Idrija: una cittadina slovena con 500 anni di storia e tre perle Unesco

I suoi fiori all’occhiello sono il merletto lavorato a mano, l’ex miniera di mercurio, il Geoparco e gli žlikrofi, tipici ravioli idrijčani  a mezzaluna. Cosa  vedere nel centro storico e nei dintorni

Idrija, è una cittadina affascinante e misteriosa, ricolma di storia e cultura. È adagiata lungo la stretta vallata del fiume Idrijca, nella Slovenia nord occidentale, dove il mondo prealpino incontra quello carsico. Una piccola perla ad una sessantina di chilometri da Lubiana e da Gorizia e Nova Gorica e 90 da Trieste.

Idrija e le sue tre designazioni Unesco

Una delle sue caratteristiche maggiormente riconoscibili è che è una delle poche città al mondo con ben tre riconoscimenti Unesco a dimostrazione del suo eccezionale patrimonio industriale, culturale e naturale.

La prima fa parte del Patrimonio Culturale dell’Umanità è l’estrazione del mercurio (qui è stata in attività per circa 500 anni la seconda miniera di mercurio più grande del mondo), la seconda è inserita nel Patrimonio Culturale Immateriale e si tratta  merletto fatto a mano col tombolo e la terza è il Geoparco Globale Unesco – iscritto  nel Patrimonio Naturale –  che comprende un territorio di quasi 300 km² che arriva ad includere alcuni dei monumenti più riconoscibili del patrimonio naturale e culturale di Idrija.

Videointervista a Robert Šinkovec, Mirka Rupnik e Tomaž Bizjak

Idrijski žlikrofi una leccornia a forma del petit chapeau di Napoleone

Idrijski žlikrofi.@Jošt Gantar

A queste secondo i buongustai bisogna aggiungerne una quarta: gli “Idrijski žlikrofi”, i tipici ravioli idrijčani  con un ripieno molto gustoso a base di patate, cipolla, lardo speziato (zaseka) o pancetta affumicata tritata, erba cipollina (šnitleh), pepe nero e maggiorana. Una delle particolarità che li contraddistingue ancora oggi è che sono tutti fatti a mano.

La loro forma a mezzaluna sembra riportare al “Petit chapeau di Napoleone. Infatti una leggenda locale narra che furono preparati per la prima volta in occasione della visita ad Idrija del condottiero transalpino. Per rendergli omaggio vennero creati dei ravioli che si ispiravano al suo famoso “cappello a forma di bicorno che Napoleone indossava sempre per distinguersi da generali ed ufficiali del suo esercito.

Agli žlikrofi è anche dedicato un seguitissimo festival. L’edizione 2026 è in programma il 22 agosto al Parco Mejca dove sarà possibile assaggiare una trentina di varianti di questi gustosi fagottini ripieni che la Ue nel 2010 ha iscritto nel Registro delle specialità tradizionali garantite e tutelate a livello europeo.

Idrija: il luogo dove lo škafar ha trovato il mercurio nel 1490.@T.Argazzi

Idrija: una storia iniziata alla fine del XV secolo

La sua storia è iniziata oltre 500 anni fa quando uno škafar, un artigiano costruttore di mastelli, botti e recipienti in legno, trovò in un ruscello gocce di una sostanza scintillante, insolitamente densa e pesante. Si scoprì poi che era mercurio, un prezioso metallo liquido, a quell’epoca chiamato “argento vivo” in ragione del suo colore, che da quel momento segnò la vita di Idrija che da piccolo villaggio agricolo si trasformò in uno dei centri minerari più importanti d’Europa, la cui economia ha ruotato per cinque secoli attorno all’estrazione di quel prezioso metallo.

E la visita al centro storico di Idrija  può iniziare proprio dal luogo in cui lo škafar scoprì il mercurio. In quel punto è stata eretta la chiesetta gotica della Santissima Trinità (Cerkev sv. Trojice), l’edificio religioso più antico di Idrija  con un pregevole presbiterio tardo gotico.

Idrija: la scuola di merletto attiva da 150 anni. @Dunja Wedam

La scuola del Merletto: attiva da 150 anni

A poca distanza si incontra piazza Mestni Trg, una delle quattro che racchiudono il centro storico di Idrija. È dominata dal Municipio in stile Liberty, costruito nel 1898 e  dalla prestigiosa Scuola di merletto, che da 150 anni, precisamente dal 1876, si occupa dell’insegnamento, della conservazione e dello sviluppo del “klekljanje idrijske čipke, l’arte del merletto a mano. Oggi la scuola frequentata da oltre 400 allievi oltre a tramandare questa preziosa arte alle nuove generazioni sviluppa nuovi approcci e prodotti innovativi, che collocano il merletto nelle tendenze moderne della moda e delle arti.

Apiario comunale di Idrija. @T.Argazzi

Idrija: comune amico delle api

La cittadina slovena vanta una lunga tradizione legata all’apicoltura, tanto da essere annoverata tra i comuni amici delle api, offrendo storici apiari decorati, percorsi naturalistici del miele ed esperienze di apiterapia. Nel centro cittadino c’è l’apiario comunale, fatto costruire nel 1925 da Franc Lapajne, un importante commerciante di merletti.

Idrija apprezzata anche da Pier Paolo Pasolini

La cittadina ha occupato un posto speciale ed affettuoso nella memoria di Pier Paolo Pasolini. Il legame tra il poeta e intellettuale friulano risale alla sua infanzia quando visse lì con la famiglia per un anno (1930 – 1931) in ragione degli incarichi del padre Carlo Alberto ufficiale dell’esercito italiano: in quegli anni Idrija era in territorio italiano. Ha frequentato la quarta elementare e successivamente ha rievocato con affetto il periodo idriano in alcuni versi contenuti nella raccolta Via degli Amori (per un poema della mia infanzia).

Galleria Antonijev rov. @Jani Peternelj

La miniera di Idrija è patrimonio Unesco

Il “pezzo” forte di Idrija è sicuramente la sua miniera che l’Unesco ha inserito nell’elenco dei beni di valore universale. Un reticolo di 700 chilometri di gallerie e di livelli collegati gli uni agli altri da scale di legno che si inabissano per 400 metri nel sottosuolo.

E’ visitabile solo in minima parte e sempre con una guida. Sono previsti vari tour giornalieri della durata di un’ora e mezza (costo 20 euro), che diventano più frequenti nel periodo estivo. All’entrata viene fornito il casco protettivo e la giacca a vento in quanto all’interno delle gallerie la temperatura è di circa 10-11°C.

Si entra da Antonijev rov, la Galleria di Antonio, che si trova in Kosovelova ulica all’interno del Šelštev, il palazzo dove avveniva l’adunata quotidiana dei minatori. Qui si viene accolti  da un grande cartello con la scritta “Srečno” che in sloveno significa “buona fortuna”. Quella che si auguravano i minatori, ogni mattina, prima di entrare in miniera per un turno di lavoro, massacrante, nelle viscere della terra.

Appena entrati si seguono i binari di una bassa galleria fino alla Cappella s.v.Troijca (della Santa Trinità) con le statue di Sant’Acazio e Santa Barbara, i Santi  che gli “knapi” (i minatori) andavano a ringraziare per un nuovo giorno di vita.  Da qui si inizia a scendere  nelle viscere della miniera, per andare alla scoperta di un mondo senza luce, circondati da rocce che trasudano mercurio e con tutti quei rumori in sottofondo che un tempo scandivano la quotidianità dei minatori.

Perkmandlc, il leggendario folletto della miniera

Quasi al termine del percorso compare anche Perkmandlc, il leggendario folletto della miniera con il suo berretto rosso e la giubba verde che sembra quasi indicare la strada giusta per l’uscita. Ed infatti dopo poche decine di passi  si trova la ripida scala, scavata nella roccia, che riporta davanti alla cappella della Santa Trinità e da lì all’uscita.

Klavže imponenti dighe in pietra e legno sparse nei dintorni di Idrija.@Bojan Tavčar

La miniera e le infrastrutture collegate tutelate dall’Unesco

La tutela Unesco non include solo la miniera, ma l’intero impianto industriale e l’architettura cittadina legata alla vita dei minatori. Quindi comprende, oltre ad Antonijev rov il seicentesco Castello Gewerkenegg, le infrastrutture tecniche tra cui la Kamšt, la più grande ruota idraulica in legno d’Europa usata per pompare l’acqua fuori dalla miniera, le Klavže imponenti dighe in pietra e legno sparse nei dintorni, utilizzate per accumulare l’acqua e trasportare il legname verso la miniera tramite la forza del fiume, la Fonderia Hg dove venivano lavorate le tonnellate di mercurio estratte dalla miniera  la “pr’ Kosu”, la casa del minatore con un grande tetto spiovente che si trova su una collinetta, non lontano dal centro cittadino.

Castello Gewerkenegg. @Jošt Gantar

Grad Gewerkenegg: un imponente Castello minerario oggi museo civico

 L’imponente Castello di Gewerkenegg, che dall’alto di Prelovčeva ulica  domina il centro storico di Idrija, è sicuramente uno dei suoi simboli più riconoscibili. Intanto è l’unico caso al mondo di “castello minerario”. Infatti non è mai stato residenza di famiglie nobili ma era utilizzato come sede amministrativa della miniera cittadina, dall’inizio del XVI secolo fino al termine della Seconda guerra mondiale.

Le sue cantine ben costruite e sorvegliate servivano come deposito sicuro per il prezioso mercurio in attesa di essere spedito in ogni parte del mondo. Oggi il maniero rinascimentale ospita il Museo Civico di Idrija che presenta al visitatore con due mostre assolutamente da vedere.

La prima riguarda i “Cinque secoli della miniera di mercurio e della città di Idrija”. Inaugurata nel 1995, intende rappresentare in modo esauriente, chiaro ed avvincente i cinque secoli della miniera cittadina.

La seconda riguarda  “Il merletto di Idrija, un storia scritta con il filo”. È collocata al secondo piano e contiene oltre 8.000 oggetti.  Una chicca è la grande tovaglia interamente creata a tombolo, larga 1,8 metri e lunga tre metri. Un prodotto eccezionale, completo di 24 tovaglioli di lino con bordo di pizzo cucito, che doveva essere donato alla moglie di Tito. Sebbene tale opera d’arte non le sia mai stata consegnata è nota al pubblico come la “Tovaglia di Jovanka”.

L’imponente ruota Kamšt. @Jošt Gantar

La kamšt di Idrija: una perla del patrimonio tecnico sloveno

La Kamšt è un dispositivo che serviva a pompare fuori l’acqua dagli spazi più profondi della miniera. La sua particolarità più evidente è la grande ruota motrice in legno di 13,6 m di diametro. Le kamšt hanno rappresentato una vera rivoluzione nella tecnologia di pompaggio dell’acqua. Entrate in funzione a partire dal XVI secolo la loro efficacia è stata tale che alcune sono rimaste in attività anche dopo l’avvento degli impianti a vapore realizzati a tale scopo.

Il museo all’interno della ex Fonderia Hg.@Jošt Gantar

La Fonderia Hg: la storia del mercurio dal minerale alle gocce

 Molto interessante la visita alla Fonderia Hg dove in cinque secoli sono state lavorate quantità impressionanti di mercurio. Il tour è articolato in due parti, la prima comprende una dimostrazione interattiva, in sloveno ed inglese, riguardo alle tecniche utilizzate per estrarre il minerale dal mercurio e gli usi passati e presenti. La seconda è relativa alla visita vera e propria agli impianti dell’ex fonderia: dai nastri trasportatori, alla teleferica, dal trituratore al forno rotante. Una chicca assolutamente da vedere prima di lasciare Idrija.

Il Geoparco Globale di Idrija: Patrimonio Unesco

Il Geoparco di Idrija si estende sull’intero territorio comunale di circa 300 chilometri quadrati. Grazie al suo ricco patrimonio naturale e culturale è una delle regioni più affascinanti della Slovenia. La sua posizione al crocevia tra le Alpi e le Dinaridi, nei Balcani occidentali determina un territorio estremamente vario e diversificato, con profonde gole, vasti altipiani e alte vette che offrono panorami che spaziano dalle Alpi al Mar Adriatico.

iL Lago Selvaggio (Divje Jezero).@Dunja Wedam

I dintorni di Idrija: il Lago Selvaggio

Per chi è alla ricerca di vacanze tranquille a stretto contatto con la natura, i dintorni di Idrija sono un paradiso. Una chicca è il Lago Selvaggio (Divje Jezero) che si trova  a circa tre chilometri dalla città lungo la strada Idriskij Log e fa parte del Krajinski park Zgornja Idrijca, un parco di 4.230 ettari per la maggior costituiti da colline e boschi.

Costeggiando il Lago Selvaggio e poi attraversando un ponte tibetano sospeso sull’ Idrijca si arriva al “rake” un canale artificiale lungo circa 4 chilometri, costruito nel XVI secolo per fornire acqua alla miniera di mercurio. Oggi l’intera area è protetta dall’Unesco ed il canale è affiancato da un pregevole percorso didattico naturalistico dove è possibile toccare con mano le tante peculiarità storiche e geologiche di questo territorio.

Ocvirkovca: una roulade di pasta ripiena di carne di maiale

Idrija e la sua cucina

Non si può lasciare la cittadina senza avere provato la sua cucina, la “idrijska kuhinja”, un crocevia di gustose sorprese. Molti dei piatti che oggi fanno bella mostra nei menu dei ristoranti del territorio, affondano le radici nella cucina povera, quella delle famiglie dei minatori, le cui pietanze giornaliere erano preparate essenzialmente con gli ingredienti forniti dall’orto dietro casa.

L’offerta culinaria oltre agli žlikrofi, di cui abbiamo già detto, propone anche lo smukavc, una minestra con cavolo e patate, poi l’ocvirkovca e la zeljševka, due roulade di pasta soffice e morbida, la prima ripiena di “ocvirki”’ (carne di maiale fritta) e la seconda di erba cipollina. Da provare anche gli štruklji di Fara, rotoli di pasta ripieni di ricotta e cotti al forno e per dessert il  “Tortino Rezi” che racchiude tutti gli elementi più caratteristici di Idrija: le sfumature rossastre ricordano i colori del suo mondo sotterraneo ricco di cinabro, mentre il merletto di zucchero, sopra la glassatura di cioccolato, ne mette in risalto il lato più morbido e sofisticato. Una vera leccornia, assolutamente da assaggiare.

 Infoline

Ente del Turismo di Idrija 

Via Prelovčeva 5 – 5280 Idrija

Tel. +386 (0)5 37 43 916

 

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