Parco Naz.le Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: gioiello verde tra Romagna e Toscana

L’area protetta di circa 36 mila ettari spicca dal punto di vista naturalistico come una delle aree forestali più pregiate ed interessanti d’Europa

Tra Romagna e Toscana, a meno di 50km da Firenze e Forlì si estende uno dei patrimoni forestali più importanti d’Italia. Si sta parlando del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, una importante area protetta di 36.000 ettari, equamente divisa tra l’Emilia Romagna e la Toscana, ricca di boschi secolari, santuari e cascate. È considerata un vero e proprio paradiso per gli amanti della montagna e della natura.

Videointervista a Carlo Pedrazzoli e Franco Locatelli dirigenti dell’Ente Parco

Si estende lungo la dorsale appenninica tosco romagnola, scende ripidamente lungo le vallate parallele del versante romagnolo e in maniera più graduale nel versante toscano, che si presenta con pendii più dolci, fino all’ampio fondovalle formato dall’Arno.

Si tratta di un’area molto particolare non solo perché propone a chi la visita un’estrema varietà di paesaggi ma anche perché è in grado di offrire un ventaglio di opportunità, itinerari ed esperienze a dir poco incredibili.

Il Parco delle Foreste Casentinesi è stato inserito nella Green List dello Iucn

L’ambiente e i paesaggi

Il parco eccelle, da un punto di vista naturalistico, come una delle aree forestali più pregiate d’Europa. Nella parte toscana il paesaggio appare più dolce con boschi, pascoli, castagneti e campi coltivati. Invece il lato romagnolo mostra ripidi versanti ricoperti da un folto manto boscoso, alternati da stratificazioni di roccia nuda, e coltivi abbandonati, a cui margini spuntano piccole chiese, mulini in pietra e antichi borghi disabitati.

Risalendo le valli selvagge fino a incontrare le pendici dei monti Falco e Falterona, ci sono alcuni dei siti più belli di tutto l’Appennino emiliano romagnolo. Tra questi impossibile non ricordare le cascate dell’Acquacheta, nei pressi dell’abitato di San Benedetto in Alpe; la foresta di Campigna con il maestoso Palazzo Granducale, residenza di caccia dei Lorena; il borgo di Ridracoli con la sua diga artificiale; e infine la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino (istituita nel 1959) e le sue faggete secolari Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2017, con alberi che superano i 500 anni di età.

All’interno del Parco una ricca varietà di flora e fauna

Il Parco inserito nella Green List Iucn

Nel 2021 il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è stato inoltre inserito nella Green List dello Iucn, la massima certificazione ambientale per le aree protette. È anche un territorio con centri abitati ricchi di storia e di testimonianze artistiche e architettoniche che si offrono al visitatore in una meravigliosa cornice naturale, ricca di flora e di fauna. Tra quest’ultima spicca la più importante popolazione di lupo dell’Appennino settentrionale, nonché l’eccezionale presenza di cinque specie di ungulati: cinghiale, capriolo, daino, cervo e muflone, oltre a tantissimi volatili.

Il parco comprende anche un’area nella quale l’uomo ha sempre vissuto e lavorato, ed è questo il motivo della presenza nel suo territorio dei numerosi ruderi e borghi abbandonati. A causa del massiccio esodo che si è verificato a partire dal secondo dopoguerra, il numero degli attuali abitanti del parco è ridotto a circa 1500 persone.

Questa foresta ha anche rappresentato l’unica vera ricchezza di questo territorio, poiché forniva legname di ottima qualità e dava quindi da vivere alla gente di montagna.

Giglio Martagone.(N. Agostini)

Il Giardino Botanico di Valbonella

Il giardino botanico di Valbonella è un museo all’aperto che si estende per circa due ettari e riproduce gli ambienti vegetali dell’Appennino romagnolo con una ricca collezione di specie, spesso rare e protette, della flora regionale.

Sono tre i percorsi a tema che si possono seguire: il bosco, il torrente e le zone umide, rupi praterie e arbusteti. Lungo i sentieri le piante sono identificate da cartellini con informazioni relative alla specie e all’ambiente in cui vivono. Accanto a queste informazioni ve ne sono altre più specifiche che riguardano la distribuzione della specie nel mondo e la posizione delle gemme della pianta come adattamento per superare la stagione avversa.

Il Sacro Monte della Verna

 Gli eremi di Camaldoli e La Verna

Passeggiando tra abeti, freschi ruscelli e suggestive cascate, si respira la mistica atmosfera di luoghi come gli eremi di Camaldoli e La Verna che nei secoli hanno accolto importanti personaggi di fede e di pensiero (Dante Alighieri, Ludovico Ariosto, San Romualdo e San Francesco d’Assisi).

Il Santuario della Verna donato a San Francesco dal Conte Orlando Cattani di Chiusi nel 1213 come luogo di eremitaggio, si erge sull’orlo di selvagge balze rocciose con alle spalle una secolare selva di abeti e faggi conservata intatta per quasi otto secoli dai monaci francescani.

L’eremo di Camaldoli è stato fondato nel 1012 da San Romualdo che si ritirò in questo luogo, circondato da folte selve di abete. La cura del bosco si è compenetrata nei secoli con la regola dell’Ordine Camaldolese.

Paesaggio autunnale nel Parco. (N. Agostini)

Come e quando è meglio visitare

 L’area protetta si può visitare con piacevoli escursioni a piedi, in mountain bike, a cavallo ed in inverno con gli sci da escursionismo o le ciaspole lungo i circa 600 km di sentieri che si sviluppano all’interno del parco

Il periodo migliore è la primavera quando le foreste primordiali si risvegliano con tutta la loro energia. In estate ci si può lasciare andare a lunghe escursioni mentre l’autunno regala un caleidoscopio di immagini, colori e sapori, con il foliage delle sue foreste e le gustose sagre gastronomiche nei paesi del circondario. In inverno, invece, ci si può perdere nei suoi infiniti orizzonti innevati. Ci sono le piste di sci e di bob, i percorsi di fondo, le discese per lo snowboard, i campi scuola e gli immancabili itinerari tra i boschi con le ciaspole ai piedi.

A tutto ciò si aggiunge la bellezza dei piccoli centri abitati posti all’interno dell’area del parco, come Bagno di RomagnaPremilcuoreSanta SofiaTredozio e San Benedetto in Alpe, scrigni di tradizioni storiche e culturali assolutamente da conoscere e visitare.

Uno dei tanti sentieri che si snodano all’interno del Parco

Il percorso delle Foreste Sacre: dal Lago di Ponte di Tredozio alla Verna

Il Sentiero delle Foreste sacre è un percorso di circa 90 chilometri da fare in sette tappe giornaliere sempre su antichi sentieri, mulattiere e piste forestali, da Lago di Ponte di Tredozio alla Verna. Il tragitto risale l’Alta valle del Tramazzo, scende a San Benedetto per attraversare la meravigliosa valle dell’Acquacheta, giunge in Toscana dal Passo del Muraglione e scende nella solitaria valle di Castagno d’Andrea.

Da qui risale, toccando luoghi che evocano fatti storici e leggende: la Gorga nera, il Lago degli idoli, le Sorgenti dell’Arno, fino al Falterona. Dal Falterona al Falco, la sua montagna gemella, la più alta di tutto l’Appennino tosco-romagnolo (1658 m) con preziose e delicate praterie di altitudine cosparse nei mesi tardo primaverile di straordinarie fioriture.

Scende poi al Passo della Calla da cui inizia il tratto più suggestivo in mezzo alle millenarie Foreste Casentinesi a fianco della Riserva Integrale di Sasso Fratino, per raggiungere Poggio Scali dove guardando a sud si intravede l’inconfondibile sagoma del sacro Monte della Verna, luogo d’arrivo del sentiero, che viene raggiunto attraversando la sua foresta monumentale e la storica mulattiera della “Beccia” fino al Santuario francescano, carico di spiritualità e meta del nostro pellegrinaggio.

Oltre alle sette tappe canoniche c’è anche la cosiddetta “Tappa 0” da Marradi a Lago di Ponte di Tredozio, inizio vero e proprio del percorso. Quest’aggiunta, seppure in un territorio fuori dal Parco e dalla sua competenza sentieristica, ricalca il percorso dell’Alta Via dei Parchi ed offre l’innegabile vantaggio di raggiungere il luogo di Partenza, Marradi, in treno e di visitare luoghi di grande interesse quali Trebbana e l’Eremo di Gamogna.

Infoline

Parco delle Foreste Casentinesi

Palazzo Vigiani – via Guido Brocchi  7 – Pratovecchio (AR)

Tel. 0575 50301

Mail: info@parcoforestecasentinesi.it.

 

Le foto utilizzate: tratte dal sito www.parcoforestecasentinesi.it.

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