| La montagna come vacanza attiva, esperienziale e di benessere lunga 365 giorni all’anno. Nostra intervista a Roberta Moretti responsabile per il Turismo Slow dell’Apt Servizi Emilia Romagna |
La montagna è un segmento di regione caratterizzato da una grande differenziazione di risorse ed opportunità, che fanno leva sulla considerevole presenza di aree protette, importanti stazioni di turismo invernale, opportunità di attività sportive, una notevole rete di realtà termali, borghi storici di grande interesse, musei tematici ed ecomusei a cui si aggiunge un notevolissimo bagaglio di cultura immateriale.
L’assessore regionale a turismo, commercio e sport Roberta Frisoni ha più volte dichiarato l’intenzione della giunta regionale di “creare un unico ecosistema capace di generare valore, occupazione e attrattività”. In questo contesto un’attenzione particolare è rivolta alla montagna ed il progetto di promozione turistica “Appennino Verde e Bianco” è una delle risposte.
L’iniziativa promossa da Apt Servizi Emilia-Romagna ha come obiettivo la valorizzazione dell’offerta turistica dell’Appennino emiliano-romagnolo, integrando le proposte legate alla natura e alle attività estive (“Verde“) con quelle legate alla neve e agli sport invernali (“Bianco“).

L’offerta turistica Appennino Verde e Bianco 2026 è stata presentata nei giorni scorsi nel corso di un workshop che si è svolto a Ravenna nelle sale del Grand Hotel Mattei alla presenza di una nutrita selezione di operatori dell’Emilia Romagna che hanno presentato la loro offerta per l’anno in corso ai tanti referenti di Cral ed associazioni di viaggio presenti.
Nostra intervista a Roberta Moretti Responsabile Turismo Slow di Apt Servizi Emilia Romagna
I punti cardine del progetto
Tre i punti cardine del progetto: (1) Promozione Integrata; (2) Sviluppo Sostenibile; (3) Target Scolastico e di Gruppo con nuove proposte dedicate al turismo scolastico ed ai gruppi. Per quanto concerne la “Promozione Integrata”, l’iniziativa mira a superare la contrapposizione tra turismo invernale ed estivo, puntando su una proposta turistica valida tutto l’anno. Invece per quanto attiene lo “Sviluppo sostenibile” il progetto si inserisce in un contesto più ampio di rilancio turistico, che prevede investimenti per l’attrattività e lo sviluppo sostenibile dell’Appennino
Con queste premesse è del tutto evidente che la montagna contempla un’offerta turistica molto diversificata. Quindi è quasi doveroso parlare di turismi e non di turismo, una pluralità di turismi possibili caratterizzanti il territorio montano: dal “classico” al “naturalistico”, dal “culturale” al “termale”, dalle ciaspolate, all’equiturismo, dalla pesca sportiva al bird watching fino al turismo escursionistico e gastronomico che sta riscuotendo sempre più interesse.
Il turismo naturalistico ed i Parchi
L’alto Appennino regionale è, come noto, in gran parte sottoposto a diverse forme di tutela. I parchi nazionali ed interregionali e le riserve naturali regionali e statali, occupano la fascia di crinale quasi senza soluzione di continuità dal parmense fino al confine con le Marche. Pur se scarsamente abitati costituiscono un forte attrattore di flussi turistici legati, oltre che all’escursionismo, a diverse forme di turismo, legate al patrimonio naturale e culturale dei territori.
I parchi nazionali – dell’Appennino Tosco-Emiliano e delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna – occupano porzioni molto importanti del crinale fra Emilia – Romagna e Toscana e costituiscono alcune fra le realtà più attive in tutto il Paese per quanto riguarda la tutela della biodiversità e la fruizione sostenibile del territorio nonché una importantissima opportunità per la promozione di una “cultura della sostenibilità” e dello stare in natura fra i cittadini ed i turisti.
Le vacanze sulla neve
Molto interessanti le offerte invernali della montagna emiliano romagnola. Il Cimone con i suoi 50 chilometri e il Corno alle Scale con 36 km di piste di ogni livello collegate sci ai piedi, cento per cento innevamento programmato, piste omologate fisse per gare di tutte le discipline … oltre lo sci alpino… Escursioni con ciaspole (anche notturne), quad, passeggiate naturalistiche su sentieri battuti, pattinaggio al palaghiaccio e… tanto altro..
Borghi, cultura e arte, enogastronomia: il turismo storico-culturale e le produzioni tipiche
I borghi storici dell’Regione Emilia-Romagna, oltre ad essere luoghi di conservazione dell’identità storico – culturale dei territori, rappresentano spesso luoghi di conservazione di produzioni tipiche e di diffusione della cultura gastronomica. E’ risaputo che l’Emilia Romagna è la terra del buon cibo per eccellenza grazie a 43 prodotti certificati (Dop e Igp), dal prosciutto di Parma al Balsamico di Modena, dal Parmigiano Reggiano, al formaggio di fossa a cui si aggiungono 19 vini Doc e due Docg, per una terra dove tutto è da gustare.
Le Strade dei Vini e dei Sapori
Di particolare interesse sono poi le Strade dei vini e dei sapori, itinerari enogastronomici la cui offerta sul mercato unisce produzioni vinicole e i prodotti tipici, nell’ambito di un prodotto integrato con gli aspetti tradizionali, storici, culturali e ambientali dei territori.
In particolare, la rete delle 15 Strade dei Vini e dei Sapori, che va da Piacenza a Rimini, si pone come strumento principe della Regione per rispondere alla domanda di turismo enogastronomico e per mettere a sistema l’offerta regionale su questa nicchia di mercato turistico.
Turismo culturale: Musei di Qualità ed Ecomusei
La connessione tra turismo e cultura è di particolare interesse ai fini dell’attrattività turistica: musei e teatri locali possono infatti costituire un’importate risorsa di richiamo del territorio. Nella programmazione regionale sul tema della cultura, non vi sono azioni specificamente dedicate al territorio montano; vi è tuttavia in tutte le azioni un chiaro orientamento al riequilibrio dell’offerta culturale.









