La tenuta di proprietà della famiglia Zonin è custode di un savoir-faire antico che si tramanda e si arricchisce nel tempo. È immersa in un contesto agro-paesaggistico unico e di insuperabile armonia. Da un triennio i suoi vini si sposano con l’arte grazie alla mostra “Dialoghi Paralleli” che per il 2025 vede in esposizione fino al 31 dicembre le opere di Blerta Xhomo e Massimo Barlettani
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Radda in Chianti è un borgo medievale immerso in una trama che sembra infinita, di filari di vite del Chianti, ed occupa il crinale che fa da spartiacque tra Arno ed Ombrone. La sua nascita risale al IX secolo, ma il primo riferimento al suo castello risale all’XI secolo, quando venne annoverato in un inventario per l’imperatore Ottone III, tra i territori inclusi nella Badia fiorentina. Nel 1220 l’intera zona venne acquistata dai conti Guidi, su concessione di Federico II. Ma già alla fine del XIII secolo è entrata nei domini di Firenze.
Le sue stradine lastricate rispecchiano l’andamento allungato delle località che sono nate nel primo Medioevo. Il decumano, che l’attraversa da est ad ovest, si piega in un’ampia linea sinuosa, rimane l’asse stradale principale ed oggi è costellato da vivaci negozi.
Il cuore del borgo, dominato da ciò che resta dell’originario castello, è Piazza Francesco Ferrucci dove si affaccia il Palazzo del Podestà (XIV secolo) ricoperto dagli stemmi dei podestà che governarono Radda quando era capoluogo della Liga et societas de Chianti. Tale organismo, di cui facevano parte anche Gaiole e Castellina in Chianti, era un’alleanza politico-militare la cui “mission” era quella di difendere e amministrare il territorio del Chianti, rappresentato dallo storico simbolo del Gallo Nero. L’emblema è poi diventato il marchio distintivo del Consorzio del Vino Chianti Classico, creato per tutelare e promuovere questo vino pregiato e che ne rappresenta l’identità e la tradizione vinicola.

Castello di Albola: un maniero medievale sulle colline del Chianti classico
Nel periodo medievale nei dintorni di Radda sono sorti numerosi manieri: uno di questi è il quattrocentesco Castello di Albola. Una costruzione imponente che svetta verso il cielo in un contesto agro-paesaggistico di insuperabile armonia. È stato per vari secoli la sfarzosa residenza di alcune delle più potenti famiglie fiorentine: dagli Acciaiuoli, ai Samminiati; dai Pazzi, ai Ginori Conti.
Oggi la tenuta che si estende per oltre 900 ettari, di cui poco più di un centinaio vitati è di proprietà dei Zonin, una famiglia vicentina che da oltre due secoli e sette generazioni, coltiva, interpreta e tramanda un patrimonio enologico di alta qualità, sempre con uno sguardo rivolto al futuro.
La sua attività si ispira ai principi dello sviluppo sostenibile per contribuire in maniera attiva a proteggere l’ambiente in cui opera. Per rafforzare i propri valori annualmente redige il Bilancio di Sostenibilità firmato da Equalitas, l’ente che promuove la sostenibilità (ambientale, economico ed etico/sociale) in ambito vitivinicolo.

Videointervista a Alessandro Gallo direttore della tenuta
Tour, degustazioni ed ospitalità
La tenuta è il luogo ideale per chi desidera prendere contatto con un ambiente unico come quello del Chianti Classico, per chi vuole immergersi nella storia e per chi desidera degustare i suoi vini assaporandone il fascino del terroir che li caratterizza. Le opzioni variano tra degustazioni e tour guidati da completare con la visita ai vigneti, al borgo storico e alle cantine. I più “gourmand” possono cenare (venerdì e sabato) nel ristorante del Castello di Albola assaporando le pietanze tipiche toscane nella cornice delle cantine storiche e assaggiando la selezione esclusiva dei Cru della tenuta.
Sono anche organizzate le Albola Experience, Classica e Premium, che comprendono la visita guidata dei vigneti, dell’antico borgo e delle cantine storiche seguita dalla degustazione di quattro vini della tenuta, nella Experience Classica, sostituiti da quattro Cru in quella Premium in abbinamento ai piatti tipici della cucina toscana preparati dallo chef.

Si può anche pernottare in tre suite ricavate all’interno del Castello per soggiorni esclusivi di indimenticabile bellezza ed in due dimore antiche immerse nei vigneti della tenuta. La prima è la settecentesca Villa Le Marangole capace di ospitare in un contesto di fascino e di eleganza rurale dodici persone in sei camere dotate di ogni servizio. La seconda è Villa Crognole, costruita nel quindicesimo secolo e sapientemente restaurata. Comoda ed accogliente può ospitare fino a sei persone ed è dotata di una esclusiva piscina e di una terrazza da cui si può apprezzare il paesaggio unico del Chianti Classico.

Le sue vigne: poco più di 100 ettari coltivati a biologico
Il cuore dell’attività di Castello di Albola è rappresentato dai vigneti. Si trovano tutti a Radda in Chianti, in territori caratterizzati da forti pendenze, tra i 350 e 650 metri sul livello del mare e godono di importanti escursioni termiche e di un microclima ideale per la produzione di vini di grande spessore. È questa la terra che Cosimo de Medici nel 1716 riconobbe come zona di produzione del miglior vino di Toscana. I suoli si caratterizzano per due forme geologiche differenti, una è l’alberese e l’altra il galestro: questo oltre ad assicurare un ottimo drenaggio dei terreni conferisce particolare mineralità e sapidità ai vini.
Dal 2016 è iniziato il processo di conversione al biologico e dal 2022 l’intera produzione è “bio”, quindi caratterizzata dall’uso di sostanze e processi naturali, per garantire un maggior rispetto dell’ambiente senza però rinunciare al gusto della tradizione vitivinicola italiana.

I vigneti storici di Castello di Albola
Le vigne sono un vero patrimonio per la cultura locale. Quelle storiche – Selvole, Capaccia, Madonnino, Ellere, Marangole, Mondeggi, Sant’Ilario e Acciaiolo – si inerpicano sui fianchi delle collinesi trovano ad un’altitudine tra i 350 metri e i 550 metri e prendono luce, come si dice in Chianti, “da sole a sole”. Il suo vigneto simbolo è sicuramente il “Solatio” (foto sopra): assomiglia ad un cuore stilizzato e si inerpica su una collina dalla pendenza mozzafiato su un terreno di sasso tra i 550 e i 580 metri.
Infine, oltre i 580 metri, ci sono le vigne di Chardonnay. Proprio grazie a queste altitudini elevate prendono vita vini d’eccellenza, unici nel loro genere, che continuano a ricevere riconoscimenti anche a livello internazionale.

Castello di Albola ed i suoi “Wines of Altitude”
Vini che in virtù di queste caratteristiche vengono chiamati dagli appassionati Wines of Altitute: vini elegantissimi la cui definizione non fa soltanto riferimento ai luoghi di coltivazione, nelle più alte colline del Chianti Classico, ma anche all’eccellenza ed alla finezza unita alla costante ricerca di nuove tecniche di affinamento nella vinificazione.
Il vitigno principe è sicuramente il Sangiovese che occupa il 90% della superficie vitata di Castello di Albola, L’altra prestigiosa “bacca rossa” è il Cabernet Sauvignon, utilizzato per produrre il Super Tuscan Acciaiolo. Sono coltivate anche uve bianche, in particolare Chardonnay, Trebbiano e Malvasia, queste ultime due indispensabili per produrre il raro Vin Santo di Castello di Albola, ulteriore firma di toscanità.
Ci sono anche 12 ettari di oliveti da cui si ottiene l’ Olio Extra Vergine di Oliva Biologico Castello di Albola dal carattere fortemente chiantigiano. Il blend di olive delle cultivar di Frantoio, Leccino e Moraiolo (le varietà più tipiche del grande extravergine Dop di queste terre) gli conferisce una particolare eleganza ed un gusto delicato, con fragranti note di carciofo, salvia e pomodoro verde.

I vini del Castello di Albola
Quelli di Castello di Albola sono vini autentici dalla personalità seducente e di grande finezza, che pretendono devozione e cura costante. Il vino di punta della tenuta è sicuramente l’Acciaiolo, 100% Cabernet Sauvignon: un prodotto ambizioso di grande spessore che ha ricevuto numerosi riconoscimenti nel tempo. Appartiene alla prestigiosa categoria dei Supertuscan (Fine Wines) e racconta la storia dei vigneti di questa tenuta, rafforzando il suo legame con l’iconica regione del Chianti Classico.
Un altro vino molto interessante è il Solatio. 100% Sangiovese prende il suo nome dal pendio scosceso sul quale viene coltivato. Ha profumi eleganti di spezie e tannini finissimi. Il sorso è dritto e rappresentativo del vitigno simbolo.
Tra i bianchi eccelle il Poggio Alle Fate, che interpreta perfettamente il terreno marnoso e il clima fresco del luogo. Le uve Chardonnay in purezza sono vinificate per la gran parte in acciaio, mentre il saldo matura in barrique, enfatizzando le spiccate risonanze minerali nell’aroma e la nervosa nota fresca nel sorso.
Infine, come da tradizione, non può mancare il Vin Santo del Chianti Classico Doc, un uvaggio formato da Trebbiano Toscano e Malvasia del Chianti, che affina per otto anni in piccole e preziose botticelle toscane di castagno, detti “caratelli”, da 100 litri. La straordinaria finezza di profumi e aromi, unita ad un perfetto equilibrio tra dolcezza e freschezza, lo rendono un vino adatto ad accompagnarsi ad una selezione di pregiati formaggi erborinati e alla più ricercata biscotteria e pasticceria.

Vino ed arte: al via la mostra “Dialoghi Paralleli”
Una delle caratteristiche più importanti del Castello di Albola è che da alcuni anni il vino si sposa perfettamente con l’arte. Infatti fino al 31 dicembre è in programma la terza edizione del progetto “Dialoghi Paralleli”: un percorso culturale, tra arte e tecnica, pittura e vino, che permette ai visitatori, di scoprire, all’interno delle cantine e di alcune sale della tenuta, le opere di Blerta Xhomo e Massimo Barlettani. Due artisti, profondamente diversi dal punto di vista del percorso e della propria tecnica artistica, ma anche profondamente interessati a cogliere il senso. All’interno del percorso esperienziale progettato a Castello di Albola, le opere offrono al visitatore diverse visioni di mondi, significati e soggetti: espressioni differenti di due diverse menti creative che si incontrano, trovano ognuna il proprio spazio specifico, e non si scontrano ma si arricchiscono nella reciprocità espositiva.
“Oltre 25.000 mila visitatori giungono ogni anno a Castello di Albola – racconta Alessandro Gallo da 20 anni direttore della tenuta – un luogo che appassiona per la sua bellezza unica, l’architettura caratteristica del borgo medievale e la cultura vitivinicola che custodisce da generazioni. L’esposizione “Dialoghi Paralleli” è parte di un percorso più ampio di Castello di Albola nel mondo dell’arte: un cammino volto a dar sempre più valore al territorio e alla sua eredità, alla sua identità e alle sue tradizioni”.
“Noi che custodiamo questi luoghi per le generazioni future – conclude Gallo – abbiamo il dovere di continuare a promuovere questi scambi così da interpretare insieme questo patrimonio senza eguali che abbiamo ereditato …e siamo invitati a farlo mentre degustiamo un buon bicchiere di vino”
Ulteriori informazioni
Castello di Albola
Via Pian d’Albola, 31 – Radda in Chianti (SI)
Tel. +39 0577 738019
Mail: info@albola.it









