Le migliori città al mondo per il”workcation”: nella top ten 2026 c’è anche Napoli

Quarto Barometro annuale di International Workplace Group (IWG): Bangkok guida la classifica globale, seguita da Tokyo e Barcellona. Al settimo posto compare Napoli

Workaction“, spesso chiamato  workcation,  è la la pratica di combinare lavoro e tempo libero per prolungare le vacanze. È quanto emerge dal quarto Barometro annuale “Work from Anywhere” (WFA) di International Workplace Group (IWG), il leader mondiale nelle soluzioni di lavoro ibrido e negli spazi di lavoro flessibili.

IWG, che conta su una rete di oltre 5.000 sedi di spazi di lavoro flessibili in più di 120 Paesi, ha esaminato 50 tra le principali città al mondo per il “workcation”, valutandole tramite l’assegnazione di un punteggio da 1 a 10 in base a criteri chiave come clima, cultura, alloggio, trasporti, qualità e costo del cibo, velocità della banda larga, sostenibilità e disponibilità di spazi di lavoro flessibili.

Napoli fa il suo ingresso direttamente al settimo posto della classifica globale, distinguendosi come la prima destinazione italiana davanti a metropoli del calibro di Lisbona e Seul. La città partenopea ha infatti ottenuto punteggi eccellenti grazie a costi competitivi per i lavoratori da remoto, in particolare per l’accessibilità degli alloggi (6.5), per l’imbattibile rapporto qualità-prezzo del cibo (8.5) e l’efficienza dei trasporti (8), uniti a una straordinaria offerta culturale (9) e alla vicinanza a bellezze naturali uniche (8). Un mix che la rende il capoluogo campano la meta ideale per chi cerca il perfetto equilibrio tra produttività e tempo libero.

Le 10 migliori città per il “workcation”

La Top 10 globale: le migliori città per il “workcation” nel 2026

  1. Bangkok
  2. Tokyo
  3. Barcellona
  4. Porto
  5. Vancouver
  6. Budapest
  7. Napoli
  8. Medellin
  9. Lisbona
  10. Seul

Bangkok al primo posto (106.5/120) – La capitale thailandese conquista la vetta grazie a costi della vita estremamente contenuti, alloggi convenienti (9) e cibo eccellente a prezzi accessibili (9.5). Con una solida infrastruttura internet (9) e una fitta rete di spazi di co-working (10), Bangkok si conferma un hub globale ideale per i nomadi digitali.

Tokyo al secondo posto (96.5/120) – Scivolata di un gradino rispetto allo scorso anno, la metropoli nipponica eccelle per la sicurezza (8.5), la qualità della vita (con un punteggio di “happiness” pari a 9) e un’offerta culturale e gastronomica da 10.

Barcellona al terzo posto (95.5/120) Una delle mete preferite per il lavoro da remoto in Europa, Barcellona si conferma sul podio grazie al clima eccellente (7), alla disponibilità capillare di spazi di lavoro flessibili (10) e qualità della vita (9).

“Workcation”: un trend strutturale che ridefinisce lavoro e viaggi

Il concetto di “workcation” non è più solo una moda passeggera, ma una realtà consolidata, difatti secondo la nuova ricerca globale di IWG, più della metà dei lavoratori (51%) dichiara che la propria azienda offre già politiche di lavoro flessibile. L’impatto di queste misure è largamente positivo: il 90% dei lavoratori afferma che la possibilità di lavorare ovunque da remoto ha migliorato il proprio equilibrio tra vita privata e professionale (work-life balance), e l’80% riscontra un aumento della produttività.

La flessibilità sta inoltre influenzando le decisioni di carriera: l’80% degli intervistati dichiara che tali politiche di lavoro flessibile renderebbero una nuova proposta di lavoro decisamente più interessante, mentre il 62% prenderebbe in seria considerazione l’idea di cambiare azienda.

Il lavoro da remoto

 Il lavoro da remoto sta cambiando radicalmente anche il settore turistico: quasi la metà dei lavoratori (48%) ha in programma di prolungare una vacanza lavorando da remoto nel corso del 2026, e il 46% si dice più propenso a farlo rispetto allo scorso anno. Tra le motivazioni principali che spingono verso la “workcation” spiccano la prevenzione del burnout e il supporto al benessere psicofisico (54%), il desiderio di trascorrere più tempo con amici e familiari (53%) e la necessità di far durare di più i giorni di ferie (52%).

 “Stiamo assistendo a un numero sempre maggiore di lavoratori  che scelgono di prolungare i propri viaggi per lavorare da remoto o di trascorrere lunghi periodi all’estero come nomadi digitali – ha detto Mark Dixon, Fondatore e Presidente Esecutivo di IWG  – Grazie al lavoro ibrido e alle tecnologie cloud, i dipendenti hanno oggi la libertà di lavorare dove e quando sono più produttivi: che si tratti dell’ufficio flessibile dietro l’angolo o di uno spazio di co-working dall’altra parte del mondo”.

Per molti – ha proseguito Mark Dixon – i giorni dei lunghi e faticosi spostamenti quotidiani per raggiungere l’ufficio sono ormai un ricordo del passato, lasciando spazio a una nuova libertà di esplorazione. Moltissime aziende stanno adottando politiche di lavoro flessibile e di ‘Work From Anywhere‘, in particolare durante i mesi estivi. Questo non solo migliora il benessere dei dipendenti e riduce il rischio di burnout, ma genera anche enormi vantaggi in termini di produttività”.

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