| La storica cantina di Susegana guidata dalla principessa Isabella Collalto de Croÿ rinnova la millenaria tradizione vinicola dei Collalto in terra trevigiana. Insieme al Castello San Salvatore offre un viaggio tra storia, arte e vini sostenibili nel cuore del Prosecco Superiore. Nostra intervista a Giovanni Selvestrel responsabile marketing della cantina |
Indice dell'articolo
Susegana: una gradevole cittadina sulla sponda sinistra del Piave
Susegana sulla riva sinistra del Piave è una gradevole cittadina della Marca trevigiana che merita di essere visitata anche solo per l’incantevole panorama, punteggiato dai vigneti del Prosecco. Arrivando in paese è impossibile non scorgere il Castello San Salvatore, imponente maniero medievale emblema inconfondibile del panorama trevigiano che, dall’alto di una dolce collina, domina incontrastato la pianura veneta da oltre otto secoli.
Costruito nella seconda metà del XIII secolo per volontà della nobile e millenaria famiglia dei Collalto ha svolto con successo importanti ruoli difensivi e di controllo del territorio nel Tardo Medioevo diventando poi nel periodo rinascimentale una elegante residenza signorile racchiusa in un borgo abitato ed un vivace salotto letterario ed artistico di risonanza europea. Musicisti, pittori, letterati e poeti si stabilirono nel Castello che divenne anche lo sfondo privilegiato dei dipinti di Giovanni Battista Cima, il celebre pittore trevigiano noto come Cima da Conegliano.
Nostra intervista a Giovanni Selvestrel responsabile marketing della cantina
Castello San Salvatore: un imponente maniero medievale inespugnato fino alla Grande Guerra

La fortezza che copre una superficie di circa 32 mila metri quadri ha resistito a tutti gli attacchi subiti nel corso dei secoli, uscendone sempre indenne. Ciò fino alla prima Guerra Mondiale quando fu pesantemente bombardata dall’artiglieria italiana in quanto si trovò sulla linea del fronte che, dopo la disfatta di Caporetto, si era spostato dall’Isonzo al Piave.
Oggi dimora privata, visitabile però su prenotazione, si presenta ancora integra grazie ad importanti lavori di restauro, proseguiti fino alle soglie del terzo millennio, che hanno per buona parte sanato le profonde ferite subite ridonandogli quell’aria di sontuosità e magnificenza che l’avevano caratterizzata attraverso i secoli. Il suo emblema rimane l’alta torre che raggiunge i 38 metri di altezza e dalla terrazza del belvedere il territorio circostante: suddiviso tra pascoli, vigne e terreni agricoli e punteggiato dalle case coloniche contadine, racconta ancora oggi la vita che animava i dintorni di questo fortilizio tardo medievale.
Tutt’intorno le dolci colline che lo circondano punteggiate di vigneti, da secoli proprietà dei Collalto. Infatti è da quasi un millennio che questo casato, di generazione in generazione, presidia queste colline, e coltiva storici vitigni e vigneti da cui ricava le uve destinate a produrre vini dalla forte espressività apprezzati in Italia ed in molti Paesi del mondo.

Isabella Collalto: da Bruxelles alle Colline del Prosecco
Oggi alla guida della Azienda Agricola Conte Collalto c’è la Principessa Isabella Collalto de Croÿ. Nel 2007 ha deciso di seguire personalmente i vigneti e la cantina Conte Collalto ricevuti in eredità dal padre, il principe Manfredo, dividendo così il suo tempo tra Bruxelles, dove vive con il marito e Susegana dove risiede per buona parte della settimana. Anche perché oltre a seguire l’azienda di famiglia ha vari altri incarichi tra cui quello di presidente dell’Associazione delle Ville Venete, che rappresenta uno dei più vasti e importanti patrimoni storico-culturali e paesaggistici esistenti al mondo.

Cantina Conte Collalto: i vini sono prodotti solo con uve dei vigneti aziendali
«I nostri vigneti – racconta Isabella Collalto – sono da sempre in famiglia e circondano il Castello San Salvatore. I vini che produciamo arrivano da uve coltivate esclusivamente nei nostri vigneti. Da sempre la stella polare della Cantina Conte Collalto è la sostenibilità in vigna ed in cantina che vuol dire produrre vini di qualità preservando storia, territorio e futuro. Particolare attenzione viene posta anche a quei vitigni autoctoni, poco conosciuti dal grande pubblico, che hanno fatto la storia enologica del territorio trevigiano. Una gamma di vini rossi e bianchi fermi che noi portiamo avanti con grande amore e grandissima cura. Un lavoro molto attento e puntuale mirato alla qualità che è da sempre il nostro punto di riferimento».

I terreni dell’azienda: tutti nell’area del Prosecco Superiore
I terreni dell’azienda hanno una superficie complessiva di circa 250 ettari di cui 150 vitati, tutti all’interno dell’area del Prosecco Superiore, che possono godere di ottime esposizioni soleggiate e di un clima fresco e ventilato. Un centinaio di questi sono coltivati a Glera, il vitigno principe del territorio da cui nasce il rinomato Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.
Grande attenzione agli “Incroci Manzoni”
Grande attenzione è stata da sempre riservata agli Incroci Manzoni, nati dalla collaborazione con il professor Luigi Manzoni, per vari anni preside dell’Istituto di Viticoltura ed Enologia di Conegliano che sperimentò i suoi incroci proprio sui terreni dei Collalto.
E proprio per rimarcare questa importante collaborazione del passato, la Cantina Conte Collalto ha in catalogo il Manzoni Bianco, incrocio tra il Riesling Renano e il Pinot Bianco, il Manzoni Rosso, una ibridazione tra Glera e Cabernet Sauvignon, il “Sogno RossoRosa”, cioè Manzoni Rosso vinificato in rosa che gli conferisce un’espressione più giovane e moderna ed il “RosaBianco” Un Manzoni Rosa, incrocio tra il Trebbiano e il Traminer Aromatico. L’azienda coltiva anche uve Manzoni Moscato, nate dall’incrocio tra il Moscato d’Amburgo e il Raboso del Piave, e le utilizza per il Violette Rosé, uno spumante Extra-Dry ammaliante anche nel colore, quello della rosa peonia, assolutamente inimitabile.

A Vinitaly 2026 presentato l’Extra Brut Ponte Rosso Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Rive di Colfosco
In occasione di Vinitaly 2026 ha svelato una nuova referenza: il Ponte Rosso Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Rive di Colfosco Extra-Brut. Questa etichetta nasce dalla valorizzazione di una delle parcelle più vocate tra i 150 ettari vitati di proprietà e si inserisce in un percorso di ricerca decennale che celebra la longevità e la struttura della Glera, interpretando con estrema schiettezza il gusto contemporaneo.
Il nome Ponte Rosso Rive di Colfosco Extra Brut racchiude una storia affascinante e profondamente legata alla geologia locale. Il terreno di questa specifica parcella è caratterizzato da un’importante componente argillosa, la stessa che in passato fornì la materia prima per produrre mattoni dal colore rosso così intenso e vivido che vennero impiegati per la costruzione di un ponte iconico nella zona. Quel nome, tramandato negli anni, diventa oggi l’identità di un vino che incarna perfettamente le tipicità del suolo da cui trae origine.
L’annata 2025 del Ponte Rosso Rive di Colfosco Extra Brut, presentata in occasione di Vinitaly, è il risultato di un lavoro corale e di grande competenza. Questo spumante racchiude l’esperienza dell’agronomo Mirco De Pieri, che da oltre trent’anni cura i vigneti della cantina con passione e dedizione, e nasce dalla stretta sinergia tra il team di cantina, guidato dall’enologo Andrea Affili, e gli esperti di Uva Sapiens, in primis Umberto Marchiori, che con attenzione sartoriale hanno seguito il progetto dalla sua nascita, dieci anni fa.
Con il Ponte Rosso Rive di Colfosco Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Brut, l’azienda Conte Collalto conferma la propria capacità di far dialogare una storia millenaria con le nuove esigenze del mercato, proponendo un prodotto che è allo stesso tempo un omaggio alla memoria del territorio e una sfida enologica verso l’eccellenza.
Infoline
Azienda Agricola Conte Collalto
Via XXIV Maggio 1 – Susegana (TV)
Mail:
Orari Wine Shop
Lun-ven: 08.30-12.30 / 15.00-19.00
Sabato: 08.30-18.00
Via Sottocroda – Susegana (TV)
Articoli correlati – Conte Collalto: a Vinitaly presenta l’Extra Brut Ponte Rosso Conegliano Valdobbiadene









