| Una nuova visione gastronomica affidata allo chef Francesco Antonio Di Mauro tra storia, architettura e alta cucina contemporanea nella ex Chiesa di Sant’Antuono |
![]() |
Nel cuore del porto di Trani, dove il mare incontra la pietra e la spiritualità della città si intreccia con secoli di storia mediterranea, rivive oggi uno dei luoghi più simbolici della costa adriatica pugliese: la ex Chiesa di Sant’Antuono (o Sant’Antonio Abate), inglobata nel celebre Fortino sul mare, oggi sede del ristorante Le Lampare al Fortino.
Un luogo sospeso nel tempo, la cui origine risale probabilmente al XII secolo. Nata come chiesa votiva affacciata sul mare — secondo la tradizione voluta da un capitano sopravvissuto a una tempesta — la struttura divenne nel corso dei secoli parte integrante del sistema difensivo del porto di Trani. Nel 1541 il Viceré Pietro De Toledo promosse infatti la ricostruzione dell’arco del molo e del fortino destinato alla protezione dell’imboccatura del porto, inglobando definitivamente la preesistente chiesa all’interno della fortificazione.
Le sue navate, le colonne in pietra, le tracce architettoniche medievali e le stratificazioni storiche raccontano una lunga vicenda fatta di trasformazioni, abbandono e rinascita. Dopo essere stata sconsacrata già nel 1478 e trasformata in cantiere e deposito per imbarcazioni, la struttura attraversa secoli di silenzio fino agli interventi di recupero contemporanei.
![]() |
Ex Chiesa di Sant’Antuono: esempio virtuoso di “cultura del riuso”
Oggi il complesso rappresenta un esempio virtuoso di “cultura del riuso”, concetto che negli ultimi decenni ha contribuito alla valorizzazione del patrimonio storico europeo attraverso progetti capaci di restituire vita e funzione a luoghi dimenticati.
Il recupero dell’ex Fortino Sant’Antuono, avviato dopo la concessione affidata nel 2005 alla società Le Lampare, è stato sviluppato nel pieno rispetto dei principi di riconoscibilità e reversibilità architettonica, sotto la supervisione della Soprintendenza competente.
Gli interventi hanno preservato integralmente l’identità storica del complesso: la pavimentazione galleggiante, le superfici in cristallo che valorizzano pilastri e strutture originarie, il restauro conservativo delle murature storiche e l’inserimento degli impianti senza alterare le strutture originarie restituiscono oggi uno spazio dove memoria e contemporaneità convivono in equilibrio.
![]() |
Lo chef napoletano Francesco Antonio Di Mauro
All’interno di questo scenario prende forma una nuova visione gastronomica affidata allo chef Francesco Antonio Di Mauro. Nato a Napoli nel 1987, dopo il diploma all’Istituto Alberghiero Giacomo Rossini, Di Mauro intraprende un percorso internazionale che lo porta a confrontarsi con alcune delle realtà più significative della ristorazione europea. Muove i primi passi da Don Alfonso 1890 e successivamente nelle cucine francesi legate ad Alain Ducasse.
La sua formazione prosegue tra Copenaghen, la Spagna, il Sud America e la Thailandia, esperienze che segnano profondamente la sua identità culinaria. È soprattutto la cultura gastronomica thailandese a influenzare il suo linguaggio gastronomico, costruito su contrasti netti, tensioni aromatiche e una ricerca costante dell’equilibrio.
![]() |
La cucina “personale” dello chef Di Mauro
Autodidatta per scelta, Di Mauro sviluppa una cucina personale che intreccia la tradizione dei Monzù del Sud Italia con suggestioni internazionali, mantenendo però un legame profondo con le proprie radici mediterranee. Una visione che lui stesso definisce fondata su “mistica e disciplina costante”, dove tecnica, introspezione e contemporaneità convivono in un racconto gastronomico identitario.
L’influenza della grande cucina spagnola — da Ferran Adrià a Eneko Atxa, passando per Martín Berasategui, Andoni Luis Aduriz e Dabiz Muñoz — lo porta a lavorare tra Barcellona e Madrid, diventando ambasciatore della cucina italiana nella Penisola Iberica e ottenendo riconoscimenti dall’Accademia della Cucina Italiana in Spagna.
Oggi il ritorno in Italia coincide con la realizzazione di un progetto maturato nel tempo: guidare la cucina de Le Lampare al Fortino e trasformare questo luogo storico in una destinazione gastronomica contemporanea capace di unire patrimonio culturale, identità territoriale e ricerca culinaria.
Tra pietra, mare e memoria, Le Lampare al Fortino si propone così come un’esperienza che supera il concetto tradizionale di ristorazione: un luogo dove architettura, storia e cucina dialogano per restituire nuova vita a uno dei simboli più affascinanti di Trani.
Infoline
Ristorante Le Lampare al Fortino
Via Tiepolo s.n. – Molo Sant’Antonio (c/o Fortino) – Trani (Bat)
Tel. +39 0883.480308
Mail: info@lelamparealfortino.it













