Fino al 9 novembre 2025 nelle sale di Palazzo Buonaccorsi una grande mostra dedicata ai teleri di Renata Boero tra natura, materia e memoria.
La significativa personale “Renata Boero. Teleri”, con grande seguito e attenzione da parte di pubblico e stampa, prosegue presso i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata, fino al 9 novembre. La mostra, curata da Vittoria Coen e Giuliana Pascucci, presenta importanti opere monumentali a parete realizzate tra la metà degli anni Settanta e i primi anni Duemila, che illustrano la feconda poetica dell’artista.
Renata Boero, annoverata fra le figure femminili di spicco nell’arte del secondo Novecento, è attiva sulla scena internazionale dagli anni Sessanta. Una delle prerogative di molti suoi lavori, tra cui quelli che si ammirano in mostra, è l’assenza di supporti fissi che sostengano le tele: il risultato è una fusione simbiotica tra i segni che delineano il racconto cromatico messo in atto dall’artista e l’ambiente circostante, in cui elementi naturali e antropici si mescolano senza riserve. Questa caratteristica permette di entrare in contatto diretto e senza filtri con il nucleo della sua opera, dove spiccano tematiche primordiali legate ai concetti di tempo e memoria.

I grandi teleri in mostra
Questi aspetti si ritrovano nei grandi teleri esposti fra cui alcuni Cromogrammi, nelle Ctò-nio-grafie descritte invece da “scacchiere” più nette e da tonalità più delicate, esito della permanenza nel terreno per lunghi periodi, come nella composizione Fioritura 1 (1990-2000).
In Cromogramma Giallo (1970-1975), la composizione orizzontale è suddivisa in quattro fasce parallele di rettangoli irregolari i cui colori variano dal giallo intenso e materico, nella parte superiore, a tonalità più profonde nella seconda, più calde e equilibrate nella terza. Questa opera suggerisce un processo di trasformazione lento e stratificato.
Una tale suddivisione degli spazi si ritrova anche in Cromogramma (1975-1980) in cui una griglia scandita da fasce di colori scuri e intensi sono attraversati da sfumature di verde, rosso e giallo. I pigmenti, che lasciano affiorare la grana della tela e le tracce del tempo, sono spesso assorbiti nel tessuto o applicati in modo più trasparente.
Presenta toni più caldi Cromogramma Terra (1980-1990), la cui superficie risulta più testurizzata da pigmenti naturali che, oltre a richiamare processi di ossidazione e decomposizione, evocano una forte connessione con la materia e con il ciclo vitale.

Ctò-nio-grafia e Fioritura 1
Con la sua forma quadrata, Ctò-nio-grafia “Paesaggio in rosa” (anni 2000) crea una composizione dal forte equilibrio, in cui predominano sfumature di rosa e velature scure, con tracce che sembrano assorbite nel tempo.
Nel dittico Ctò-nio-grafia, realizzato anch’esso negli anni 2000, le tele mostrano con una griglia di rettangoli piegati e trame visibili cromie terrose, rosate, violacee, con interventi di nero e marrone fra cui alcune zone molto dense e tridimensionali. Legando arte, corpo e tempo in un processo alchemico, l’opera richiama processi organici e naturali.
Fioritura 1 (1990-2000), allusivo alla ciclicità, alla crescita e alla trasformazione, si presenta come un mosaico che evoca elementi naturali come cortecce, fiori e terra. Le tonalità sono vibranti e intensi, con colori caldi, intervallati da punte di blu e violetto. La composizione sembra espandersi lungo un asse centrale, come se la tela avesse assorbito la natura stessa, e la superficie ondulata, che poggia direttamente sul pavimento, aumenta il senso di contatto con lo spazio e con l’osservatore.
Il percorso artistico di Renata Boero
La poetica di Renata Boero trova la perfetta espressione in lavori di grande formato, caratterizzati da reticolati di tinture – ottenute dalla bollitura e dall’ammollo di radici, erbe, tuberi e altri elementi naturali – nei quali natura e spiritualità sono protagoniste del processo creativo.
Si evince dalle opere di Renata Boero la necessità di approfondimento e comprensione dei processi naturali in relazione all’azione umana e l’idea di superamento dell’arte come rappresentazione della realtà. Orienta infatti la sua cifra stilistica verso l’interpretazione della pittura come gesto artistico che non ritrae la natura, bensì la ricostruisce concettualmente.
Traendo spunto da questa esposizione, la Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi organizza – nell’ambito della rete internazionale “Educating Future Citizen” – una Scuola di Alta Formazione, che prevede la presenza dell’artista.
Conclude il percorso espositivo un video che rappresenta una sorta di archivio di gesti compiuti nel fare pittura. La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Sagep Editori con le immagini delle opere esposte e testi di Vittoria Coen, Gianni Dessì e Giuliana Pascucci.
Gli organizzatori
La mostra è organizzata e promossa dal Comune di Macerata, dall’Accademia Belle Arti, dall’Università degli Studi di Macerata. Il patrocinio è della Provincia di Macerata con la Fondazione Marche Cultura e illustra il significativo percorso dell’artista.
Coordinate mostra
Titolo Renata Boero. Teleri
A cura di Vittoria Coen e Giuliana Pascucci
Sede – Musei Civici Palazzo Buonaccorsi, via Don Minzoni, 24 – Macerata
Date – Fino al 9 novembre 2025
Orari – Settembre: da martedì a domenica, ore 10 – 13 / 15 – 19
Ottobre: da martedì a domenica, ore 10 – 13 / 14:30 – 18:30
Novembre: da martedì a domenica, ore 10 – 13 / 15 – 17:30
Ulteriori info
Tel. 0733 256361 – mail: info@maceratamusei.it – Sito web: www.maceratamusei.it









