| La Francia continua a sorprendere con il turismo green, uno dei racconti più interessanti della destinazione. Dai grandi festival botanici ai villaggi fioriti, dai giardini sospesi sulle falesie della Normandia ai canali coltivati della Piccardia nel Nord della Francia |
Indice dell'articolo
Si parte dal celebre Festival Internazionale dei Giardini di Chaumont-sur-Loire, appuntamento imprescindibile per chi ama il garden design e si arriva in Normandia dove si incontrano gli straordinari Hortillonnages di Amiens passando per il fascino senza tempo di Chédigny e per i bellissimi Giardini di Étretat. Quattro destinazioni dedicate al turismo esperienziale e slow ed altrettanti modi diversi di raccontare il rapporto tra uomo e natura
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| Festival dei giardini © Eric Sander pour le Domaine de Chaumont sur Loire |
Chaumont-sur-Loire ed il Festival dei Giardini
Tra i castelli della Loira e le anse tranquille del fiume più poetico di Francia, esiste un luogo dove il paesaggio si trasforma ogni anno in manifesto creativo. È il Festival International des Jardins de Chaumont-sur-Loire, appuntamento imprescindibile per chi ama il garden design, la botanica contemporanea e le esperienze culturali immersive.
Fino al prossimo 1° novembre , la kermesse torna nel cuore del Domaine de Chaumont-sur-Loire con il tema “Le jardin fait son cinéma” — “Il giardino fa il suo cinema”. Un invito a leggere il paesaggio come scenografia, racconto, emozione visiva.
Nato nel 1992, il festival è considerato uno dei più importanti laboratori internazionali di sperimentazione paesaggistica. Ogni anno designer, architetti del paesaggio, artisti e botanici provenienti da tutto il mondo realizzano circa venti giardini effimeri che reinterpretano il rapporto tra natura, arte e società contemporanea.
L’edizione 2026 promette un percorso immersivo dove sentieri, installazioni vegetali e giochi prospettici evocheranno set cinematografici a cielo aperto. I visitatori attraverseranno “scene” botaniche costruite come sequenze narrative: giardini che parlano di memoria, movimento, luce, illusioni ottiche e paesaggi interiori.
Chaumont: destinazione culturale completa
Ma Chaumont non è soltanto un festival. È una destinazione culturale completa, sospesa tra patrimonio storico e ricerca contemporanea. Il castello domina la Loira dall’alto di una collina e conserva il fascino dei grandi château rinascimentali francesi, mentre il dominio ospita installazioni d’arte contemporanea, serre sperimentali, collezioni botaniche e i celebri Prés du Goualoup, oltre dieci ettari di giardini permanenti ispirati alle grandi tradizioni paesaggistiche del mondo — dal Giappone alla Corea, fino ai giardini inglesi.
La destinazione è ideale anche per un itinerario più ampio nella Valle della Loira. Tra Blois e Tours, Chaumont si inserisce perfettamente in un viaggio tra vigneti, castelli Unesco, piccoli villaggi e piste ciclabili lungo il fiume. La regione è raggiungibile facilmente da Paris in meno di due ore di treno, rendendola una destinazione perfetta anche per un long weekend culturale.
Negli ultimi anni il festival ha conquistato non solo professionisti del paesaggio e appassionati di botanica, ma anche un pubblico internazionale attratto dall’approccio interdisciplinare del Domaine: qui il giardino non è decorazione, ma linguaggio contemporaneo. Un luogo dove ecologia, arte e immaginazione dialogano continuamente.
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| Loches © Massimo Ripani |
Chédigny e Loches: un viaggio tra rose, silenzio e tanta natura
Nel cuore della Touraine, lontano dai percorsi più battuti dei grandi castelli della Loira, esiste un piccolo angolo di Francia dove il paesaggio sembra scritto da un giardiniere-poeta. È qui che sorge Chédigny, il primo villaggio francese classificato come “Jardin Remarquable”, un luogo in cui le strade non sono semplici vie di passaggio, ma corridoi botanici profumati di rose antiche, lavanda e piante perenni.
A pochi chilometri da Loches, cittadina medievale dominata dalla sua imponente cittadella, Chédigny appare quasi irreale: mille rosai si arrampicano sulle facciate in pietra chiara, i marciapiedi sono stati sostituiti da aiuole fiorite e il traffico rallenta fino a diventare presenza discreta. L’idea nacque alla fine degli anni Novanta, quando il comune decise di trasformare il borgo in un vero giardino abitato, eliminando cemento e parcheggi per restituire spazio al verde e ai residenti.
Un laboratorio di biodiversità a cielo aperto
Passeggiare qui significa attraversare un laboratorio di biodiversità a cielo aperto. Oltre alle celebri rose — più di 270 varietà — il villaggio ospita migliaia di vivaci erbacee, bulbi primaverili e arbusti ornamentali. Nessun dettaglio appare casuale: ogni scorcio è pensato per fondere architettura rurale e paesaggio botanico in un equilibrio delicato e naturale.
Il cuore simbolico del borgo è il “Jardin de Curé”, l’antico giardino del presbiterio. Qui convivono piante medicinali, ortaggi dimenticati, alberi da frutto e specie aromatiche in una composizione che richiama la tradizione dei giardini monastici francesi. Un luogo silenzioso, quasi contemplativo, dove la botanica incontra la memoria rurale.
E poi c’è Loches, elegante e austera, con le sue mura medievali e il fascino delle città di confine tra storia e natura. La vicinanza tra la monumentalità di Loches e la leggerezza floreale di Chédigny crea uno dei contrasti più affascinanti della Valle della Loira: da una parte le fortezze e la pietra, dall’altra il profumo delle rose e la lentezza dei giardini.
Ogni primavera, durante il celebre Festival delle Rose, Chédigny si trasforma in una destinazione internazionale per appassionati di botanica, paesaggisti e viaggiatori in cerca di bellezza discreta. Non è soltanto un evento floreale: è una dichiarazione culturale su come un villaggio possa reinventarsi attraverso il verde.
Per chi sogna un viaggio lento, fatto di sentieri, giardini e piccoli caffè francesi nascosti tra i rosai, Chédigny e Loches rappresentano una deviazione necessaria. Un invito a rallentare, osservare e lasciarsi guidare dai fiori.
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| Le jardins d’Etretat © Vincent Rustuel |
I Giardini di Étretat: in Normandia arte, mare e natura si incontrano
Sospesi tra cielo e oceano, affacciati sulle celebri scogliere bianche della Normandia, i Giardini di Étretat sembrano usciti da un sogno impressionista. Qui il vento dell’Atlantico scolpisce le nuvole, il mare cambia colore ogni ora e la natura diventa arte vivente. Visitare Étretat significa immergersi in uno dei paesaggi più poetici di Francia, un luogo che da secoli ispira pittori, scrittori e viaggiatori.
Un giardino contemporaneo con radici storiche
I Giardini di Étretat, oggi conosciuti in tutto il mondo per le loro forme sinuose e scenografiche, sorgono sul terreno di una storica villa normanna del XIX secolo appartenuta all’attrice Madame Thébault, amica del pittore Claude Monet. Fu proprio Monet a rendere immortali le scogliere di Étretat nei suoi celebri dipinti, catturando la luce mutevole della costa normanna.
Negli ultimi anni il giardino è stato reinterpretato in chiave contemporanea dal paesaggista Alexandre Grivko, che ha trasformato lo spazio in un’opera d’arte botanica. Le siepi scolpite sembrano onde marine, i percorsi si intrecciano come labirinti poetici e le installazioni artistiche dialogano continuamente con il panorama naturale.
Passeggiare tra questi giardini significa vivere un’esperienza immersiva: ogni punto panoramico regala una prospettiva diversa sulle falesie e sull’arco naturale che ha reso Étretat famosa nel mondo.
Étretat: il fascino autentico della Normandia
Piccola cittadina di pescatori affacciata sulla Manica, Étretat conserva ancora oggi un’atmosfera elegante e rilassata. Le case in pietra e legno, le stradine fiorite e il lungomare contribuiscono a creare un paesaggio dal fascino senza tempo.
Le sue iconiche falesie calcaree — scolpite dal vento e dal mare — rappresentano uno dei panorami più spettacolari della Francia settentrionale. Tra le più celebri troviamo la Falaise d’Aval e la Falaise d’Amont, protagoniste di numerose opere artistiche e letterarie.
La zona è ideale per chi ama il turismo lento: sentieri panoramici, piccoli caffè, gallerie d’arte e mercatini locali invitano a rallentare e osservare il paesaggio con calma.
Tra impressionismo, cultura e natura
La Normandia è una terra profondamente legata all’arte. Oltre a Monet, anche Gustave Courbet, Eugène Boudin e Maurice Leblanc — il creatore di Arsène Lupin — hanno trovato qui ispirazione.
Non lontano da Étretat si possono visitare città ricche di storia come Honfleur e Rouen, oppure percorrere la celebre “Route des Impressionnistes”, tra campi verdi, villaggi costieri e cieli infiniti.
Per gli amanti della natura, la regione offre spettacolari itinerari a piedi lungo la costa, ideali soprattutto in primavera e in estate, quando la luce nordica rende il paesaggio ancora più suggestivo.
Eventi e appuntamenti da non perdere a Étretat
Oltre alla straordinaria bellezza del paesaggio, Étretat è anche una destinazione vivace dal punto di vista culturale. Durante l’anno, i Giardini di Étretat ospitano esposizioni artistiche, installazioni fotografiche ed eventi legati al dialogo tra arte contemporanea e natura.
Tra gli appuntamenti più interessanti del 2026 spicca la mostra fotografica “Instants Fragiles”, in programma dal 5 al 7 giugno presso i Giardini di Étretat. L’esposizione raccoglie gli scatti del fotografo Yann Monel, realizzati durante le stagioni più silenziose del giardino: nebbie mattutine, geometrie verdi immerse nel gelo e atmosfere sospese che raccontano il lato più intimo e poetico del luogo.
I Giardini organizzano inoltre percorsi immersivi, visite artistiche e installazioni temporanee che cambiano con le stagioni, rendendo ogni visita diversa dalla precedente. La filosofia del luogo è quella di trasformare il paesaggio in un’esperienza sensoriale e contemplativa, dove botanica, scultura e panorama naturale convivono in armonia.
Anche la cittadina di Étretat, soprattutto nei mesi estivi, propone numerosi eventi culturali: concerti sul mare, mercatini artigianali, festival dedicati all’arte e appuntamenti gastronomici legati alla tradizione normanna. Le passeggiate al tramonto lungo le falesie e gli eventi all’aperto trasformano il borgo in una delle mete più suggestive della costa francese.
Per chi ama viaggiare seguendo il ritmo della cultura e della natura, Étretat riesce così a offrire non soltanto panorami spettacolari, ma anche un calendario di esperienze autentiche e raffinate.
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| Hortillonnages – Amiens ©Nicolas Bryant |
Gli Hortillonnages di Amiens: un paradiso verde di oltre 300 ettari
C’è un luogo nel nord della Francia dove l’acqua non separa la città dalla campagna: le intreccia. A pochi passi dal centro di Amiens esiste un mosaico di canali, isole coltivate e giardini sospesi nel tempo chiamato hortillonnages. Un paesaggio raro, nato dal lavoro umano e diventato oggi uno degli angoli più poetici d’Europa.
Un labirinto verde nel cuore della Piccardia nel Nord della Francia
Gli hortillonnages si estendono su circa 300 ettari di piccoli appezzamenti separati da canali stretti, chiamati rieux. Il nome deriva da “hortillon”, termine medievale che indicava i coltivatori di ortaggi.
Per secoli queste terre paludose sono state modellate a mano: il fango veniva estratto dai canali e accumulato per creare isolette fertili. Da lì partivano le barche cariche di lattuga, cipolle, porri e cavolfiori dirette verso il mercato cittadino.
Ancora oggi, navigando lentamente tra i canali, si percepisce questa origine agricola. Ma gli hortillonnages non sono più soltanto orti: sono diventati un ecosistema culturale e naturale, dove convivono biodiversità, turismo lento e arte contemporanea.
Un paesaggio che cambia con le stagioni
In primavera il verde esplode ovunque: salici piegati sull’acqua, iris selvatici, ortensie e orti coltivati con cura quasi rituale. In estate, le barche elettriche scorrono silenziose tra riflessi e passerelle di legno. L’autunno invece trasforma tutto in una tavolozza ramata che sembra uscita da un dipinto impressionista.
Gli abitanti di Amiens raccontano spesso che gli hortillonnages non si visitano davvero: si attraversano lentamente. È un luogo che obbliga a rallentare.
Il festival d’arte che dialoga con la natura
Ogni anno gli hortillonnages diventano anche un enorme museo a cielo aperto grazie al
Festival International de Jardins | Hortillonnages Amiens.
L’ edizione è in pieno svolgimento e continuerà fino al prossimo 11 ottobre e trasformerà ancora una volta canali, isole e giardini in un percorso tra arte contemporanea, paesaggio e installazioni immersive.
Le opere sono distribuite tra:
- l’Île aux Fagots
- l’Île Robinson
- il Chemin du Malaquis
- gli stagni di Camon
e si visitano sia a piedi sia in barca elettrica silenziosa.
Per molti visitatori è proprio questo il fascino del festival: non esiste un “percorso museale” tradizionale. Qui l’arte emerge tra salici, orti, riflessi d’acqua e piccoli pontili di legno.
Il modo migliore per visitarli
La vera esperienza degli hortillonnages è sull’acqua. Le tradizionali barche piatte permettono di infilarsi nei canali più stretti e silenziosi.
Molti visitatori partono dal quartiere di Saint-Leu, il volto più pittoresco di Amiens, fatto di casette colorate e vecchi mulini riconvertiti in caffè e atelier.
Chi ama la fotografia trova qui luce morbida, riflessi continui e prospettive quasi nordiche. Chi cerca tranquillità trova invece qualcosa di più raro: un paesaggio ancora intimamente legato ai suoi ritmi originari.
Perché vale il viaggio
In un’epoca in cui molte destinazioni europee sembrano costruite attorno al turismo veloce, gli hortillonnages di Amiens rappresentano il contrario: un luogo che premia lentezza, osservazione e silenzio. Non hanno la monumentalità di Parigi né il glamour delle grandi città francesi. Ma proprio per questo restano impressi. Perché qui la vera attrazione non è qualcosa da “vedere”. È l’atmosfera.













