassano, Mandorle Fresche, Pesto di Nasturzio” – una metamorfosi vegetale dove l’asparago Dop di Bassano si fa “riso” nella consistenza, viene mantecato con latte di mandorle e guarnito con pesto di nasturzio e mandorle fresche colte dai nostri alberi – o la “Foglia di Cipolla Egiziana al Gratin, Croste di Parmigiano, Sfogliatella” – gli “Gnocchi “Monnalisa”, Funghi di Bosco, Aglio delle Vigne” – la “Tartelletta Vegetale del nostro Orto”.
Menu dello Chef
Nel Menu dello Chef invece Matteo porta in primo piano i sapori forti e protagonisti della sua storia, come nel “Foie Gras “Maison Guedes”, Olivello Spinoso, Pâté en Croûte” – un ponte sensoriale che celebra le esperienze francesi dello Chef, una dualità tra la classicità del pâté en croûte e un’audace interpretazione calda, nata dall’incontro con fornitori d’eccellenza scoperti durante il percorso d’oltralpe; nel “Picio, Crema d’Aglione, Cacciucco, Tamarindo” – nell’ “Agnello dell’Amiata, Radici di Carciofo, Nepitella”.
Menu esperienza
Nel menu Esperienza infine, prende vita il sodalizio tra i sapori locali e la visione internazionale che lo Chef custodisce, grazie alle esperienze in Francia con Alain Ducasse al Ristorante Spoon, a Monaco al Food and Wine, a Le Louis XV, a Firenze all’Enoteca Pinchiorri, a Positano all’Hotel Le Sirenuse e ancora a New York, Lugano e Macao. Nel menu lo Chef da vita a piatti come il “San Pietro Nostrale, Primizie Primaverili, Tartufo Nero Pregiato”, l’anima del Mediterraneo cotta sull’osso per preservarne l’identità, glassata con un fumetto ottenuto dalla sua stessa testa e impreziosita dal tartufo nero pregiato – la “Vitellina Arrostita, Cagliata di Latte Crudo, Borragine, Caviale”, l’essenza del recupero dove il latte diventa cagliata, il siero si fa riduzione e cialda croccante per un’esplosione di umami che avvolge il carré, l’animella e la borragine del nostro orto.

Chef Temperini e la filosofia del cerchio perfetto
“La nostra filosofia del “cerchio perfetto” inizia nel nostro orto biologico – afferma lo Chef Matteo Temperini – Qui pratichiamo un’agricoltura consapevole che alimenta la cucina con erbe spontanee. Questo legame con la terra ci permette di monitorare l’intera filiera e di rispettare la materia prima fin dalla sua nascita, garantendo quella freschezza assoluta che è l’anima di ogni nostra creazione. Desideriamo portare in tavola l’equilibrio perfetto tra la tecnica e l’anima selvaggia del bosco, per una eccellenza che rispetta sempre la stagionalità”.
Questo pensiero si estende anche al mondo della pasticceria, dove l’Executive Pastry Chef Michael Boivin integra nei suoi dolci le primizie che la terra regala. Michael unisce alla sua tecnica di natura francese un profondo rispetto verso le tradizioni toscane e italiane valorizzando antiche ricette. Michael ha un approccio altrettanto rigoroso ed equilibrato. I dessert sono eleganti e mai prevedibili, catturando anche per la loro bellezza estetica.

Anche nel dessert un mondo di sapori
Texture leggere, contrasti delicati, estetica pulita: i dessert accompagnano l’esperienza a tavola verso una chiusura armoniosa, una traccia sottile e persistente, come nel nuovo dessert “Brioche Tostata, Gelato di Pecora e Miele al Cipresso”, che nasce da un desiderio profondo: racchiudere l’anima autentica della Val d’Orcia. Il cuore del piatto è un vellutato gelato alla ricotta di pecora, ad accompagnarlo, una brioche al polline artigianale e una base di antico farro al latte di pecora, che richiama le tradizioni contadine più genuine. Il tocco finale, è un miele fermentato al cipresso e tutti gli ingredienti sono i pezzi di un puzzle che mostra l’anima della Val d’Orcia.
E nel suo dessert iconico, la “Tartelletta Vegetale del nostro Orto” – interamente dedicata all’orto della tenuta. Non si tratta di una ricetta statica, ma di un’entità in continuo mutamento un’evoluzione naturale proprio come il paesaggio locale, questo dessert evolve negli ingredienti e nei sapori seguendo il ritmo delle stagioni. È questa capacità di mutare insieme alla natura che rende la tartelletta il dolce signature del Campo del Drago, un piatto che non è mai uguale a sé stesso, ma che resta fedele alla sua filosofia.
La pasticceria si inserisce con naturalezza nel percorso di Campo del Drago – la stessa naturalezza che vive nella stima e amicizia tra Matteo e Michael – trasformando il finale in un momento di empatia, equilibrio e sorpresa.
Campo del Drago e due nuovi talenti
Campo del Drago inoltre accoglie quest’anno due nuovi talenti, il nuovo Restaurant Manager Giuseppe Laboragine e il nuovo Sommelier Andrea Cuccureddu. Il primo ha costruito il proprio percorso attraverso esperienze in alcune delle realtà più iconiche dell’ospitalità contemporanea, tra cui Piazza Duomo ad Alba come Assistant Restaurant Manager, il Relais & Châteaux Villa Crespi a Orta San Giulio come Maître, il Mandarin Oriental Camélia come Superviseur.
Il suo profilo si è consolidato anche grazie alla partecipazione a competizioni di settore, che ne hanno evidenziato il talento tra i giovani professionisti, portandolo oggi a ricoprire un ruolo in cui coordina l’esperienza complessiva del ristorante, dalla mise en place alla relazione con l’ospite.
Invece Andrea Cuccureddu è il nuovo Sommelier con un percorso costruito in ristoranti di alto livello come Casa di Langa a Cerretto Langhe e La Ciau del Tornavento a Treiso – dove ha maturato un’esperienza trasversale nella gestione del vino. Nel corso della sua carriera ha lavorato alla creazione e allo sviluppo di carte vini complesse, collaborando con chef e management per costruire abbinamenti coerenti e identitari. Oggi, nel ruolo di Sommelier, unisce competenza tecnica e capacità relazionale, contribuendo in modo determinante alla costruzione dell’esperienza gastronomica di Campo del Drago.
L’atmosfera intima e sofisticata si unisce alla carta dei vini, profondamente radicata nel territorio e in dialogo con il paesaggio e la cucina, che celebra il Brunello aprendosi al contempo a una selezione internazionale accuratamente curata. Ne nasce l’identità di Campo del Drago come destinazione toscana cosmopolita, caratterizzata da un’eleganza misurata, in armonia con la natura che lo circonda, uno dei paesaggi più iconici d’Italia.
Castiglion del Bosco: una tenuta di più di 2000 ettari
Posizionata nel cuore del Parco Naturale della Val d’Orcia, sito protetto dall’Unesco, , le cui origini risalgono a circa 900 anni fa; racchiude le antiche rovine del castello del 1100 d.C., una chiesa medievale del XIV secolo ed il borgo – lo storico villaggio che oggi costituisce il cuore pulsante del resort gestito da Rosewood Hotels & Resorts – nel quale sorgono le 42 Suite, abbracciate dalla campagna senese ed in mezzo alla quale sorgono le 11 ville della proprietà. Immancabile la proposta gastronomica che lo Chef Matteo Temperini coltiva ogni giorno.
Gli ospiti di Castiglion del Bosco, A Rosewood Hotel, possono anche scoprire la cantina storica di Castiglion del Bosco dove si produce Brunello di Montalcino, un vino raffinato che affonda le radici nella tradizione locale: rosso rubino, intenso e complesso, con sfumature giallo oro e bordeaux, che rievocano i colori accesi delle vigne illuminate dal sole in autunno. La cantina di Castiglion del Bosco ospita numerose esperienze ed attività relative alla degustazione del vino e l’annuale festa della vendemmia a settembre. Castiglion del Bosco è una cantina storica e una dei maggiori produttori di Brunello di Montalcino, nonché membro fondatore del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino nel 1967. Il nuovo enologo Giuseppe Gorelli supervisiona i rituali del raccolto, un processo di selezione manuale in due fasi e dell’invecchiamento nelle botti, all’interno della cantina di 4.000 m².
Castiglion del Bosco: A Rosewood Hotel
Incorniciato dalle dolci colline della Val d’Orcia, Patrimonio dell’Umanità Unesco, Castiglion del Bosco, A Rosewood Hotel, offre un’autentica immersione nello stile di vita toscano. Situato in un borgo del XII secolo, restaurato con cura dalla famiglia Ferragamo, questo luogo è un rifugio che accoglie gli ospiti come a casa.
La tenuta ospita 42 suite e 11 ville; un tempo casali medievali, ora rifugi intimi, arredati con mobili d’antiquariato accuratamente selezionati e pezzi unici provenienti da tutta Italia. Con un ristorante due stelle Michelin, una trattoria tradizionale e una cantina storica all’interno della tenuta, qui la cucina a km 0 diventa un piacere quotidiano. Un soggiorno a Castiglion del Bosco è al tempo stesso scoperta e relax: passeggiate tra sentieri alberati e antiche rovine, partite di golf su un campo privato, nuotate rigeneranti e trattamenti botanici presso la spa.
Due parole su Rosewood
Rosewood è una collezione globale di hotel, resort e residenze, in continua evoluzione, nata per scoprire i luoghi più straordinari. Con 42 destinazioni uniche, ogni proprietà celebra la cultura e la comunità che la definiscono, sostenendo l’ideale di un’ospitalità capace di arricchire reciprocamente. Ogni dettaglio è accuratamente pensato per raccontare la storia del luogo, offrendo momenti inaspettati di scoperta e connessione. Rosewood Residences estende questo spirito, ispirando uno stile di vita in cui il senso di appartenenza e la curiosità arricchiscono ogni giornata.









